“Nebbo gli difende ai nazzisti!!1!!”

A Charlottesville, in Virginia c’è stata una manifestazione di naziskin (so che adesso il nome è superato, ma sempre quelli sono). Si è aggiunta una manifestazione di antifa (sempre nazi, ma con la bandiera arcobaleno). Entrambi se le sono date con spranghe e scudi, una macchina ha investito intenzionalmente degli antifa, gas lacrimogeni, urticanti, solito copione che vediamo anche da noi ogni tanto. In Internet esce la foto di un tizio che manifestava tra i nazi.

 

La rete si affretta a trovare il suo nome e cognome e a sputtanarlo. Io dico che tutto questo è assolutamente Black mirror, perché l’opinione non è un reato e non deve avere conseguenze, secondo quel principio tanto sbandierato quanto tradito della libertà d’espressione.

Addio.
A quanto pare, difendo i nazisti.

Io.

 

A scanso di equivoci: la discriminazione razziale, sessuale o etnica è una puttanata che è stata sbugiardata da antropologi e scienziati in ogni dove; il nazismo si è dimostrato quanto di peggio sia stato partorito nella Storia europea degli ultimi 2000 anni. È un’ideologia basata su bias cognitivi, ignoranza, insicurezza, senso di impotenza, stress su cui sono stati scritti libri su libri, tutti con le stesse medesime conclusioni. Il nazismo è merda.

Allora perché esistono ancora? O meglio: perché stanno uscendo allo scoperto? Una volta questi pidocchi stavano nei sottoscala, nei loro circoli, e si guardavano bene dal farsi vedere in giro.

Cos’è cambiato?

Perché qualcosa È cambiato. Negarlo, silenziarlo, ridurlo ai minimi termini, bollarli come feccia e girare la testa dall’altra parte non solo non sta funzionando: li sta rafforzando. Allora forse sarebbe il caso di fare un respiro profondo, stringere i denti e trovare il coraggio di guardare in faccia questo problema. Perché è un problema. L’aumento dell’estremismo è un problema serio, grave, presente.

Possiamo parlarne?

Possiamo risolvere il problema, invece di chiuderci le orecchie e ripetere che Voldemort non è tornato? Perché i fascisti stanno contagiando quelli che dovrebbero combatterli. Gli passano i loro metodi, la loro mentalità, e vincono inevitabilmente perché violenza, repressione e linciaggi sono il loro terreno di gioco. Far perdere il lavoro a qualcuno per quello che pensa è un metodo fascista. Diffamare qualcuno per quello che pensa è un metodo fascista. Dire “con loro le regole non valgono” è la più pura e infame filosofia fascista. Schedare i manifestanti e perseguitarli è la quintessenza del fascista.

Allora cosa ti rende migliore o diverso?
Ho ragione ad ammazzarti, perché tu ammazzi quelli che hanno torto?

Davvero vogliamo risolvere il problema? O forse vogliamo fare finta di risolverlo, magari per poterci tenere comodo un capro espiatorio quando usiamo i loro metodi, i loro ragionamenti, i loro bias; così da poter dire “mica siamo loro”.

Sto solo domandando.

Non è che se voti a sinistra sei un brigatista, non è che se sei musulmano sei terrorista, non è che se voti a destra sei fascista. Sono semplificazioni da indottrinati e, soprattutto, ignoranti. Le persone sono complesse. Dietro un nazista del 2017 c’è un essere umano che ha visto certe cose e tratto certe conclusioni. Esiste, nel 2017, qualcuno che sceglie di arruolarsi nell’IS, o di diventare un nazista.

Ma solo a me interessa capire perché? Solo io credo che per risolvere un problema sia necessario capire come, dove e perché è nato? Scelte del genere sono la risposta a cosa? Qual era la domanda? Cosa cercavano? Chi erano prima?

“Ah, stai umanizzando il male”.
EH, SI. Perché piaccia o meno siamo tutti esseri umani. È proprio questa la base imprescindibile su cui ci si confronta, si comunica, si cresce, e alla fine si evolve. Se trasformi l’interlocutore in entità, no. Se dici “i nazisti/pedofili/stupratori/terroristi non sono esseri umani” magari fai un sacco di like su Facebook, ma sei parte del problema del cazzo, non della soluzione. Non sconfiggi qualcosa demonizzandolo o ghettizzandolo (ossia come fanno loro): lo sconfiggi sgretolandolo. Punto per punto, con calma, razionalità, pacatezza e logica. Finché uno dei due finisce per ammettere a sé stesso che ha torto.

Da lì è tutto in discesa.

Se sei davvero sicuro di te, delle tue idee, se sei certo le tue siano opinioni e non dogmi, allora non hai problemi a discuterle. Se invece ti arrocchi, chiudi il dialogo, urli slogan, qualcuno potrebbe pensare che non sei così sicuro di te. Qualcuno potrebbe addirittura pensare che non vuoi un dialogo perché hai paura di cambiare idea.

Il male trova sempre adepti tra mediocri e ignoranti.
Viceversa, codardi e imbecilli non hanno mai un seguito.

I nazisti del 1943 non erano “il grande male”. Erano un popolo di mediocri, stremato, che ha fatto una delle tante carneficine insensate della Storia nel nome del solito pallosissimo identitarismo, che riusciva a fare gli orrori che ha fatto solo grazie a droga, psicopatia, psicofarmaci, paura, stupidità e fanatismo. QUESTI SONO I PUNTI SU CUI LI SMONTI. Questo è il modo per dimostrare che il nazismo e il fascismo non sono L’Impero. Non hanno fascino. Non hanno ragione. Non hanno idee. Non hanno epica. Nessuno vuole essere Milosevic. O Gheddafi. O Stalin. O Saddam Hussein. Sono dittatori ignorati, derisi, o visti per quello che erano.

E se hai questo in testa, inizi a capire la chiave per sconfiggere i nazisti del 2017. Perché c’è un motivo, se stanno aumentando. E dove c’è un motivo, c’è un’origine. E se c’è un’origine, c’è anche un modo per terminarla.

Magari sbaglio.
Magari la soluzione è davvero linciare gente sui social e poi andare a vedersi Game of Thrones. Ma ho l’impressione non stia funzionando.

  • Hector

    Amen.

  • Zen Zen

    Giustissimo

  • Fabio Daniele

    Diciamo che nell’epoca del 2.0 (definizione che ormai ha scartavetrato sufficientemente le gonadi), questo è il nuovo modus operandi della politica o, in generale, del dibattito su qualsivoglia cosa.
    Non sei d’accordo con me? Linciaggio mediatico.
    Tutti noi ricordiamo i bei tempi del Berlusconismo e dei “media di regime”. Bene, ora siamo diventati noi i media dei nostri ducetti, siano essi vegani radicali o front-man del partito XY.
    Non è mai stato così facile avere dei seguaci. E’ sufficiente una frase piazzata nel modo giusto, uno slogan molto carino, e fiato alle trombe!
    Avevamo così paura delle “pecore”, dei “lobotomizzati”; combattevamo contro un futuro dove la maggioranza della popolazione sarebbe stata influenzata dai poteri forti. E la cosa divertente è che ci siamo saltati dentro a piedi uniti, quasi contenti, senza nemmeno accorgercene.
    “C’eravamo tanto indignati”, parafrasando il film di Scola.

  • Dr. Doppietta

    Nebo, poni un’obiezioni giustissima e ragionata, devo ammetterlo. Mi hai fatto vedere le cose da un punto di vista che nemmeno immaginavo.

    MA… c’è un “ma”. Facciamo un esempio diverso.
    A quella manifestazione c’ero io, ok? E quella non era una manifestazione di nazi-fascisti, ma – mettiamo – di gay. Era un Gay Pride e c’ero anch’io, ok?
    Un bel giorno, la mia foto di me al Gay Pride fa il giro di Facebook e il mio datore di lavoro mi licenzia, perché trova folle che io sia parte di un Gay Pride e sostenga, quindi, le loro idee (uguaglianza, matrimonio, adozioni, ecc…). Io sono stato licenziato per le mie idee, no? Idee di uguaglianza, fratellanza, amore senza vincoli o confini, rifiuto della transfobia e quant’altro.

    Ora subito a dire “È un caso analogo di ingiustizia!” Ed è vero.
    Ma c’è una sostanziale differenza tra il me dell’esempio ipotetico e il tizio alla manifestazione Nazi-Fascista.
    Se io vado al Gay Pride, è perché sostengo e condivido idee di uguaglianza, tolleranza e amore. Non ledono nessuno e, anzi, se applicate, sono un sano passo verso la convivenza civile.
    Ma se quello va in una sfilata di nazisti, sta condividendo idee di odio, violenza, oppressione e ghettizzazione. Idee che ledono la dignità umana e, se applicate, porterebbero a… va be’, lo sai.
    E no, non mi puoi dire “Non è detto sostenesse idee del genere”, perché dai cazzo, non prendiamoci in giro, non è che tu vai a un raduno di nazisti perché in realtà ti piace il gelato al puffo e la fratellanza, ci vai perché condividi gli ideali del nazismo.

    Insomma, nel secondo caso, sei un gravissimo coglione e meriti che la gente te lo dica e te lo faccia capire. Perché? Perché è proprio con ‘sta lagna del “ognuno ha diritto alla sua opinione” nata dal politically correct che ci siamo rovinati. È per colpa di questa merda che stanno spuntando complottisti, sciachimisti, scienziati alternativi, anti-vax, femen rincoglionite, SJW e siamo giunti al paradosso di dover varare una legge d’emergenza per obbligare i genitori coglioni a vaccinare i loro cazzo di bambini.

    Quindi, no, Nebo, non tutte le opinioni meritano rispetto. Condividere odio, fobie di qualsivoglia genere, violenza, ignoranza e qualsiasi altra cazzata che porta danno a te e ad altre persone è una stronzata, e va fermata sul nascere. Ora, ok, i metodi possono essere discutibili, te lo concedo, ma non difendiamo l’indifendibile nascondendoci dietro il dito della “libertà di espressione”. Anche perché, a essere pignoli, la libertà è sì un diritto, ma, come tutti i diritti, necessita di aver prima adempiuto ai propri doveri per essere esercitata. E se vuoi la libertà di parola, hai il dovere di informarti e ragionare, prima.

    • Prrrr

      Il fatto è che facendo “terra bruciata” di un’idea la si rafforza.

      Per dire; se un neonazi qualsiasi in quella manifestazione fosse stato pestato a morte oggi sarebbe considerato dai suoi amici un “martire caduto per la causa”.

      Stessa cosa succede smerdando violentemente le idee e le opinioni su internet, si rafforzano e basta.

      • Dr. Doppietta

        Lo so, hai ragione, conosco molto bene la reattanza.
        Ma esiste forse un’altra soluzione? Ragionare con queste bestie è fuori discussione, serve semplicemente limitarsi all’educazione vecchio stampo “Non si fa!” seguito da uno schiaffo.
        Chi è troppo stupido per capire a parole deve capire con le mani. Triste e umiliante, sì, ma necessario, perché non c’è altra via.

        • “Ma esiste forse un’altra soluzione?”
          Ecco, io credo sia una splendida base di partenza, che merita di essere approfondita.

          • Dr. Doppietta

            Ah, guarda, io spero vivamente di sbagliarmi, ma…

            Discuterci non serve a nulla.
            Portare prove e spiegargli perché hanno torto nemmeno.
            Farglielo capire è impossibile, perché sono troppo stupidi e ignoranti.
            La violenza è il male e va be’.
            Costringerli non si può.

