Orfani, un fumetto che dovete far leggere a vostro figlio

Orfani

E’ uscito in edicola Orfani, il nuovo fumetto della Bonelli concepito e realizzato da Roberto Recchioni. E’ scorrevole, ha disegni fichissimi e colori da orgasmo retinico. Soprattutto, è qualcosa di nuovo. Da quel poco che ne capisco, le ultime produzioni della Bonelli erano maldestri tentativi di fare Tex gggiovane. Orfani m’è piaciuto subito perché non vuole cercare di piacere. Non coccola i lettori di Tex, non racconta storielle dell’orrore per spompinare quelli di Dylan Dog. Si presenta dicendo “questo sono io, sul west e su craven road ci cago sopra, vaffanculo”.

Il che, ammetterete, è un inizio interessante.

E’ ambientata nel futuro post invasione aliena e si divide in due tronconi, passato e presente. Nel passato vediamo un’apocalisse, dei soldati che tirano fuori dalle macerie dei ragazzini e li mettono in un programma d’addestramento intensivo. Nel presente, i ragazzini sono cresciuti e spaccano il culo agli alieni in una task force speciale chiamata, appunto, “Orfani”. Il loro motto è che non fanno arte, fanno cadaveri e in effetti ce ne sono una marea.

Ho iniziato a leggere Tex da piccolo. Essendoci tutta la collezione in casa me lo leggeva mio padre, tenendomi in braccio e partendo dal primo numero. Io guardavo le figure e lui recitava le battute. Poi sono cresciuto e lo leggevo per i fatti miei, parlando con lui dell’ultima puntata. Quando è morto ho smesso di comprarlo. L’ultimo numero è del gennaio 2013, e in sostanza definisce tutta la mia vita col mio vecchio. Sarebbe fico che un giorno mio figlio si sieda sulle mie ginocchia chiedendomi di leggergli il primo albo di Orfani. Del resto dubito un bambino nato nel 2020 si possa appassionare ai cowboy, o forse lo spero.

Dateci una letta, o regalatelo a vostro figlio.
Anche a vostra figlia, se legge Twilight. Magari si sveglia fuori.

  • Rieper

    Gea o Lilith (meglio Gea) meritano tantissimo della Bonelli, se ti capita buttaci un occhio

    • Nicola Visonà

      concordo. poi anche magico vento non era male, e il dampyr degli inizi pure. comunque mi spacca “ma perché, noi che cazzo abbiamo in mano, pennello e tavolozza?” 10/10

      • Stefano

        Lilith si sta perdendo in un anello di noia/ripetizione. Gea era un capolavoro assoluto.

        • Alahambra

          Gea era bello fino alla metà. Poi, come al solito, Emoch ha svaccato, si è stufato, non sapeva più dove andare a parare, e il risultato sono albi buoni da usare come zeppe per i tavoli che ballano.
          Insomma, un po’ come la fine di Neon Genesis Evangelion, per capirci.

  • Avion

    Gea è abbastanza bello come trama, ma è anche un coacervo di buonismo, pippe civiche e buoni sentimenti.

    • Henna

      Tre volumi, vediamo che succede.

      O sei uno di quelli che in sala si alza e se ne va dopo i titoli di testa?

      • geberit

        ci può stare dopo 3 numeri abbandonare una serie. se dopo i titoli di testa avessi gia le palle sbriciolate, e mi costasse restare oltre, allora sì che mi alzerei e uscirei dalla sala 😉 con DMZ (vertigo) ho fatto il tuo ragionamento e sono finito col comprare 7 numeri su 10 spendendo 80 euro per un fumetto che mi faceva cagare però prometteva miglioramenti…

        • Indovina?

          i think that captcha is not working

      • x3n0n

        tre volumi se compri la ristampa . è uscito in edicola eoni fa.
        cmq si, pieno di fricchettonate new age ma vale la pena fino all’ultima pagina. personalmente fatico a trovargli un difetto e soprattutto ha saputo chiudere bene , col botto e al omento giusto

  • Henna

    Sotto tutto il rhum e le puttane hai un cuore d’oro, Nebo.

    Tralasciando la parte GiapponeMonAmourAncheInDigitale, forse l’unica che stona del numero I ( ma che a quanto pare piace al Sig. Recchioni).

    A me hanno fatto impazzire i dialoghi. Brevi, asciutti, affilati e fottutamente epici.

    Quell’epica moderna che mancava a Tex, e al suo linguaggio fuori dal tempo.

    Orfani parla ad una generazione cresciuta guardando cose esplodere dietro uno schermo, e per questo spaccherà i culi.

    Bless!

  • Doc

    più si rrobe glorifica e più riesce a stare sul cazzo al mondo…

    • Doe Dylan

      Parole santissime! Quando hanno distribuito l’ego ne ha preso una porzione abbondantissima. Non parliamo poi di che sta combinando adesso in Dylan Dog, lo trasformerà in un prodotto per bimbomichia acclamoni del Dio Rec.

  • Alberto

    Avendo visto solo previews, la cosa che mi lascia perplesso è il design dei personaggi e dei veicoli r̶u̶b̶a̶t̶ c̶o̶p̶i̶a̶t̶ fortemente ispirato ad Halo.

    Comunque penso leggerò almeno il primo numero, per vedere un po’ com’è. La Bonelli ha pubblicato molte buone cose in passato, anche se tende un po’ a mandarle in malora perché non le conclude al momento giusto.

    • Nicola Visonà

      ricordiamo che anche halo ha “citato” a piene mani. Le idee originali possiamo farle arrivare a Starship trooper (il libro non quell’obrorio di film) e Ender’s game

    • x3n0n

      infatti gea è eccellente perchè si è chiuso nel momento giusto.
      jhon doe (sempre recchioni) ha chiuso il suo arco narrativo in maniera quasi perfetta. metafumetto come raramente se ne vedono in italia.

      sul discordo del design è il solito problema sci-fi della bonelli che si trascina da nathan never : citazioni a oltranza che sfiorano nel plagio perchè è più semplice copia qualche design noto piuttosto che inventarne uno ex novo.

      ho trovato di cattivo gusto un paio di scene “puttana come dicono” assolutamente gratuite e messe li solo per fare quelli che “hey guarda non ci facciamo problemi a dire le parolacce”.

      ma direi promosso. una seconda possibilità gliela do (cosa che invece dragonero per dire non ha meritato.

      • Alberto

        Verso Dragonero sono prevenuto, a causa del nome veramente dimmerda. Se hai voglia, mi faresti una brevissima recensione?

  • Junior

    Un buon inizio, non c’è che dire. Ho riscontrato solo un po’ troppe “frasi fatte” da film d’azione di serie B, un po’ troppe descrizioni alla 300 e ovviamente, ma forse è solo una mia impressione, un attingere a piene mai dal mondo di Halo. “Oh vabbè ma allora perchè dici che ti è piaciuto?” Per questi stessi motivi.

  • Salvatore Coppola

    Mi hai proprio incuriosito, penso che comprerò il primo numero 🙂

  • Lin

    Dal punto di vista strettamente tecnico, la parte visiva è bellissima, colori e disegni sono fatti da chi conosce molto bene il mestiere.
    Dei due coloristi De Felici è eccezionale, la Leoni fa quello che un buon colorista dovrebbe saper fare di base: se proprio bisogna celebrare, celebriamo chi eccelle, non chi è nella media.

    Il punto dolente sono proprio i tanto acclamati dialoghi: spompinano, per dirla con parole tue, i bimbiminkia, scimmiottando uno stile cazzone tanto caro a quei segaioli. E sì che ogni tanto qualcosa di buono Recchioni l’ha pure scritto (non mi riferisco a quella paraculata di Mater Morbi), se solo la piantasse di pensare troppo ad altro.