            Sarò scemo io, eh, ma non vedo davvero altre strade. Magari ora esce fuori qualcuno con un’idea geniale e allora tanto di cappello, ma io sinceramente non so che pesci prendere…

          • Fabio

            Secondo me esiste e si chiama scuola, io mi ricordo ancora quando EDUCAZIONE CIVICA era una materia e mi ricordo quando è scomparsa. Vuoi combattere l’ignoranza e il pregiudizio? Puoi farlo istruendo le nuove generazioni che la cultura non è motivo di vergogna e che diverso non è sinonimo di nemico.

          • Lorenzo Fossi

            Idem. Purtroppo temo ci sia da… *gasp!* lavorare a lungo ed aspettare per ottenere qualsiasi altra soluzione, quindi ovviamente il 90% dell’umanità non é interessato perché vuole solo soluzioni facili.

    • Giorgio Maldarizzi

      Credo tu abbia completamente mancato il punto dell’articolo

      • Un realtá ha capito perfettamente. La sua risposta è una variante di : ” non si puó essere tolleranti con l’intollerante” è un ragionamento perfettamente logico.

        • Giorgio Maldarizzi

          Che è ESATTAMENTE quello che Nebo dice che non va fatto. E son d’accordo, è sbagliato.
          Quindi il concetto rimane: stai commentando per dire “il tuo punto non è valido, è valido quello che contesti”

          …quindi?

          • Dr. Doppietta

            Sto commentando per dire che “Sì, è tutto molto bello, ma non è fattibile”. Tanto semplice.

            È facile dire che il diritto di parola e bla bla bla, la violenza è sbagliata, ecc… ma questi discorsi sono parole – giustissime – al vento, contro persone non solo VIOLENTE e aggressive, ma anche troppo stupide e ignoranti per capire di aver torto.

            Anche se le legassi a una sedia e ci discutessi per un secolo, continuerebbero a non capire. Quindi, a che pro?
            Con chi è capace di raziocinio, bisogna ragionare, con chi ne è incapace, bisogna costringere. Stesso motivo per cui, per educare un cane, lo picchi quando sbaglia: non è bello, ma non c’è altra soluzione.

            “Eh sì però le persone sono più intelligenti dei cani”
            Non loro. Loro al massimo li eguagliano. Fine.

          • Avion

            E quindi come si risolve? Li si ghettizza finché diventano davvero violenti e si ha una scusa per ammazzarli “per sbaglio”?

          • Dr. Doppietta

            Gli si ripete che non devono farlo, punendoli quando lo fanno, finché non la smettono. Come i cani.

          • Continuate a parlare del problema finale. A me interessa l’origine. Se non puoi ragionare col prodotto finito (davvero non si può?), almeno puoi lavorare sulle cause che l’hanno creato. E ridurre gli estremisti – che ricordo, stanno aumentando – a cani o idioti, non funziona. Non sta risolvendo il problema; lo nasconde sotto il tappeto, e ormai somiglia a una tenda canadese.

          • Dr. Doppietta

            Nebo, le cause possono essere triliardi, non è un’infestazione di vespe, dove basta bruciare il nido e le fai sparire.
            Qualcuno può essere nazista perché il padre gli ha fatto il lavaggio del cervello, qualcun altro perché ha letto su internet che gli ebrei massonici sionisti ci controllano, uno perché è ignorante e scemo, un altro perché è uno psicopatico e in realtà vuole solo far male alla gente, e così via…
            Possiamo, semmai, tracciare una linea di fondo e dire “buona parte di queste persone sono così perché sono stupide e ignoranti”; cosa su cui credo siamo tutti d’accordo. Ma nemmeno questo risolve il problema, perché ora ti tocca andare a vedere quali sono le cause di tanta ignoranza e idiozia in Italia, quindi la scuola che cade a pezzi, i fondi che non ci sono, i programmi spazzatura, le fake news, internet e bla bla bla.
            Cioè, è come una matrioska dove ogni causa ha una causa dentro di sé e così via. Io non penso si possa giungere alla “causa ultima”. E, se anche per assurdo fosse possibile, di sicuro sarebbe un lavoro difficoltoso e lungo: noi abbiamo bisogno (anche) di una soluzione immediata. Un po’ come le bende su un taglio: non sani la ferita, ma almeno smette di sanguinare.

            Certo, l’ideale sarebbe sia arginare subito questi stronzi (soluzione immediata), sia potenziare il sistema scolastico per produrre adulti più acculturati e intelligenti (soluzione a lungo termine). Ma, di nuovo, servono fondi, tempo, risorse umane e quant’altro.

            Fatto questo pippone depressivo, però, mi permetto di gettare un barlume di speranza. Sicuramente i nazisti (o qualsiasi altro tipo di coglioni) oggigiorno sono tanti, ma NON sono così tanti quanto sembrano. 🙂 Ho imparato che bastano davvero poche persone per far tantissimo rumore, ma poi i numeri parlano chiaro. Insomma, non c’è un’imminente invasione e c’è tanta gente col sale in zucca pronta a rispondergli e sottolineare la loro coglionaggine.
            Speriamo bene.

          • Ben

            Azzardo una potenziale risposta. Uno dei cambiamenti che hanno contribuito a questa situazione e’ stato identificato da Fukuyama nel 1989. Cito: “The end of history will be a very sad time. The struggle for recognition, the willingness to risk one’s life for a purely abstract goal, the worldwide ideological struggle that called forth daring, courage, imagination, and idealism, will be replaced by economic calculation, the endless solving of technical problems, environmental concerns, and the satisfaction of sophisticated consumer demands. In the post-historical period there will be neither art nor philosophy, just the perpetual caretaking of the museum of human history. I can feel in myself, and see in others around me, a powerful nostalgia for the time when history existed.” Il resto lo trovate su internet e ne consiglio vivamente la lettura (per favore risparmiatemi i pippozzi sull’americanocentrita’ del saggio, lo sappiamo, andiamo avanti).
            Oggi possiamo fare esperienza diretta di cio’. La fine dell’ideologia ha reso il dibattito politico per meta’ “tecnico”, ovvero condotto da esperti in termini fruibili realmente solo da esperti, e per meta’ cazzatine posizionali da bar sul tema del giorno, su cui piu’ di tanto non si puo’ dire, a parte due meme su quanto e’ scemo quello dall’altra parte (Berlusconi&Prodi, Renzi&Grillo, Salvini etc etc). Non esiste sistemi ideologici accessibili e legittimati a cui la maggior parte della popolazione possa ascriversi. Le discussioni “politiche” nei mass media sono accessibili ma piuttosto superficiali, concentrate piu’ sugli scandali che sulle potenziali soluzioni. Il lato “tecnico” invece promette certezze e soluzioni, ma la crisi economica che ci ha colpiti, insieme alla crisi ambientale che appare sempre piu’ vicina, e la crisi demografica mondiale, rafforzano l’idea nella popolazione che le soluzioni degli “esperti” siano o sbagliate o in qualche modo corrotte da misteriosi altri. In questo clima credo che qualunque piccolo sistema ideologico alternativo, accessibile e aperto a trattare tematiche anche molto difficili in parole molto semplici, possa fare presa.
            Se questa e’ una causa, una soluzione consiste nella reintroduzione nel mainstream di sistemi ideologici decenti, capaci di dare sia una spiegazione che una prospettiva. Ubi maior minor cessat. Ma per questo serve che l’ideologia non venga piu’ considerata alla stregua di una ragazzata. La risposta “sono cretini, che ci vuoi fare” lascia il tempo che trova, nel vero senso del termine. La cosa piu’ buffa e’ che i nazisti dell’Illinois ci descrivono nello stesso modo.

          • Avion

            O ti staccano una mano a morsi. Come i cani incazzati.

          • La posizione “non si tollera l’intolleranza” è molto main-stream e fa sicuramente bagnare qualche bella bambina per l’eroismo e l’impegno sociale che sottointende, ma è sempre stata perdente dal pdv storico e politico.

            Una politica di successo se ne batte il cazzo di reprimere una minoranza di facinorosi con posizioni estremiste. Secondo il principio della distribuzione gaussiana esisteranno sempre le ali, ed esisteranno sempre dei soggetti che pensano di essere migliori di altri sulla base del diritto divino, che serve loro a giustificare la drammatica sfiga di fondo terrena. La repressione non ha mai funzionato con un cazzo a partire dall’alcol, e non funziona perché pesta sul “sintomo”, invece di andare alla radice del male.

            L’ignoranza non si combatte menando e vessando l’ignorante (che poi al massimo diventa un martire), o imponendo la retta via con la censura di costumi (perché dopo una cosa tira l’altra e per osmosi passa il concetto che la morale la possa decidere santa madre chiesa, o qualunque altro ordine costituito, e in un lampo da voler “fermare i nazisti” ti trovi ad avere gli aborti con gli spilloni dalla mammana perché “la vita e sacra e se non la difendi sei nazista”).

            L’ignoranza, che poi è sinonimo di povertà, si combatte con la ricchezza e l’istruzione. Una società ricca e felice non pensa al nazista, e accoglie il migrante con affetto perché sarà quello a pulire i suoi pavimenti e il culo dei suoi vecchi.

            Se Salvini spopola non è perché siamo diventati di botto tutti razzisti, mentre prima eravamo italiani “amici di tutti”. E’ perché la pappa non arriva nella pancia, l’ossigeno non arriva al cervello, e il migrante è una minaccia diretta al poco che la gente percepisce di avere.

            Una società civile stabilisce delle leggi e all’interno di quelle non picchia nessuno, anche se si fa portavoce di roba molto poco main stream. Difende il coglione, perché la libertà del coglione è la sua ricchezza, e la sua capacità di assorbire il coglione in maniera naturale è la sua forza.

            Se per educare il cane lo meni non sei un addestratore, sei uno sfigato che abusa del suo potere, e stai attivamente creando una bestia feroce. Questo NON vuol dire “volemose bene” e tutti amici, vuol dire che il fascio e il nazi si annidano nella gestione politica di tutte le minoranze. Se ti fai araldo dell’idea di gestirle con la spranga non ti puoi lamentare se prima o poi la spranga arriva pure per te.

        • Igioz

          è quasi il paradigma infatti dell’intolleranza verso gli intolleranti.

    • Non hai capito.

      L’esempio che poni tu, quello del Gay Pride. Vai indietro di qualche secolo. Probabilmente se tu avessi sostenuto tali tesi due-trecento anni fa, ti avrebbero linciato.

      Con quali motivi? Ad esempio (sto ragionando da avvocato del diavolo eh) ti avrebbero detto:
      L’omosessualità non lede nessuno? Non penso. Gli omosessuali non procreano. Se tutti fossero omosessuali, l’umanità si estinguerebbe.
      L’omosessualità è contagiosa, e porta a sempre minor procreazione;
      L’omosessualità è contro natura.

      E sarebbe stato tutto “corretto e informato” dal punto di vista di un osservatore di quel secolo. Posso supporre che anche molti “intellettuali” avrebbero dato supporto a tale considerazione.

      La libertà di parola e pensiero è importante. Quello che è importante sottolineare però sono due cose:

      1) Il fatto di avere un pensiero non ti autorizza a metterlo in pratica. Se gli antivax, invece di smettere di vaccinare i figli andando contro i consigli degli esperti, studiassero medicina e/o finanziassero ricerche approfondite sulla pericolosità degli stessi e sui rapporti costi/benefici nella società corrente… io non ci vedrei nulla di male!