    La parte su tuo padre è molto bella, e mi è molto vicina.

  • CorpseFucker

    Ma pensi veramente che possa uscire qualcosa di buono dalla Bonelli? Vedi che quella e’ la casa editrice che ha ucciso il fumetto italiano stampando tonnellate di merda commerciale. Dylan Dog e’ il massimo della pappa premasticata per adolescenti in crisi ormonale che non si sanno scaricare i pornazzi… Tex e’ un fumetto “da sessantenni per sessantenni”, Martin Mystere e’ Dylan Dog senza sangue e scene splatter, Nathan Never era talmente pieno di tavole ricalcate dagli anime che mi chiedo come mai nessuno gli abbia mai fatto una causa miliardaria, il resto non vale manco la pena menzionarlo.

    Nebo, se vuoi fare svegliare una tredicenne che legge Tuailaigght e’ meglio se le metti in mano qualcosa di decente. Se le dai qualcosa di Bonelli, non la puoi biasimare se si rimette a leggere la storia del vampiro sbrilluccicante!

    • Alberto

      Mah. Il problema non è tanto “la merda commerciale”, secondo me, ma la qualità: non solo perché qualcosa ha successo deve per forza essere bruttocattivocaccapuzza.

      Tanto per fare sempre il solito ritrito esempio, in Giappone ci sono manga di qualità enorme, che vendono MILLEMILA copie. E che dire di Sandman, negli USA? All’apice della popolarità, vendeva più copie di Superman; ma dubito si possa definire “merda commerciale”.

      Dylan Dog, tanto per dire, è pieno di belle idee. Il problema della serie (secondo me) non è la sceneggiatura, è il fatto che c’erano idee per 100 numeri e ne hanno fatti uscire 328. Come Sandman, come un manga, bisogna avere il buon senso di capire quando terminare una serie.

      E Bonelli, da quel che ho visto, raramente l’ha dimostrato.

    • come ci piace fare gli alternativi, eh?

    • Francesco Vicentini

      E’ evidente che riesci a fare di tutta l’erba un fascio per il semplice motivo che dei suddetti fumetti sai poco o niente. Soprattutto delle piccole rivoluzioni riguardanti cultura e sociale che hanno preso piede negli ultimi anni grazie ad alcune di queste testate.
      Sono il primo a criticare Bonelli, la sua politica e l’intero immobilismo del fumetto italiano che si può senz’altro attribuire in gran parte al colosso di Milano, ma Orfani è un tentativo di uscire da questi schemi e raccogliere il consenso di un pubblico diverso, di dare nuove possibilità a degli artisti la cui unica alternativa è quella di lavorare per l’estero.
      Se davvero riesci a paragonare le migliori storie Bonelli a Twilight, non mi stupirebbe se quella ragazzina fosse proprio tua figlia.
      Buona giornata.

      • Laurelion

        Ma anche no eh. Anche io mi sono bevuto per un po’ la storia delle “piccole rivoluzioni” della Bonelli, ma dopo il liceo diciamo che ho smesso.
        Le “rivoluzioni” che ha portato sono scopiazzature di eventi culturali tutti avvenuti oltr’alpe; pace di innovativo non hanno mai fatto un cazzo.

        • Guest

          Leggevo la merda bonelli quando ero un minorenne con gli ormoni in disordine, ora ho smesso da anni. Se negli ultimi anni hai visto solo merda uscire da una condotta fognaria, non ci sono molte probabilita’ che da quella stessa condotta possa uscire qualcosa di diverso dalla merda, a meno che tu non creda nei coccodrilli albini o nelle Turtles!

          • Laurelion

            Esatto

    • Daniele Frassica

      Magari alla fine c’hai pure ragione tu, pero’ mi verrebbe da dire che hai torto a priori per dare un giudizio su qualcosa che dichiari di non aver letto.

      • CorpseFucker

        Leggevo la merda bonelli quando ero un minorenne con gli ormoni in disordine, ora ho smesso da anni. Se negli ultimi anni hai visto solo merda uscire da una condotta fognaria, non ci sono molte probabilita’ che da quella stessa condotta possa uscire qualcosa di diverso dalla merda, a meno che tu non creda nei coccodrilli albini o nelle Turtles!! Eccheporciddio!

    • Morlun

      Non mi toccare Martin Mystere porcamadonna. ‘Gnorante.

    • Fabio Coimbra

      Il problema della Bonelli e’ proprio questo: aver ridotto un prodotto artistico come il fumetto in un prodotto industriale da catena di montaggio. Uscire ogni mese in edicola con un albo di cosi’ tante pagine per ogniuna delle proprie serie + i giganti + gli speciali + le ristampe, condannano a morte la qualita’.
      Gli sceneggiatori non possono avere belle idee a getto continuo e si riducono a copiare od a ripetere le medesime situazioni gia’ viste mille volte. Per i disegni, ovviamente, accanto ai bravi disegnatori occorre anche prendere un po’ di quelli che hanno la velocita’ come pregio.
      Il risultato finale e’ che si sfornano 100 albi all’anno dei quali solo 10 hanno la fortunata accoppiata bella storia – bei disegni…

  • Venum Fighter

    Ma quindi Niebbo ti troveremo a nerdare al LuccaComics magari vestito da protagonista di qualche fumetto che ti piace?

    • Nebo

      Non son mai stato a Lucca, e manco quest’anno potrò causa impegni lavorativi. Però chissà chi lo sa.

  • Azrab

    Comprato e apprezzato. Ma anche Lilith e Dragonero non scherzano mica!

    • Nababbo

      Della Bonelli apprezzo moltissimo, per la varietà e qualità, la serie Le Storie. Complimenti per il sito Nebo.

      • Alahambra

        Nononono. NO! Dragonero no! Per carità del Signore, NO! E’ il solito Enoch (bravissimo per carità, a sempre uguale a se stesso) mixato ed ammorbidito. Per altro, ok l’idea del primo albo, ma doveva rimanere quello e basta. Farci una serie lo fa diventare, di nuovo, un polpettono rimasticato, visto e rivisto, letto e riletto, e, alla fine della fiera, terrificante.

  • Buzz

    I disegni son stupendi ed i colori pure. I dialoghi invece, sopratutto nella seconda parte, mi hanno davvero stomacato. Dialoghi così te li aspetti giusto da supereroi ‘muricani. “Ti stai dando da fare eh pistolero” “eh sai come sono fatto boyscout, mi diverto solo con l’azione”. Bho.

  • Simone

    Già fatto. “Orfani” è sul tavolino del salotto per la libera consultazione.

  • luca

    ora…non voglio inferire….ma il primo numero di Orfani…

    1) è bello perchè c’è lo sforzo di fare qualcosa (che non è male)

    purtroppo:

    1) ricorda troppo Starship Troopers..e poi cavoli, nel futuro usano ancora i proiettili!!!!!!! le armi ad energia???

    2) in un numero sono riusciti a farci stare: tragedia, addestramento ed attacco alieno….ma sviluppare la serie in modo meno veloce??

    sembra di leggere un fumetto del XX secolo. Mi spiace ma secondo me arriva un pò tardi….se fosse arrivato nel 2003 forse sarebbe stato ancora in tempo…

    • Fabio Coimbra

      Concordo, e’ un fumetto che se fosse uscito negli anni 80 o 90 sarebbe stato superlativo. Oggi e’ solo il rimasticamento di 1000 storie gia’ viste tra cinema,altri fumetti, telefilm e libri.