      2) il fatto di avere un pensiero non ti mette al riparo dai commenti altrui in nome della libertà d’espressione. Se ritieni che sia giusto stuprare i bambini.. io eserciterò la mia libertà d’espressione insultandoti. Ma tu devi poter essere libero di proporre l’idea e di raccogliere dati a sostegno della tesi “il bambino stuprato è più felice di quello non stuprato”.

      Ci sono dei sostenitori di idee estremiste che sono estremamente pacati, nel senso che cercano di perorare la loro causa attraverso i canali istituzionali, senza per questo diventare brigatisti o membri del KKK. Io non ci trovo nulla di male. Magari la loro idea, estremista, è corretta; vuoi restare nel dubbio?

      • E sarebbe stato tutto “corretto e informato” dal punto di vista di un osservatore di quel secolo. Posso supporre che anche molti “intellettuali” avrebbero dato supporto a tale considerazione.

        per fortuna il pensiero umano e la conoscenza si é evoluta nei secoli. altrimenti seguendo questa logica saremmo ancora a bruciare gente sui roghi in quanto eretici

        • La stessa cosa diranno in futuro su di noi. Pensare che oggi siamo perfetti e capiamo tutto, è un atto di superbia.

          • e infatti l pensiero umano é in costante evoluzione e, tendenzialmente, nel suo insieme avanza e progredisce. dato il punto a cui siamo attualmente arrivati con la morale generalmente accettata, la tua obiezione al Dr. Doppietta non ha molto senso.

    • Stranger

      Ma dal punto di vista del “nazista” (che poi la reductio ad hitlerum meriterebbe un capitolo a parte) il tuo partecipare al Gay Pride è una minaccia sociale nettamente superiore alla sua manifestazione a Charlottesville. Tralasciando su chi abbia ragione e chi torto – probabilmente saremmo d’accordo – il punto chiave è che considerare le tue libertà di associazione e di espressione superiori alle sue è proprio ciò che lo radicalizza.
      Piaccia o meno, siamo nel campo delle opinioni e su quello bisogna combattere.

  • Gali

    Tutto bello, tutto giusto, ma ignorare e deridere mi sembra proprio il tuo atteggiamento con l’elettore medio 5 stelle 😀

  • bastaconladroga

    Applausi.

  • Zoten Dinh Deschain

    “Finché uno dei due finisce per ammettere a sé stesso che ha torto.”
    È mai capitato?

    • Cristian Papi

      Non che io sappia. Non in questo secolo, almeno.

      • Io ho cambiato idea tante volte, veramente.

        • Dario Emorroi

          Ma tu non sei un nazista americano.

          • No, ma sono mezzo negro di famiglia. Quindi sono razzisticamente svantaggiato. Eppure cambio idea. E SE IO POSSO CHAMBIAREH ALLORA THUTO IL MONDO PUO’ CHAMBIAREH

          • Nebo, per favore, tu hai un livello culturale che ti pone al di sopra del 90% della popolazione. La maggior parte della ggggente non e’ neanche in grado di leggere le cose che tu scrivi. Non sei un campione rappresentativo.

          • Mauro

            Quando metti fuori il naso tanto così dall’Italia, questa cosa del gioco a punti delle discriminazioni è purtroppo una triste realtà.

            Quando è partito l’hashtag #italiansareblack quasi quasi che speravo diventasse una cosa seria così almeno me ne toglievo uno dal groppone.

        • Orazio Infrizzi

          Ma tu sei tu e dare per scontato che anche gli altri abbiano la tua stessa intelligenza è ingenuo. Sinceramente, pensi davvero che per esempio un grullino possa cambiare idea e ammettere che i pandistelle sono una manica di incompetenti? Per me il grillismo è una malattia senza cura.

          • Concordo. Ho conosciuto tanta gente con idee cancerose, e nessuno di loro ha mai cambiato idea, anche a causa di scolarizzazione insufficiente. Il bestia che pensa che violentare una ragazza sia un diritto continuera’ a pensarlo fino alla morte. L’unico modo per impedirgli di fare danno e’ costringerlo a non stuprarsi la ragazzina di 13 anni minacciandolo di sbatterlo in galera se lo fa. Magari suo figlio sara’ meno bestia di lui se lo si fa crescere in un ambito meno bestiale, ma per lui non c’e’ speranza di cambiare. I cambiamenti avvengono su base generazionale, non su base personale.

          • Fabio

            Purtroppo molto vero, arrivati ad un certo punto di chiusura mentale è estremamente difficile riaprire a idee diverse e ci vuole tempo e grossi sforzi perchè accada; la questione della scolarizzazione secondo me necessità di una discussione a parte dato che avere nozioni non vuol dire saper ragionare in maniera autonoma e approfondita; ma sopratutto concordo con te che è nelle future generazioni la nostra possibilità di redenzione come società.

            Io mi ricordo che da bambino mi insegnavano educazione civica ovvero le regole per vivere in una società e il rispetto dei beni comuni, quando ne parlo con persone più giovani di me (ho passato i 30) non ne sanno nulla e questo mi lascia decisamente preoccupato.

  • Cristian Papi

    Voglio fare lo stronzo sovversivo.
    Cos’è che impediva a quelli della mia generazione di fare cazzate grosse come pianeti?
    La vergogna. La vergogna di essere beccati, colti sul fatto, la vergogna delle conseguenze sul piano sociale.

    Oggigiorno l’unica cosa che può incutere vergogna – e quindi diventare l’unico deterrente adeguato – è lo sputtanamento via social.

    Quindi, pubblichiamo facce, nomi e cognomi di chi manifesta.
    Magari la prossima volta ci pensa due volte.

    • Quindi secondo te ora il tizio licenziato cambierà idea? Diventerà moderato? O tornerà dai suoi amichetti con l’aura del martire, e magari diffonderà ulteriori motivi di odio e risentimento a familiari, fidanzate, amici, che magari prima dicevano che esagerava?

      • Nemesis

        C’è chi è abbastanza intelligente da provare a mettere in discussione le proprie idee e magari cambiarle, e chi invece è troppo puerile e gioca a fare la vittima quando gli fanno notare che ha idee del cazzo.

        Ecco, magari questo non cambia idea, ma almeno capisce di averne una stupida e comincia a tapparsi la bocca e non urlarla più ad alta voce nelle manifestazioni. Sarebbe già un piccolo passo in avanti.

        • Ma questo non risolve il problema. Lo copre.

          • Nemesis

            Certi problemi non sono risolvibili.
            Se uno è scemo, rimane scemo.

          • Io credo che a tutto ci sia rimedio, escludendo la morte.

          • Nemesis

            Vorrei avere il tuo ottimismo… :’)
            E non lo dico in tono sarcastico o canzonatorio, sia ben chiaro. Sono solo molto sfiduciato.

          • Ma puoi recuperare la fiducia. L’uomo è in grado di cambiare idea, e di evolvere verso il meglio. Basta che affronti i problemi invece di rifuggirli o ignorarli. Siamo e viviamo tutti nello stesso mondo, con gli stessi problemi, le stesse domande e le stesse risposte affrettate e raffazzonate. Ma sei italiano. Siamo italiani. Sei mio fratello, anche se alla lontana. Un modo per capire e risolvere si trova sempre, se riusciamo a restare uniti.

        • sabrinaweb

          Secondo me no. Non capirà di avere un’idea stupida, anche solo perché è la sua, non si tapperà la bocca e continuerà ad urlare, in più facendo la vittima

    • Sara Bersani

      “Cos’è che impediva a quelli della mia generazione di fare cazzate grosse come pianeti?”
      Chi ti dice che non le facessero ?
      I tipi di cazzate sono diversi e innumerevoli

  • SirDrinkALot

    Si’, c’e’ un problema, che magari ha come concausa gli effetti da echo chamber dei social network e di internet in generale, dove -letteralmente- cercando abbastanza riesci a trovare qualcuno che abbia idee come le tue qualunque esse siano. Presumibilmente non e’ solo questo, ma e’ la prima cosa che mi venga in mente.

    Resta pero’ una sottigliezza importante: non e’ questione di “essere fascisti con i fascisti”, non c’e’ violenza giustificabile. Ma diritti come quello di espressione, di associazione e di uguaglianza NON sono universali. Valgono solo fino al momento in cui qualcuno non cerca di sovvertirli, e quando costui dovesse provarci e’ un dovere -dell’autorita’, mai della folla- intervenire.
    Per dirla in termini quasi da Bacio Perugina, la tua liberta’ finisce dove inizia quella del prossimo.

    • Dario Emorroi

      Il punto che hai centrato è che l’autorità dovrebbe essere presente per garantire i diritti. Al momento Trump impedisce all’FBI di intervenire (c’erano alt-right coi fucili d’assalto a quella protesta, perdio!) e non condanna i nazisti. In mancanza di autorità, cosa può fare un cittadino?

      • SirDrinkALot

        Un cittadino che risponda violentemente ad un altro cittadino violento non lo sta mettendo a tacere: da un punto di vista di comunicazione, nella migliore delle ipotesi stai scendendo al suo livello (e legittimi la sua argomentazione a scapito della tua), nella peggiore fai passare lui per vittima.
        Premesso che il porto di armi e’ un altro grande discorso negli USA, ma se ci pensi un attimo il fatto stesso di fare una controprotesta armata e’ esattamente il casus belli che i neonazi (o chi li coordina) vuole, cosi’ da legittimare la risposta repressiva su tutto e tutti.

        • Dario Emorroi

          Sono perfettamente d’accordo con te. Non difendo assolutamente la violenza del cittadino come risposta alla violenza di un altro.

          Il punto del post di Nebo è che bisogna capire il fenomeno nazismo per risolverlo. Io dico: giusto, ma bisogna anche capire che genere di risposta al nazismo sta emergendo negli USA. I distinguo che accetti per comprendere una parte vanno applicati anche all’altra. Se al posto di Trump ci fosse un presidente diverso, probabilmente non vedremmo queste derive, o le vedremmo ma meno violente.

  • Andrea Cocco

    Il nazismo resta un gigantesco rimosso, e come tutti i rimossi mo torna. A te che piacciono le storie Nebo ti consiglio di osservare quelle degli ebrei ex internati che si sono uccisi a decenni, a distanza di sicurezza direi, dalla liberazione. Molti erano poeti, come Celan o Levi, che forse hanno percepito negli anni crescere quell’origine di cui parli, sotto gli applausi al progresso liberale che pure li celebrava in modo inconsolabile.

  • Giovanni Villa

    C’è davvero bisogno di ripetere che la Damnatio memoriae non serve assolutamente a niente?

    Amen Nebo.

    • Dario Emorroi

      Il public shaming è l’esatto contrario della damnatio memoriae.

      • Lorenzo Fossi

        E crea martiri.
        Non esiste pubblicità negativa.

  • Angelo Lorusso

    Io ho un parere diverso, sia dall’approccio logico che da quello repressivo.

    Secondo me il migliore approccio è quello esperienziale, il contatto. Prova ne è uno studio condotto in quartieri prima e dopo l’arrivo di gruppi etnici. Il livello di intolleranza è sceso dopo il loro arrivo.

  • Me

    Non sbagli, anzi, ma il problema è che mentre tu gli stai spiegando che quelli che idolatrano erano un popolo di mediocri, stremato, che ha fatto una delle tante carneficine insensate della Storia nel nome del solito pallosissimo identitarismo, che riusciva a fare gli orrori che ha fatto solo grazie a droga, psicopatia, psicofarmaci, paura, stupidità e fanatismo, ecco loro, nel frattempo, ti stanno investendo con un suv o spaccando una spranga dietro la tempia destra. La soluzione sarebbe eliminare l’imbecillità e l’ignoranza ma quando si è in democrazia la maggioranza vince e, facciamocene una ragione, imbecilli ed ignoranti sono la maggioranza.