      Struttura alla Full metal Jacket: primo tempo in caserma- secondo tempo in battaglia + Ender’s Game (prendiamo i bambini ed addestriamoli per essere i super soldati del futuro) + fanteria dello spazio (il film piu’ che il libro per il look di soldati e battaglie) e si puo’ andare avanti per pagine e pagine, l’originalita’ latita…

      Ma si puo’ fare una bella storia anche scopiazzando e rimescolando, ma siamo al 5 albo e la storia e’ alquanto banale i personaggi tagliati con l’accetta ed i dialoghi ridotti all’osso. Piu’ che un fumetto sembra la storia che fa da sfondo ad un videogame FPS…

      Completiamo con il colore, molto bello, ma sbandierarlo come evento nel 2013 fa un po’ sorridere…

      Insomma, un prodotto per teenagers ma nel 2014 i teenagers non leggono piu’ i fumetti…

  • Mauro

    No, Nebo.
    Orfani suonava bene sulla carta ma è scritto col culo, è un florilegio da orticaria di one-liner che dovrebbero far figo ma fanno ridere i polli.

    Poi oh, il sito è tuo e ci fai quello che vuoi, e tanto io al prossimo aggiornamento sarò lo stesso qui a ridere e ghignare, ma le lodi sperticate ad Orfani hanno un po’ stufato.

    Hai fatto a pezzi roba meno brutta in maniere più divertenti, in un tripudio di possenti spalle che si muovono molto, e consentimi l’opinione che la stringata recensione per fare un favore a Rrobe proprio non si può leggere, tantopiù che qui dentro i fumetti non li hai mai cagati di pezza.

  • siclaro

    complimenti per la marchetta svogliata. piuttosto lascia perdere

  • Morlun

    Recchioni pensa di essere il Tarantino del fumetto Italiano ma si sbaglia di brutto.

  • Stefano

    commovente. bella Nebo

  • massimo
  • eritreocazzulati

    Comprato, speriamo bene (anche perchè quattroeuriecinquanta è tipo il mio stipendio settimanale….tipo…più o meno).
    Consiglio i libri di zerocalcare, per quei 2 o 3 che non lo conoscessero.

  • K.

    Siete tutti troppo vecchi per leggere Orfani.
    Non parla alla vostra generazione e per questo non vi piace e ci sparate sopra.
    Ciao stronzi qualunque con un accesso ad internet.

    (http://byroneloisa.blogspot.it/2013/10/lindagatore-dellinternet.html)

    • ArmintStark

      Cioè a 22 anni io sono troppo vecchio?

      • K.

        Ti rimangono certamente altre qualità.

        • ArmintStark

          A me pare che parli più ai 30-40enni cresciuti quindi negli anni ’80-’90, con tutto quello che ne consegue come cinematografia. Così, a caso.

          • K.

            Te la spiego.

            C’è chi le cose le capisce e le apprezza, e c’è a chi piacciono e basta.
            Il senso della critica è capire perché quella cosa funziona o no, cioè individuare quali sono i fattori che ci portano a determinate sensazioni.
            Se uno è bravo, nel complesso sta cosa viene inconsciamente, non te ne rendi neanche conto che quella è una citazione o una ripresa, metti tutto nel mixer e funziona.

            Con me il primo numero ha funzionato, perché sono vaghe allusioni che non conosco in modo preciso (perché a me non contemporanee), altre sono ben chiare e mi gasano poiché figlie del mio tempo.

            Effettivamente è un po’ così, a caso.

          • Laurelion

            Cioè in pratica spari cazzate, ma così a caso.

          • K.

            Oddio qualcuno che mi capisce!

          • CorpseFucker

            Sai com’e’, molti non hanno voglia di commentare il post di uno che cerca di spammare il suo blog di merda.

  • Indovina?

    Ario, è necessario un tuo intervento urgente. sprigiona i tuoi poteri, venezià

    • Indovina?

      vi ricordo che c’è gente che s’è fatta trollare da un genovese. e voi chi sareste, di preciso? vi date una mossa o devo venire lì io e fare quello che voi non sapete fare?