  • Dario Emorroi

    Nebo, stai banalizzando il problema alla grande.

    1. “l’opinione non è un reato e non deve avere conseguenze, secondo quel principio tanto sbandierato quanto tradito della libertà d’espressione” Questa cosa è una gigantesca cazzata. Il reato di apologia nel fascismo, e il suo omologo in Germania, esistono per una buona ragione: certe idee violente sono già state giudicate dalla Storia, sappiamo dove ci portano, e sono corrosive del tessuto democratico. Se non vuoi accettare questo fatto, è abbastanza ovvio poi che il resto del tuo post banalizzi il problema.

    2. “So’ ragazzi, parliamoci insieme.” Evidentemente non hai idea di chi siano gli alt-right americani. Se pensi che siano come i naziskin di Venezia, ti sbagli. Io in US ci vivo. Non ho voglia di scrivere un papiro su questa cosa. Ti dico solo di informarti un po’ meglio sul fenomeno dell’alt-right prima di pensare che sia come quello che succede da noi. I paralleli sono solo superficiali. I meccanismi sociali che hanno portato alla macchina che ha travolto, ucciso e ferito non sono quelli che avresti in Italia.

    3. Nessuno dice che hai difeso i nazisti. Personalmente, quando ho interagito con te su Twitter, mi hai dato l’impressione di uno che non comprende per nulla quello che succede negli Stati Uniti. Lo presenti come se fossero delle mamme informate incazzate su Twitter contro i vaccini. Ma quello che vedi su Twitter non è nemmeno la punta dell’iceberg di quello che succede ogni giorno per strada. È ovvio che usare la violenza contro questa gente è sbagliato. Ma se il public shaming (quello che tu chiami “linciaggio”) di questa gente viene fatto, è perché al momento non c’è altro che un cittadino normale possa fare. Trump difende e incoraggia gli alt-right, e impedisce all’FBI di fare il proprio lavoro. Io non faccio public shaming personalmente, ma non mi stupisce che accada. È letteralmente tutto quello che è rimasto a chi vuole arginare questo fenomeno. È questo o la guerra civile, in certi stati, e se pensi che io stia esagerando, aspetta un paio d’anni.

    4. Perché prendere proprio Peter Coglione per il public shaming? Perché la sua è una foto simbolo, è ariano, e perché il capro espiatorio funziona meglio per la narrazione del nemico, esattamente come parlare di una singola bambina che muore di fame in Africa funziona meglio di parlare del fenomeno in generale dal punto di vista narrativo ed emotivo. Sono meccanismi che da giornalista tu conosci meglio di me. Del povero Peter non frega un cazzo a nessuno. Poteva succede John o David. È successo a Peter. La prossima volta succederà a qualcun altro.

    • Orazio Infrizzi

      La alt-right è la risposta ai social justice warrior e alla dittatura del politicamente corretto che ormai ha avvelenato la cultura americana sia di massa che universitaria.

      • Dario Emorroi

        Questa è un’interpretazione, che non spiega un milione di cose (il ceto sociale degli alt-right, per esempio). Ce ne sono tante altre e più centrate. È un fenomeno umano e complesso con profonde radici storiche, trattiamolo come tale o evitiamo di parlarne.

        • Orazio Infrizzi

          Proprio perchè è un fenomeno complesso i paladini della social justice, che vandalizzano città per impedire ai giornalisti che gli stanno antipatici di tenere conferenze, non sono la soluzione adatta.

          • Dario Emorroi

            Il fenomeno dei “paladini della social justice” è complesso tanto quanto quello dei nazisti.

            Rappresentare questi fenomeni come bianco contro nero piace, ma non stiamo commentando una partita di calcio.

          • Mi piacerebbe saperne di piu’ sull argomento, vivo in UK e non conosco la realta’ americana se non per sentito dire. Dove mi posso informare?

          • Dr. Doppietta

            Se cerchi “Social Justice Warriors” su Google ottieni un botto di risultati. Va’ in qualche blog, spulcia qualche screen (ce ne sono a milioni e son raccapriccianti) e ti fai un’idea.
            Anche Facebook va bene allo scopo, è pieno di pagine a tema, tipo “I, Hypocrite” e simili.

          • Conosco gli SJW, e concordo con chi li vuole marionette manovrate da Soros. Stanno diventando un problema molto serio anche qui. In generale e’ meglio evitare di ritrovarsi da soli in ascensore o in una stanza chiusa con una donna, se quella ti fa un report per sexual harassment la tua carriera fa la stessa fine del culo di Nebo durante la storia di Barbie Xanax. Se mi fosse capitata una cosa simile sarei diventato veramente un neonazista, altro che Alt-Right. Ma tanto, secondo quelli come Nebo si tratta solo di ignoranza, odio, psicofarmaci, stupidita’ e fanatismo…

          • Mi spiace la pensi così, perché non penso affatto oggi la gente sia ignorante etc. come ho detto di quelli del 1943. Anzi. Penso che abbiano motivi e spiegazioni che vanno ascoltate. Io, almeno, le voglio ascoltare.

          • IMHO, la gente ignorante c’é sempre stata e sempre ci sará. e per quanto possa essere un discorso banalissimo, gli ignoranti al giorno d’oggi hanno una grandissima cassa di risonanza e possibilitá di berciare ai quattro venti che nel 1943 non avevano. tutto li. perché quando capiti sui blog no vax, degli sciachimichisti e complottisti vari, non ci sono cazzi che tengano, quella é ignoranza. é non conoscere le regole base della chimica, della fisica, della biologia, cristo, pure della sociologia che non é manco una scienza dura. e non c’é spiegazione che tenga, cosa rispondi a uno che ti dice che il numero di avogadro é una vaccata, che l’acqua ha memoria e che uno che ha la pelle nera é di natura inferiore? puoi mostrargli tutte le prove nero su bianco che vuoi, non cambierá opinione. a quel punto l’unica risposta é mandarlo a fanculo.

          • “Quando capiti sui blog no vax, degli sciachimichisti e complottisti vari, non ci sono cazzi che tengano, quella é ignoranza.”

            Certo. Ma perché c’è? Perché la gente la sceglie? Perché sempre più gente, la sceglie? Cosa gli manca? Cos’è, nella scienza, che non li soddisfa? Perché preferiscono l’ignoranza e il paganesimo?

          • Ho lavorato nella scuola, anni fa. In generale l’italiano medio e’ semianalfabeta, non ha la minima idea di come funzionino le cose e si rivolge agli antivaxx o ai complottardi perche’ quando parlano lui li capisce. Il problema e’ che non ci si puo’ fare nulla, non puoi usare un post per colmare le lacune lasciate da 12 anni di insegnanti che si leggevano la Gazzetta dello Sport invece di insegnare.

          • Vero. Giusto. Ma PERCHÈ? Da cosa parte tutto? Su che palafitte s’appoggia la scelta? E’ davvero solo pigrizia? Stupidità? Insegnanti e genitori hanno colpe, e ok. Ma è davvero tutto qui? Voglio dire, da dove nascono? Perché nessuno ha voglia, o il coraggio, di chiederglielo? E oltre a voler parlare, sappiamo anche ascoltare? Abbiamo ascoltato, fino adesso?

          • bhe come tutti, dipenderá da una serie di fattori talmente sterminata da essere impossibile lenecarli tutti. ovviamente ogni fattore incide secondo una differente percentuale e in maniera differente su differenti persone.
            io credo che quelli che incidono di piú siano i fattori ambientali: é piú facile trovare uno suprematista bianco nella bible belt rurale americana che a new york, per dare un idea. perché new york é un ambiente progressista, in cui sei bombardato di informazioni differenti provenienti da culture differenti, in cui tendenzialmente le persone che hanno degli studi di alto livello sono in maggior numero, in cui tendenzialmente la tua famiglia fa parte del ceto medio alto, in cui tendenzialmente hai accesso a migliore educazione, in cui le dimensioni del mondo e la sua varietá possono venir percepite meglio. ma vale sempre la teoria del chaos: magari un redneck del south carolina ha tutte le carte in regola per divenire il nuovo gran dragon del KKK, e basta un accadimento minimo tipo vicino di casa di colore con cui gioca da bambino per indirizzarlo verso idee progressiste, quantomeno, mentre il tipo con l’appartamento a central park con il futuro da liberal progressista magari un giorno vede il padre ammazzato da un iracheno ubriaco al volante diventa il peggio suprematista. é chiaro che se certe cose acadono / vengono assimilate quando sei bambino, si cementano nel subconscio e a quel punto diventa sempre piú difficile rimuoverle o modificarle

          • faccio un altro esempio abbastanza esplicativo: la mia donna é tedesca, visto che abito in germania. orbene, lei mi ha raccontato che suo nonno faceva parte delle SS. mi ha detto che fino all’ultimo lui é stato negazionista, anche di fronte ai campi di concentramento che aveva letteralmente dietro casa, e non ha mai rinnegato il passato. questo la dice lunga sulla capacitá della mente di eliminare sistematicamente tutto ció che potrebbe frantumare l’impalcatura di ideali e convinzioni che man mano che uno fa esperienze e va avanti nella vita cresce e si innalza sempre piú, specialmente in persone profondamente ignroanti e insicure, che vedono ilcambiamento come un’ammissione di impotenza o peggio di incapacitá innata. sempre, ovviamente, IMHO.

          • Blink

            A mio parere si tratta della mancanza di una visione della realtà che supporti una cultura positiva.

            Dalla fine dell’800 il supporto della cultura occidentale è stata la visione scientifica della realtà dove tutto era spiegato o spiegabile e questo aveva ricadute pratiche nella vita reale delle persone.

            Dalla bomba atomica in giù invece il pensiero scientifico ha perso progressivamente potenza e interesse. Non si producono apprezzabili cambiamenti nella vita di tutti i giorni (lo smartfone non si configura come apprezzabile cambiamento in nessun senso).

            Quindi di fronte alle difficoltà che la società occidentale incontra non c’è risposta ideologica (difficoltà non maggiori o peggiori che in qualsiasi altro momento storico), in questo senso anche la religione sta avendo risultati simili: stagna nella società occidentale dividendosi in migliaia di rivoli settari mentre ha ancora una presa dove può avere ancora un impatto sulla vita delle persone.

          • Non si producono apprezzabili cambiamenti nella vita di tutti i giorni

            questa é, scusa il termine, una sonora cazzata

          • Blink

            Scusa se rispondo un pochino criticamente ma le cose che dici, seppur vere, non cambiano il concetto:

            Snellimento della burocrazia, GPS, materiali a memoria di forma ecc. cambiano la vita di una persona in maniera subliminale per quanto riguarda l’attenzione del pubblico, e vanno inoltre contestualizzati (Es: snellimento della burocrazia ? In Italia ?).

            In particolare le “nuove fonti di energia” sarebbero tutte da discutere in quanto ad efficienza ed efficacia ma non è il punto.
            Il fatto è che continuiamo a usare soprattutto petrolio e lo paghiamo comunque piuttosto caro…

            Quello che intendo dire è meglio spiegato dall’ottimo Laurelion in un commento sopra:

            “A cosa ti serve, la scienza, se comunque non hai nessuna possibilità nel mondo di tutti i giorni, non dico di fare la differenza, ma di avere il controllo sulla tua vita?”