      • Indovina?

        anzi, guarda: lascia, me la sono cavato da solo. come al solito, del resto. non ci pensare più, e fai una telefonata al tuo amico cane di fuoco. digli grazie da parte mia. buona serata

  • ArmintStark

    Diciamo che questa prima tavola mi incuriosisce, nel suo essere sopra le righe in tutti i sensi, ma allo stesso tempo mi fa pensare che o è un capolavoro o è una cagata pazzesca. Succede, in questi casi.

  • eritreocazzulati

    Comprato…ma il romanaccio nun c’è…

  • mpiktor

    Per entrare nella discussione, il primo numero di Orfani mi lascia perplesso. Mi sono piaciuti la grafica, l’uso dei colori,
    l’ambientazione, l’idea di fondo ed il contesto, che interpretano
    riferimenti a Heinlein, WIlliamson, ma anche certe atmosfere di Dick e Matheson. Le premesse e
    l’aspettativa c’erano tutte.
    Si tratta naturalmente di una mia opinione senza pretesa di autorevolezza, ma il primo numero mi ha davvero deluso.
    I
    personaggi sono tagliati con l’accetta e stereotipati. .La storia si sviluppa in modo
    superficiale, scontato e poco credibile, ma la credibilità, proprio
    perché la fantascienza è prima di tutto fantasia, deve essere alla base
    del suo sviluppo.
    I dialgohi sembrano presi da qualche film hollywoodiano di serie B, che
    prendendosi troppo sul serio finisce per scadere nel ridicolo, a
    cominciare dalle presentazioni dei creatori. Certi cliché, un tipo di
    battuta che hanno reso Tex Willer un capolavoro, qui risultano patetici.
    Se “il citazionismo” in Nathan Never arricchisce, qui fa effetto
    collage e scopiazzatura. La ciliegina costituita dal nudo, che in Dylan
    Dog trova un senso, ma qui sembra fine a se stesso, inserito solo per
    fare audience.
    Forse è presto per criticare, ma a me sembra che il fondamento della
    storia abbia tagliato le gambe a qualunque possibilità di miglioramento.
    Vedremo.

  • alex furla

    Ormai sarà l’ unico a leggere ancora blame. Finito Dorohedoro mi rimarrà solo knights of sidonia.:[

  • Daino in fuga

    Ho accettato il suggerimento e l’ho comprato. Una chiavica.

    Storia inesistente, un pretesto per mostrare gente che se menano. Estetica scopiazzata alla meglio dai blockbuster degli anni ’80: design e interno delle astronavi: vedi aliens, camminatori blindati e tute: vedi Robocop. No davvero se questa è la tua idea di originalità mollami.

    E il predatore.. vogliamo proprio parlare del predatore con la bava alla bocca di come viene affrontato e di come finisce??

    • Nebo

      Se posso darti un consiglio, aspetta. C’è un motivo se è tutto così frettoloso, credimi.

      • CorpseFucker

        Forse perche’ e’ scritto per minorenni con una capacita’ di attenzione di trenta secondi, del tutto incapaci di seguire una storia piu’ lunga di due vignette e di leggere una frase piu’ lunga di un one liner? Cazzodio, nebo, hai sempre scritto roba decente, da dove viene questa marchetta a un prodotto letteralmente di merda? D’accordo che c’e’ crisi e si deve portare da mangiare a casa, ma cristo…