            “Magari hai la cultura base per capire quanto poco tu ne sappia di medicina, e quindi ti vorresti davvero fidare del tuo pediatra, ma come fai quando legioni di processi e medici si scannano gli uni contro gli altri? E tu, letteralmente, non sai più a chi credere?”

            Il sistema scientifico moderno non ha nessuna velleità di dare risposte che non sia possibile ribaltare il giorno successivo (programmaticamente), e questo ha fatto lentamente svanire il supporto ideologico del XX secolo.

            Potrà sembrare che questa sia una questione intellettuale di scarso interesse rispetto alle questioni pratiche dei neonazisti, lepeniani, trumpisti, salviniani, pentastellati, nazivegan o animalisti.
            Io invece penso che tutte queste aberrazioni del pensiero vengano da una disperata ricerca di una dottrina che ponga delle soluzioni alla loro portata, usualmente identificate con la supremazia della loro identità a spese di altri gruppi sociali e/o etnici.

          • Scusa se rispondo un pochino criticamente

            sereno. la differenza di opinioni quando argomentata é il sale della discussione

            Snellimento della burocrazia, GPS, materiali a memoria di forma ecc. cambiano la vita di una persona in maniera subliminale

            permettimi di dissentire: le condizioni di vita non hanno fatto altro che migliorare (cosí come la durata della vita stessa), mi pare questo un elemento sufficiente a corroborare la mia tesi.

            In particolare le “nuove fonti di energia” sarebbero tutte da discutere in quanto ad efficienza ed efficacia ma non è il punto.
            Il fatto è che continuiamo a usare soprattutto petrolio e lo paghiamo comunque piuttosto caro…

            vero, per caritá, ma é innegabile che siamo oramai in un momento di transizione da un economia fossile ad una rinnovabile. e per fortuna aggiungo io. lavorando sulla fusione nucleare ho una visione un po’ da insider sulla questione e credimi, passi avanti ne sono stati fatti e se ne stanno facendo.

            “A cosa ti serve, la scienza, se comunque non hai nessuna possibilità nel mondo di tutti i giorni, non dico di fare la differenza, ma di avere il controllo sulla tua vita?”

            al di lá del fatto che sono convinto, filosoficamente parlando, che il controllo sia un illusione, per lo meno nel senso moderno del termine, la scienza é quella che ha permesso ad una percentuale non insignificante di persone di non morire in condizioni che anche solo 50 anni fa avrebbero determinato ben piú problemi. considera anche l’incremento della popolazione mondiale, statisticamente (permettimi di diventare cinico) purtroppo ci sará sempre chi non usufruisce appieno degli avanzamenti sopra elencati.

            E tu, letteralmente, non sai più a chi credere?

            bhe ma sei hai gli strumenti culturali e intellettivi per almeno renderti conto di “sapere di non sapere”, lo sai a chi devi credere. a me pare buon senso affidarsi all’immunologo e non all’omeaopata quando si parla di vaccini, per fare un esempio.

            Il sistema scientifico moderno non ha nessuna velleità di dare risposte che non sia possibile ribaltare il giorno successivo

            ma questa é proprio la definizione di metodo scientifico, se la gente non lo capisce non é colpa degli scienziati (che pure potrebbero fare un miglior lavoro di divulgazione). La falsicabilitá é la base del metodo scientifico, assieme alla ripetibilitá sperimentale e alla modellizzazione.

            Io invece penso che tutte queste aberrazioni del pensiero vengano da una disperata ricerca di una dottrina che ponga delle soluzioni alla loro portata, usualmente identificate con la supremazia della loro identità a spese di altri gruppi sociali e/o etnici.

            e qui centri perfettamente il punto, a mio modo di vedere.

          • Blink

            D’accordo, la scienza ha innalzato il livello della vita di molti (occidentali) in breve tempo.
            Tuttavia quelle che tu chiami “condizioni di vita” sono migliorate soprattutto per sviluppi scientifico – industriali non troppo recenti (industrializzazione della produzione alimentare e sviluppo della medicina farmacologica).

            La maggior parte degli sviluppi della seconda metà del 1900 portano ad un miglioramento che si applica soprattutto a fattori produttivi ma non troppo alla qualità della vita, anzi a volte tende a ridurla (Es: utilizzo del motore a scoppio – traffico – inquinamento)

            Ma il problema principale di cui parliamo qui sta nel fatto che, a mio parere, la scienza ha abbandonato la sua iniziale funzione di descrizione sistematica della realtà (positivismo) per una parcellizzazione della spiegazione.

            In nebonese: Mr.Sapputello non dice più che conosce tutti i segreti dell’universo ma che con buona approssimazione può dirti delle cose interessanti su piazza Ferretto a Mestre.

            Questo, insieme al fallimento delle altre forme di “conforto delle coscienze” determina la ricerca di soluzioni facili.

          • In nebonese: Mr.Sapputello non dice più che conosce tutti i segreti dell’universo ma che con buona approssimazione può dirti delle cose interessanti su piazza Ferretto a Mestre.

            uhm…non so se comprendo appieno quel che mi vuoi dire, ma in soldoni (correggimi se sbaglio) stai dicendo che l’atteggiamento dell’uomo di scienza é passato dal vendersi come sapiente universale ad essere molto piú onesto riguardo le possibilitá della scienza stessa? a me sembra un miglioramento, non un peggioramento. se poi le persone non capiscono e urlano a gran voce vendetta nei confronti di quegli scienziati che “non hanno predetto l’arrivo di un terremoto” e amenitá varie, bhe é colpa dell’UDS, non di chi fa il proprio lavoro al limite delle capacitá umane.

          • Blink

            Non ne faccio una “colpa” della classe scientifica, e non credo neppure sia stata una scelta.
            Il fatto è che da Heisenberg in giù l’indeterminazione è la cifra della scienza.

            E’ logico che chi dovrebbe porre la speranza nel futuro in questa scienza non ne esca convinto.

            L’assenza poi dei portenti a cui la scienza di ieri ci aveva abituato (Es: la bomba atomica di fine guerra ma anche l’evoluzione dell’auto, la diffusione della corrente, la televisione…) determina una generale perdita di valore del paradigma scientifico.

            Non disconosco i grandi risultati fattuali ma penso che ideologicamente l’UDS che citi tenda ad avere una visione più psicomagica della realtà di suo nonno, e infatti se guardiamo alle radici ideologiche del nazismo storico è facile constatare che accanto ad un modernismo tecnico si trovava un solido immaginario mitologico.

          • “ma penso che ideologicamente l’UDS che citi tenda ad avere una visione più psicomagica della realtà di suo nonno”

            su questo son d’accordo. il problema é che non capisce che meglio di cosí nun se po ffá, alla fine. e pretende di metter becco in questioni che esulano dalla sua comprensione.

          • Blink

            Si, tu la vedi dal punto di vista della comunità scientifica e ti senti oltraggiato dall’ignoranza e supponenza.

            Ma in questa discussione in effetti a me invece interessava rispondere a Nebo circa le cause dell’insorgenza di questi movimenti neo-nazisti ed in generale “hater” in molte società occidentali.

            Tuttavia lo spropositato numero di commenti ha diluito la discussione in diversi rivoli e non si è cavato ragno dal buco…

          • First197

            Forse la domanda non è “perchè” ma “a causa di cosa”.

          • Sì, hai ragione. Meglio e più chiara.

          • Fabio Daniele

            Sul “perché” di tutto ciò dovremmo spendere parecchio tempo incrociando elementi di sociologia, antropologia e storia. Dal momento che la stessa domanda me la sto ponendo da diverso tempo, mi sono fatto un’idea parziale delle ragioni, ma rimane un punto di vista molto personale.
            Pippone denso e noioso in 3, 2, 1…

            Partiamo dal concetto di geni e memi (mi tocca usare questo termine perché in italiano non esiste una traduzione del termine “meme”). In biologia i geni sono un pezzo di DNA, diciamo volgarmente organico, che trasmettiamo di generazione in generazione; esso sottostà a precise leggi naturali, come quelle della trasmissione (se l’uomo non si riproduce, il gene non avrà un futuro) e della conservazione (se il gene non è buono, non si trasmette e non sopravvive).
            I memi sono la controparte culturale dei geni. Al di là di essere delle discutibili forme di divertimento su Internet, sono un neologismo coniato da tale Richard Dawkins nel ’76, che voleva rappresentare come le idee, se messe in un contesto evolutivo, si comportano esattamente come i loro cugini geni.
            Ciò che rende interessante il concetto è che, così come ci sono tantissime derivazioni genetiche dell’uomo moderno che si sono perse nei millenni, anche le idee subiscono lo stesso destino. Quelle meritevoli avanzano e si trasmettono nella storia; altre si evolvono; alcune invece, per sfortuna o mancanza di capacità, si sono perse per sempre e mai ne sentiremo parlare.
            Bene. Teniamo il concetto per dopo.

            Analizziamo l’idea di nazismo. Come tutti gli ideali politici, non è solo un manualetto di 20 pagine su come risolvere i problemi del mondo, ma un modo di vivere. Il nazismo aveva tra i punti fondamentali l’ossesione per la razza ariana, il comunismo sovietico quella del popolo, il maoismo l’amor di patria. Ognuno di essi è partito da un punto ben distante, che con il tempo ha trasformato queste idee portandole nel futuro: il nazismo ora si associa alla difesa dei valori tradizionali cristiani, il comunismo sovietico di fine anni ’90 era ben diverso dallo stalinismo dei primi anni, il maoismo si è trasformato in social-capitalismo autocrate, il comunismo Nordcoreano si è riadattato nella ideologia Juche.

            La ragione è semplice: sopravvivenza. Un’idea, un meme, ha bisogno di un paziente per essere trasmessa e dal suo paziente è influenzata. Finché ci saranno portatori sani, non si può debellare, non si può sconfiggere, non si può contenere. È inevitabile. Se una derivazione genetica/memitica riesce a sopravvivere per un numero sufficiente di trasmissioni, diventerà parte integrante del pool genetico/memitico dell’umanità, per sempre. Il discorso si può ampliare a dismisura: oggi abbiamo i no-vax, in un futuro molto prossimo saranno i no-bio contro le biomodifiche dei feti, i no-aug contrari al potenziamento meccanico degli esseri umani, i no-tech avversi allo smodato uso della tecnologia nella quotidianità.

            Come ci aiuta questo a capire il perché? Per me si tratta di evoluzione della specie. Badate bene: anche io considero il nazismo un aborto. Ma se guardiamo al quadro completo, è “chiaro” che l’umanità ne avesse bisogno (per questa frase ora rischio di essere linciato più della Boldrini).
            Non è una questione etica o morale. Mettiamole da parte per un attimo.
            L’evoluzione risponde a dei bisogni. Le idee evolvono esattamente come noi. Ci sono trilioni di ragioni storiche e culturali per cui una persona potrebbe finire ad essere un supporter del nazismo tanto nel 1933 quanto nel 2017. Ma alla fine, sempre lì sta l’inghippo.
            Se non fosse stato nazismo, sarebbe stato qualcos’altro.
            Ogni fascia della popolazione terrestre, divisa per sesso, età, cultura, istruzione, località ha bisogno di aderire ad un ideale che gli permetta di guardare al futuro suo e, implicitamente, quello dell’umanità stessa. Perché la specie non si conserva solo con la pelle, ma anche con le idee: l’Induismo ha più di 4000 anni! Prima di esso, c’era solo qualcos’altro. Dopo il Cristianesimo, avremo probabilmente la rivalsa dell’Übermensch, e avanti così. Ho già fatto fin troppi esempi, ma solo perché è in queste comparazioni il punto della questione.

            Se il nazismo e i no-vax sono qui nel 2017 è perché ce n’è bisogno. Vuol dire che abbiamo sbagliato qualcosa e sappiamo benissimo quali sono i nostri errori. Solo uno stolto o un cieco non saprebbe vederli con il senno di poi.

            Potrei proseguire analizzando singolarmente ogni caso del come mai un ragazzo 22enne bianco dell’Ohio decide di imbracciare una torcia e di camminare per le strade di Charlotteville, così come del perché un ragazzo etero italiano di sinistra sceglie consapevolmente di scendere per strada e manifestare in un corteo LGBT. Ma è un discorso ancora più lungo e complesso, una concatenazione di cause ed effetti, di ragioni storiche e culturali.

            Se nostra madre fosse stata a pecorina invece che alla missionaria quando babbo ha eiaculato, probabilmente non saremmo nemmeno nati. Scientificamente parlando, 1 su 10 elevato 2,685,000.

            (Se siete arrivati fin qua, commentate che vi mando una bottiglia di Brandy invecchiato come premio)

          • Laurelion

            Perché non hanno reali alternative. Lo hai scritto tu stesso
            nell’articolo sui disoccupati che si danno all’Isis, siamo incastrati in
            un sistema che ci da come unica scelta quello di combatterlo.

            A cosa ti serve, la scienza, se comunque non hai nessuna possibilità nel mondo di tutti i giorni, non dico di fare la differenza, ma di avere il controllo sulla tua vita?

            A cosa ti serve sapere tutto ciò che concerne il sistema immunitario umano se sai che non hai speranze di crescere un figlio in maniera serena e felice in determinate zone della tua nazione o del pianeta?

            Magari hai la cultura base per capire quanto poco tu ne sappia di medicina, e quindi ti vorresti davvero fidare del tuo pediatra, ma come fai quando legioni di processi e medici
            si scannano gli uni contro gli altri? E tu letteralmente non sai più a chi credere?

            E’ meglio credere di essere un microbo senza la più minima intrinseca importanza in un universo incommensurabilmente vasto e freddo o pensare che la terra sia piatta e quindi l’universo sia più a tua misura?

            E magari sarebbero tutti catastrofici tormenti esistenziali che un pasto regolare e la sicurezza di averli finché si campa potrebbero aiutare a gestire, ma quando sei sull’orlo della guerra civile?

            Vorrei porre l’attenzione su uno slogan della “Alt
            Right” che per me è in assoluto il più significativo e che più ha totalizzato la mia attenzione:

            White Lives Matters

            Non è un grido d’odio, non è contro qualcuno, è (sincero o meno) un grido d’aiuto.
            Per questo, per me, vedere un ariano che urla “white lives matters” fa riflettere e scatena un briciolo di empatia, mentre vedere un democratico bianco che urla “black lives matters” fa salire un senso di ridicolo e di leggero sdegno.

            Perché da una parte vedi gente che, da quello che dice, sembra sinceramente angosciata per il proprio futuro, dall’altro vedi un altra persona che combatte le battaglie di qualcun altro.

            Io ho visto un paio di interviste a sta gente dell’Alt Right e veramente non so se non si possa parlare di ignoranza quando questi danno ancora colpa alle lobby ebraiche, ma di contro vedi gente seriamente angosciata
            per il suo futuro.

            Tutto questo mentre nelle università americane gli studenti islamici distribuiscono di nascosto volantini che l’unica via per una donna di dimostrare di essere una buona donna è di
            vestirsi come un sacco della spazzatura.

            Cazzo tre mesi in questo continente ed è venuta in testa anche a me qualche strana idea.

          • Madonna santa, Laurelion. Madonna. Santa.
            A volte scrivi cose che mi lasciano a bocca spalancata. Questa è una delle tante volte.

          • Laurelion

            Il mio ego si gonfia come un palloncino a sentirlo e questo è male.

          • Dario Emorroi

            Quello che dici peraltro spiega anche perché “Make America Great Again” è uno slogan perfettamente azzeccato in questo momento storico.

          • Lorenzo Fossi

            Scritto benissimo.

          • Igioz

            cultura
            cognizione di causa
            carattere

            avere la capacità di discernere che il causa-effetto che ti stanno propinando in quel blog (x es) antivax, non è così bullett-proof, o che al limite, invece che fagocitato e preso per buono, va meglio vagliato e ripensato.
            e vale per tutto credo

          • risposte definitive non saprei dartele, posso fare delle ipotesi:

            1) perché studiare costa fatica
            2) perché se vai kontro probabilmente ti fai un idea di te stesso come di una persona migliore di quella che sei, ti fa sentire importante
            3) frustrazione per la consapevolezza di non essere in grado di capire certi argomenti e relativa rabbia / diffidenza verso coloro i quali quegli argomenti li masticano / ci lavorano, e incapacitá di accettare i propri limiti
            4) sindrome Dunning Kruger

            non lo so eh, ho studiato fisica, non psicologia

          • Orazio Infrizzi

            E’ curiosa questa cosa: anche io studio fisica e anche io sono giunto alle tue stesse conclusioni.
            I complottisti sono persone con una bassa istruzione, una scarsa intelligenza, nessun talento particolare e un lavoro umile e poco remunerativo. I complotti gli servono perchè gli permettono di evadere dalla mediocrità della loro vita quotidiana: loro sono quelli che non si fanno fregare dall’informazione di regime, quindi si ritengono più furbi e più svegli rispetto alla massa. Grazie ai complotti non si sentono più delle nullità qualsiasi ma hanno l’illusione di essere delle persone speciali. I complottisti sono persone mediocri che non vogliono sentirsi mediocri, quindi in definitiva io penso che il complottismo nasca da un complesso di inferiorità e dall’incapacità di accettare le proprie limitazioni.

          • Dario Emorroi

            Fai benissimo ad ascoltarle – ma non capisco perché parli come se non fosse possibile trovare queste voci. Ti basta andare su Facebook, in pagine come “The Men’s Right Initiative”, o su siti come Breitbart e “The Daily Stormer”, o su Reddit (r/The_Donald), o sul blog di Milo Yannopoulos. Ci sono decine di articoli su Vice, o se vuoi long form di NYTimes, New Yorker, Washington Post e FiveThirtyEight sul tema. A voler cercare le ragioni e le voci, si trova tutto. L’unico problema è che per capire e mettere in prospettiva bisogna prima capire gli USA. È un po’ come spiegare ad un tedesco come mai è così difficile sconfiggere la camorra.

          • Orazio Infrizzi

            Proprio perchè non è tutto bianco o nero trovo ridicolo questo atteggiamento di voler vedere il male provenire solo da una parte. Ci si strappa i capelli quando quattro idioti neonazisti fanno una manifestazione come se questo potesse causare la fine del mondo, ma non si muove un dito per impedire ai SJW di soggiogare l’informazione, la cultura e l’insegnamento alla dittatura del politicamente corretto. Le università americane sono state trasformate in santuari per bambini piagnucolosi che devono stare sotto una campana di vetro per evitare di farsi male entrando in contatto con opinioni diverse dalla loro e di questo nessuno si lamenta.
            Come dice Nebo, si dovrebbe incominciare a interrogarsi seriamente sul perchè delle cose. Perchè gli elettori hanno votato Obama per due volte e adesso invece hanno votato Trump? Cos’è, in quattro anni sono diventati tutti improvvisamente razzisti? O forse è perchè il cittadino comune ne ha le palle piene delle stronzate politicamente corrette e vuole uno Stato che si occupi dei problemi reali della gente invece di discutere su quale cesso devono usare i trans per pisciare?

          • Orazio Infrizzi

            Tanto per rendere le cose più chiare, in questo video Bill Maher (che non è esattamente un fascista) riassume perfettamente il mio pensiero e spiega perchè la sinistra continuerà a perdere.

            https://twitter.com/billmaher/status/825231550484619264?lang=it

          • Dario Emorroi

            La deriva dei democratici è un tema molto discusso. Bill Maher è una delle voci certamente non contro i democratici, e che ci sia un’esagerata attenzione al politically correct lo dicono tutti e da un pezzo. Anche a me dà fastidio (e infatti adoro il modo in cui scrive Nebo). Bill Maher, per altro, commenta dal contesto di un americano, per americani, e per democratici. Non sta cercando di spiegare ad un italiano che non sa nulla dell’america come sono andate le cose.

            Detto questo, pensare che questo fatto spieghi il fenomeno complesso dell’alt-right è una semplificazione. Certo, è uno dei fattori che si può mettere nel calderone, ma da qui a pensare che sia il solo o il più importante, ce ne passa.

          • Lorenzo Fossi

            “che ci sia un’esagerata attenzione al politically correct lo dicono tutti e da un pezzo”
            La linea di partito sotto Obama era che il politically correct non esisteva ma erano solo paranoie dei “conservatori” cattivi.
            Me lo ricordo. C’ero.

          • Dario Emorroi

            Certo, a parte il fatto che Clinton ha preso 3 milioni di voti in più di Trump e ha perso solo per via del gerrymandering in un paio di stati e del sistema dei caucus, che dà maggior peso elettorale agli stati poco popolosi.

            Deduco da come argomenti che certe posizioni le prendi da giornali di destra che fanno facile propaganda. Vabbè, contento tu. Per quel che ti può interessare, Obama si è occupato di problemi reali – ha ereditato gli USA in piena crisi, e ha rimesso in piedi l’economia (vuoi i dati o sei capace di cercarli da solo?) ai livelli pre-2001 se non meglio. Il problema è che molti dei lavori di basso livello che esistevano nel 2008 oggi non ci sono più. In particolare, la robotica ha letteralmente distrutto i lavori da operaio. Trump dice che i lavori sono andati in Cina, ma i dati dicono una storia diversa: gli USA non sono mai stati più produttivi di adesso, ma lo sono per via delle macchine. Quei lavori sono spariti per sempre. Le aree che hanno votato Trump in massa, come l’Appalachia, hanno creduto alle sue promesse perché si sono sentite abbandonate da Obama. Le politiche di Obama hanno effettivamente favorito le città in modo sproporzionato rispetto alle zone rurali. Trump, in tutta risposta, sta tentando di togliere fondi a Medicare, Medicaid, e ai fondi di sostegno ai disoccupati – tutti programmi di cui queste zone degradate hanno bisogno per sopravvivere. Queste zone rurali avranno un triste risveglio, quando Trump riuscirà finalmente a far passare una cazzo di legge (sarebbe anche ora, in 8 mesi). Nel frattempo, la tensione sociale sale, e quello che è accaduto a Charlottesville ha questo sfondo di degrado come uno dei fattori scatenanti, anche se non il solo e certamente non il più importante.

            Poi certo, si può dire che alla gente non frega nulla di dove vanno al cesso i trans, e quindi i nazisti sono tornati alla ribalta. Non fa una piega.