  • Stefano

    Comprato, letto e apprezzato all’uscita.
    I miei 2 cent: disegni clamorosi, colori ottimi PER L’ITALIA. Lo scrivo grosso. Per questo mercato (e per la Bonelli, che anche i Color Tex di oggi li pubblica con quei colori piatti insensati) è un buon risultato, anche grosso. Ma è roba che trovi a pari livello o migliore in qualsiasi albo ammerregano. Senza offesa per i coloristi.
    Del discorso design non capisco un cazzo, mai giocato ad Halo. Ho letto due Heinlein, visto Starship troopers, stop. Per me va benissimo così, mi fa venire in mente cose che conosco e mi piacciono (Aliens!).
    La sceneggiatura della prima parte coi ragazzini mi è piaciuta. La seconda doveva per forza introdurre un registro diverso. Se sia stato esagerato (Recchioni ha lo one-liner facile, ma di solito va bene) o meno, lo si potrà vedere poi.
    Altre due cose: è quasi impossibile definire una serie dal numero 1. Di solito è ancora impreciso, c’è l’effetto presentazione, ecc. Orfani ne soffre, e non poco. Problema questo che ad esempio Caravan non ha avuto.
    En passant: Caravan, al netto di un finale dimmerda (e Medda può fare il troll quanto vuole, ma per me rimane un finale dimmerda), è stata finora la miniserie più bella in ambito bonelliano, scritta da Dio (sarebbe bello fare supervisionare le didascalie di tutti gli albi a Medda, che le scrive come nessun altro) e quella sì davvero nuova. E’ un peccato che non abbia avuto più successo. Non per rinfocolare la polemica “Caravan non ha venduto un cazzo, buu” che è già girata in passato su forum e siti vari, ma il fatto che nessuno l’abbia citata fin qui mi lascia perplesso.
    Finisco: Orfani promosso. Non è (ancora?) una delle cose migliori di Rrobe – potrebbe diventarlo, ma finora Mater morbi o Eroi per sempre o For fans only gli cagano in testa – ma io lo seguirò.
    (Noto ora che un neutro “Lascia un messaggio” ha sostituito il vecchio “Dai, dì ‘sta stronzata”.) Meglio.

  • Andrea

    secondo me un numero solo non basta per poter giudicare. Non avrà avuto un inizio superlativo ma neanche troppo malvagio. Vediamo come si evolve e poi potremo parlare.

  • Garjulo

    Nebo ti dovrebbero prendere come scrittore, i tuoi testi mi hanno fatto piegare in due dalle risate e credendo fossero gli originali mi hanno fatto venire voglia di comprarlo. Quelli nel fumetto mi hanno fatto cascare le palle, sembrano presi dagli xmen anni ’90 e sono il motivo che mi hanno fatto smettere di comprarli appena ho messo su un po’ di cellule cerebrali :p
    PS: disegni orribilerrimi, mech col tuning che manco un tamarro riuscirebbe a fare una cosa più brutta.

  • Roberto Giannotta

    Appena uscito, ho comprato il primo numero di “Orfani”. Gradevole, ma si legge in pochi minuti — e non è un complimento. Nel complesso un tantino deludente: trama sottile, molte ingenuità, tratto del disegno non eccelso (per quanto qualche tavola sia notevole). L’unico elemento d’eccellenza è la colorizzazione (davvero niente male).

    Proprio pochi giorni prima ho riletto “Appleseed”: la differenza è un abisso, sia per la qualità della storia, le ambientazioni, i dialoghi, le caratterizzazioni, il design della tecnologia (forse l’aspetto più trascurato in “Orfani”).

    Gli autori, con poca modestia, l’hanno definita “una serie che potrebbe riaprire una stagione nuova per il fumetto italiano”; similmente, gli addetti ai lavori l’hanno additata come l’evento più significativo del fumetto italiano degli ultimi decenni: a mio avviso, palesi esagerazioni.

  • Ikol

    Quoto chi ha detto che Orfani è scritto col culo. Solo nel primo numero abbiamo il lupo (qui orso) demoniaco di 300, il giapponese pazzo in tuta da ginnastica di Battle Royale e la figlia di Black Widow e Nick Fury.
    A supporto della mia tesi dico anche che, nel secondo numero fa sposare due dei personaggi principali, sprecando una scena che poteva avere un forte impatto narrativo su due personaggi di cui al pubblico, al momento, non frega ancora una sega.
    Apprezzo il pensiero ma contesto l’esecuzione.