          • Orazio Infrizzi

            Appunto, Obama ha governato bene e infatti è stato rieletto. Ciò dimostra allora che gli elettori non sono tutti dei ritardati, quindi se questa volta ha vinto uno come Trump bisogna chiedersi seriamente cosa sia cambiato in questi anni invece di liquidare semplicemente la questione con “i sostenitori di Trump sono tutti razzisti cattivi gne gne”. Se la tensione sociale sale è anche, e direi soprattutto, per colpa dei SJW che vogliono togliere la libertà ai cittadini. Non mi risulta che i cattivissimi alt-right abbiamo manifestato contro Obama durante la sua cerimonia di insediamento, così come non mi risulta che siano soliti vandalizzare le città quando le università invitano a parlare un ospite a loro non gradito (Berkley ne è l’esempio più eclatante). Finchè questi idioti continueranno a rosicare per la sconfitta alle elezioni e a voler imporre la loro visione del mondo (per altro piena di bufale) come unico pensiero dominante è ovvio che ci sarà tensione. Non Not My President un paio di coglioni! Trump è stato democraticamente eletto e l’unica cosa intelligente da fare è collaborare per permettergli di svolgere al meglio il suo lavoro (visto che già non è che sia troppo competente di suo). Trump è al timone e se la barca affonda anche voi affondate, quindi invece di continuare a fare buchi nello scafo vi conviene prendere i remi e cominciare a vogare tutti nella stessa direzione.

          • Dario Emorroi

            Io non sono un fan di nessuno, preferisco pensare con la mia testa piuttosto che appaltare le mie opinioni ad altri. Non offendi nessuno dei miei sentimenti – non sono un social justice warrior. Ad occhio hai 20 anni o poco più. Ti rileggerai tra 10 magari, e ti farai due risate su quello che scrivi adesso. Nel frattempo buon tifo.

          • Orazio Infrizzi

            Nel caso non te ne fossi accorto, non sono io quello che legittima il linciaggio mediatico (e forse non solo mediatico) come mezzo per scongiurare ipotetici scenari apocalittici (È questo o la guerra civile, in certi stati, e se pensi che io stia esagerando, aspetta un paio d’anni). Qui se c’è qualcuno che vuole vedere tutto il male provenire da una sola direzione, mentre dall’altra parte si chiude gli occhi, sei tu.

          • Dario Emorroi

            Abbiamo gente che scende per strada con fucili e mazze per difendere il proprio diritto di sentirsi superiori a ebrei e neri. Dall’altra parte gente che twitta e li tratta come animali. E se l’altra parta smette di twittare e scende per strada con fucili e mazze, cosa credi che succeda? Un pacifica discussione? In che parte del mio discorso sto difendendo chi twitta? Sto soltanto dicendoti quello che logicamente succederà. Vivo negli USA, per altro – di cosa succede per strada ne so qualcosa.

            Se non l’avessi ancora capito, io non sono dalla parte di chi fa public shaming, né penso che la violenza sia la soluzione contro la violenza. L’ho scritto almeno due volte in altri commenti, ma lo ripeto qua ancora una volta. Magari questa volta passa e smetti di farmi dire cose che non dico?

            Il punto è che siccome qui si vuole razionalizzare i fascisti in quanto esseri umani, allora, se vogliamo capire che succede, bisogna fare lo stesso anche col processo che gli si oppone. È davvero tanto difficile da capire?

          • Orazio Infrizzi

            Guarda che l’altra parte scende già in strada con fucili e mazze! Cioè, ma di cosa stai parlando?
            A Washington hanno sparato a un uomo che voleva assistere a un evento di Yiannopoulos (http://www.breitbart.com/milo/2017/01/20/shooting-reported-outside-milo-event-university-washington/). A Berkeley, visto che le intimidazioni agli organizzatori non avevano funzionato (http://www.breitbart.com/milo/2017/01/12/left-wing-extremists-uc-berkeley-dox-student-milo-event-hosts-post-personal-details-workplace-address/), hanno messo a ferro e fuoco la città per far cancellare l’evento di Yannopoulos (http://www.breitbart.com/milo/2017/02/01/protesters-gather-uc-berkeley-milo-show-police-helicopters-appear/), e sempre per motivi di sicurezza hanno annullato anche l’eveto di Ann Coulter (http://www.breitbart.com/tech/2017/04/19/uc-berkeley-bans-ann-coulter/). I sostenitori di Trump sono vittime di continue aggressioni (http://dailycaller.com/2017/06/16/this-list-of-attacks-against-conservatives-is-mind-blowing/), gli esempi più eclatanti sono due bambine spruzzate con lo spray al peperoncino (http://www.dailymail.co.uk/news/article-3560701/Pepper-spray-flies-Trump-protest-clash-California.html) e una ragazza a cui hanno incendiato i capelli (http://www.theblaze.com/news/2017/01/24/caught-on-video-female-trump-supporters-hair-set-on-fire-at-dc-inauguration-protest/). Persino se cammini per strada con in mano un libro ti aggrediscono (https://www.facebook.com/myiannopoulos/videos/991659874305241/). Mi pare che questi sedicenti democratici non si stiano limitando a fare solo linciaggi mediatici. Queste merde non sono diverse dai fascisti che tanto odiano, e se tu credi che questi facinorosi esaltati che si ergono a paladini della giustizia siano la giusta soluzione per gli imbecilli razzisti mi sa che hai un problema.

          • Dario Emorroi

            “e se tu credi che questi facinorosi esaltati che si ergono a paladini della giustizia siano la giusta soluzione per gli imbecilli razzisti mi sa che hai un problema”

            L’analfabetismo funzionale in azione. Milo, esci da questo corpo.

          • Orazio Infrizzi

            Se non hai niente di intelligente da scrivere puoi anche non scrivere nulla eh. Nessuno ti obbliga a lasciare un commento per forza.

          • Dario Emorroi

            “Forse tu non giustifichi la violenza dei SJW” Grazie per aver fatto quasi passare il concetto che io non giustifico la violenza.

            Tu non sei un alt-right americano, ma apparentemente trovi il loro modo di argomentare corretto – lo usi contro di me e contro altri che hanno cercato di interagire con te ragionevolmente. Sostanzialmente ripeti la propaganda e i modi di Milo e di Breitbart al meglio che ti riesce.

            Quando dico “Evidentemente non hai idea di chi siano gli alt-right americani”, mi riferisco esattamente all’atteggiamento che imiti: mettere in bocca parole ed intenzioni mai dette (io che giustifico la violenza, ad esempio) o rispondere ad un commento ben circostanziato come quello di @Laurelion:disqus qui sopra con “cazzate”, “stai parlando da solo”. Non è un dialogo semplice, a dire poco.

            Personalmente trovo i SJW, quelli veri, per esempio quelli di cui è stato vittima @disqus_y0e1Xdlj8k:disqus nel caso di Barbie Xanax o quelli che hai menzionato tu (i vandali e i violenti), una piaga uguale ed opposta ai nazisti. Questo genere di reazioni non dovrebbe avere spazio in un paese democratico. Il punto però è che gli SJW a cui ti riferisci sono degli estremisti e che sono pochissimi, ancorché molto rumorosi. Appiattire *tutti* quelli che vogliono uguali diritti a questa frangia estrema è un modo di rendere la discussione tossica e improduttiva.

            Per tornare al punto del post di Nebo, quello che è accaduto a Charlottesville non è una pacifica fiaccolata di ragazzoni. È stato un evento simbolico, che è servito ai nazisti per contarsi e per mostrare alla nazione di non essere solo un gruppetto di segaioli da pc, ma di essere una presenza vera che può agire nel mondo reale (c’è un documentario di Vice nel quale i nazisti lo dicono esplicitamente). È semplicemente ovvio che un evento di questa portata generi delle reazioni forti, specialmente visto l’aumento vertiginoso della violenza razziale negli ultimi mesi. (Gli episodi che contesti ai SJW negli ultimi anni sono meno di 10; gli episodi documentati di violenza razziale in USA dall’inizio di quest’anno sono oltre 1000 [*].)

            La stragrande maggioranza delle reazioni su Twitter, e parlo davvero del 99%, sono dichiarazioni a favore dei diritti e battute di scherno sui nazisti. C’è poi un gruppo che ha deciso di fare public shaming per isolare i nazisti. Il gruppo più estremo, quello senza alcun dubbio da condannare, è quello che arriva alle minacce di violenza. Il post di Nebo è goffo, perché da un lato non apprezza il significato storico, sociale e simbolico della protesta a Charlottesville, ma dall’altro stigmatizza la risposta di una minoranza di chi si gli oppone come se quella minoranza fosse la totalità. Fermo restando che questo non è “difendere i nazisti”, è comunque un modo semplicistico di affrontare il problema.

            [*] http://www.slate.com/articles/news_and_politics/politics/2016/12/hate_in_america_a_list_of_racism_bigotry_and_abuse_since_the_election.html

          • Orazio Infrizzi

            “Personalmente trovo i SJW, quelli veri, per esempio quelli di cui è stato vittima Nebo nel caso di Barbie Xanax o quelli che hai menzionato tu (i vandali e i violenti), una piaga uguale ed opposta ai nazisti”

            Sono lieto di sentirtelo dire. Dal tuo primo commento sembrava quasi che volessi rappresentare gli alt-right come dei mostri sanguinari (“Evidentemente non hai idea di chi siano gli alt-right americani. Se pensi che siano come i naziskin di Venezia, ti sbagli”) e gli antifa come dei poveri cittadini inermi che sono costretti a fare linciaggi mediatici per impedire ai nazi di scatenare l’apocalisse (“se il public shaming di questa gente viene fatto, è perché al momento non c’è altro che un cittadino normale possa fare. È letteralmente tutto quello che è rimasto a chi vuole arginare questo fenomeno. È questo o la guerra civile”), quando invece sono tutt’altro che inermi e innocenti. Quindi alla fine stiamo dicendo la stessa cosa.
            L’unica cosa su cui dissentiamo quindi è la convinzione secondo cui si possa sconfiggere l’alt-right demolendo le loro idee con il dialogo anzichè impedendogli di manifestare le loro idee. Perchè se tu dici che i SJW fascisti sono solo una minoranza dei democratici, io dico che anche i suprematisti sono solo una minoranza degli elettori di Trump che lo hanno votato non perchè “odiano i negri e i froci” ma per altri motivi.

          • Lorenzo Fossi

            “Certo, a parte il fatto che Clinton ha preso 3 milioni…”
            Sono tre milioni ora? Ero rimasto a circa uno.
            Irrilevante comunque. In America vince chi vince i seggi, perché se no chi controlla NY e SF vince ogni elezione.
            “Gerrymandering!!!11!!”
            Quindi sono stati al governo 8 anni i democratici, e in questo periodo i repubblicani hanno usato il loro strapotere al governo per cambiarsi i seggi elettorali a proprio favore. Obama non ha fatto niente per impedirglielo perché boh.
            Non se ne esce da questo casino cercando scuse per non dialogare con gli altri, gente. Non so più in che lingua dirlo.

          • Dario Emorroi

            Se non sai come funziona il gerrymandering non devi per forza commentare o prendermi in giro. In certi stati, nei quali la differenza è stata di pochissimi voti, il gerrymandering è ciò che ha fatto la differenza. Avesse vinto la Clinton, avrei detto la stessa identica cosa. Guarda come funziona il gerrymandering, e poi dimmi se in stati come Michigan (differenza dello 0.23%, 10.704 voti), New Hampshire (0.31%, 744.296), Pennsylvania (0.72%, 44.292), Wisconsin (0.76%, 22.748) una differente distribuzione delle zone elettorali non avrebbe cambiato i risultati. Non lo dico io, peraltro, ma lo hanno detto molte analisi statistiche, ad es. https://www.dailykos.com/stories/2016/10/27/1579905/-These-three-maps-show-just-how-effectively-gerrymandering-can-swing-election-outcomes.

            Che il risultato sia perfettamente democratico e da accettare, non l’ho mai messo in discussione. Le regole sono quelle e tali rimangono. Infatti, se leggi il resto del mio commento, vedi che sono tutt’altro che difensivo nei confronti di Obama. Faccio notare come Obama, nel rimettere in piedi l’economia americana, l’abbia fatto dimenticando le zone rurali, quelle che poi hanno punito la Clinton duramente. Posso aggiungere, visto che vivo negli USA e che la mia ragazza viene da quelle zone rurali, che Obama non si è nemmeno fatto vedere, in quelle zone, durante la campagna elettorale. E la Clinton ci è passata solo di striscio. Trump invece ci ha puntato molto.

            E sì, la differenza di voti è 3 milioni – basta guardare su Wikipedia: 62,984,825 per Trump, 65,853,516 Clinton. Anche questi sono dati che aiutano a capire un po’ meglio il fenomeno, senza fare tifo sulle cose complesse.

          • Lorenzo Fossi

            “Avesse vinto la Clinton, avrei detto la stessa identica cosa”
            Il partito democratico al governo fino al giorno prima no. E non hanno detto niente sul gerrymandering fino a dopo le elezioni.
            Evidentemente é 1) una cosa mutua e 2) il partito democratico era soddisfatto di come si era rigirato i suoi distretti per le elezioni e quindi sicuro comunque di vincere.
            E allora perché anche solo parlarne?

          • Dario Emorroi

            La storia dell’elezione del 2016 non è così lineare, anzi.

            1. Oggi sappiamo che fin da luglio Obama sapeva di coinvolgimenti russi nelle elezioni, per favorire Trump, e che ha preferito cercare di risolvere la cosa in privato. Sappiamo anche che gente molto vicina a Trump sapeva. Che Trump sapesse è la logica a dircelo, ma la prova non c’è. Rimane che, già a Settembre, Trump parlava di brogli. Perché i democratici non hanno deciso di intervenire? Non lo so, col senno di poi è un errore, ovviamente, ma immagino che in quel momento pensassero che le cose sarebbero andate diversamente. Quello che rimane è che la propaganda russa anti-Clinton, di cui gli alt-right si sono fatti megafono, ha avuto un’ampia diffusione, sia su Internet che in televisione.

            2. Una settimana prima del voto, il capo dell’FBI decide di rendere pubblica l’intenzione di indagare Hillary Clinton. Ancora una volta, col senno di poi la cosa è evaporata, ma in quel momento ha avuto un impatto. Quantificare questo impatto è difficile, ovviamente, ma è ragionevole pensare che questa cosa abbia sparigliato i conti dei democratici. Specialmente con margini così risicati in molti stati.

            3. Quando in un’elezione hai margini inferiori al 3%, non ci sono sondaggi che tengano – il risultato è del tutto imprevedibile. I democratici, anche in questo caso, devono aver fatto male i conti, e forse pensavano che avrebbero vinto anche se con margini piccoli. La storia ci dice che non è andata così. Commentare su questa cosa prima del voto non avrebbe avuto alcun senso.

            4. Non era mai successo nella storia americana che un candidato vincitore avesse ben 3M di voti in meno dello sconfitto. Il caso precedente (con poche migliaia di voti di differenza, però) era Bush contro Gore. È un’anomalia statistica che ha fatto discutere moltissimi commentatori, perché ha risvolti sia sociali (come sono distribuiti questi voti?) sia metodologici (se con 3M di voti in più perdi, siamo sicuri che il sistema che abbiamo funzioni?) Io le trovo domande del tutto legittime.

            5. “il partito democratico era soddisfatto di come si era rigirato i suoi distretti per le elezioni e quindi sicuro comunque di vincere” No, e per favore, leggi come funziona l’assegnazione dei distretti elettorali e poi ne parliamo meglio.

            6. Che la Clinton abbia perso per sue mancanze (è controversa, poco comunicativa, parte dell’establishment) è indubbio, lo ha ammesso lei stessa a freddo. Ma quello che sta accadendo oggi negli Stati Uniti – l’aumento della violenza razziale, i nazisti alla ribalta, le tensioni internazionali, ecc. – vanno oltre i democratici e i loro errori. Cercare di capire la deriva autoritaria che gli USA stanno prendendo non significa giustificare la sconfitta dei democratici con cause esterne. Significa cercare di capirne le ragioni per cui un paese che aveva un partito repubblicano senza esponenti estremisti di spicco oggi si trovi con un presidente incapace di stigmatizzare una protesta di nazisti; e significa domandarsi anche come si possa evitare che questo degeneri.

          • Lorenzo Fossi

            “Oggi sappiamo che fin da luglio Obama sapeva di coinvolgimenti russi nelle elezioni”

            Smesso di leggere qui.
            Buona giornata.

          • Dario Emorroi

            Buon per te, più tempo libero per fare altro 🙂

      • MrCapra

        Non proprio. La alt-right è sempre stata lì con nomi diversi. Adesso massimizza il suo seguito (online), indottrinando tramite lo sfottò di idee altrui, mascherando le proprie.
        Che seguito otterrei dicendo che i neri sono inferiori, che le ingiustizie della società americana sono giustificate dall’appartenere a razze differenti? Poco. Ma filmati di SJW che, confrontati, non riescono a spiegare cosa sia il razzismo istituzionale? é pieno il web. Proponendo il secondo, le ingiustizie rimangono lì ma depotenzio i claim di chi protesta, con il Lol avvicino all’idea dell’inferiorità di un’etnia un pubblico più grande.
        Sono omo-transfobico. Dirlo apertamente non genera nessun seguito ed è ormai anche contro le evidenze scientifiche, ma qualche SJW che non riesce a spiegare bene le teorie di genere e da incastrare nella domanda “quindi se io mi sento un elicottero devo poter essere un elicottero” lo trovo.
        Ci sono due generi di critica ai SJW. Bill Maher e in realtà gran parte della sinistra americana se la prendono con loro perchè le loro battaglie sono nichiliste.
        Non cambiano nulla nel mondo reale, creano solo piccole oasi hippies senza impatto alcuno sul mondo reale di cui però sono i ducetti. In questo senso i college americani sono diventati invivibili, per chi ha a cuore la libertà di parola.
        E poi c’è la satira, che se usata dal potere è un manganello contro i deboli. E in questa categoria trovi invece Breitbart e affini. Che tramite il “ma guardate di che scemi stiamo parlando” perpetrano e difendono il peggio delle ingiustizie moderne.
        Io critico ampiamente e quotidianamente i SJW che conosco, ma so anche benissimo da che parte stare quando mi si chiede di scegliere.

        • Orazio Infrizzi

          Non mi risulta che su Breitbart sia mai stato pubblicato un articolo a sostegno della superiorità della razza bianca. Vedi, è proprio questo il problema: solo perchè ci sono quattro dementi che odiano i negri si accusa un’intera ala politica di essere razzista. Quando si parla di destra la si identifica sempre con l’estrema destra perchè è molto più facile etichettare l’avversario come “razzista” ed escluderlo così dal dibattito che confrontarsi con lui sulla correttezza delle sue idee. La alt-right non è unicamente un manipolo di fanatici con dei cappucci bianchi appuntiti in testa ma è formata da quella gente che si è rotta le palle della censura politicamente corretta e rivuole il proprio diritto di dire liberamente che i neri delinquono più dei bianchi (che è un fatto), che donne e uomini sono diversi (che è un fatto), che l’islam è una religione intollerante (che è un fatto).

          • Laurelion

            Cambiare i “neri delinquono più dei bianchi” con “i poveri delinquono più dei bianchi” e il ragionamento fila meglio.
            Che sia la povertà a generare criminalità e non il contrario è stato appurato dal 1500.
            Infine stai associando due dati genetici (sesso e razza) con uno culturare (religione).

          • Orazio Infrizzi

            Ah giusto, avevo dimenticato che se uno ha le pezze al culo allora è legittimato a delinquere.

            Quell’associazione è assolutamente voluta perchè ho voluto elencare alcuni degli argomenti che più fanno rosicare i SJW e per i quali sono sempre pronti a etichettarti così da evitare il confronto (rispettivamente: razzista, sessista, islamofobo).

          • Sara Bersani

            Tieni conto però che Laurelion ha scritto un commento molto interessante più sotto http://disq.us/p/1lfwyse

          • Laurelion

            No non è legittimato (anche se a volte avrei i miei dubbi), se leggi i miei commenti per questo stesso articolo ti accorgerai di quanto poco possa appartenere ad una o ad un altra categoria.
            Il mio discorso è di origine empatica per prima cosa e pratica per seconda.
            Il riferimento al 1500 non è casuale, Thomas More nel 1500 pubblica “Utopia” in cui descrive bene il parallelismo tra criminalità e povertà: “che altro fate voi, prima fate dei ladri e poi li punite” già allora poneva all’indice una società che non lasciava altra scelta alla gente se non quella di depredare ciò di cui aveva bisogno. Non è una giustificazione è un semplice fatto, se hai un lavoro e un pasto caldo non lo rischi per avere un paio di scarpe in più è molto semplice.
            E ti dico, avendo visto un po’ più da vicino certe situazioni, vedendo il livello di frustrazione al quale la società riesce a metterti cerco di fare molta attenzione prima di puntare il dito.
            Soprattutto se qualcuno come te lo punta su un’intero gruppo etnico.
            Dire che “i neri delinquono più dei bianchi” equivale a porre in relazione un comportamento etico ad un fattore genitco, questo è razzismo senza contare che, come ha detto Nebo, è stato smentito e smontato da milioni di scienziati, antropologi e storici.

            Però è anche vero che l’incidenza di crimini commessa da persone di colore in america sia di superiore a quella di altri gruppi etnici.
            Come mai?
            Beh non lo sapremo mai se analizziamo un dato statistico preso a se stante senza il contesto.
            Perché se prendi altri dati statistici noti cose interessanti come, ad esempio, che le zone meno provviste di legittimi servizi sociali e sanitari (scuola, polizie ed ospedali) sono le zone a prevalenza di popolazione afroamericana.

            Oppure, e qui è un altro FATTO, a parità di crimine le pene inflitte ad un nero sono drasticamente più gravi di quelle inflitte ad un bianco.
            Se un furto d’auto viene punito da 1 a 6 anni, il bianco se ne prende uno, il nero 6, praticamente SEMPRE.
            Anche questo è un fatto.

            Quindi come lo incastriamo nel tuo discorso?

            Questo è il discorso emotivo, poi inserisco quello pratico.

            Dire: “i neri rubano più dei bianchi” se non si tratta di un fatto concreto e reale a cosa mi serve?
            E’ più efficente per me continuare a ghettizzare i neri o investire in una società di pari opportunità?

            Io per ora vivo a Toronto, Canada, in un una grande parte di città a quasi totale predominanza di popolazione di colore.
            E un casino di asiatici.

            Tutti borghesi e imborghesiti.

            Per il semplice fatto che più o meno tutti lavorano.
            La maggior parte di loro sono grezzi, vedi certe bellissime ragazze con le unghie dei colori più improbabili e fanno lavori decisamente umili.

            Ma dal momento che sono pagati il giusto e il piatto caldo a casa lo procurano a nessuno sembra una buona idea rischiarlo.

            E non stiamo parlando di massacrarsi in fabbrica per una miseria, stiamo parlando di lavori magari pesanti ma pagati bene.

            E le cose sembrano andare bene.

            Detroit è diventata una terra di nessuno dopo che hanno chiuso le acciaierie, non prima.

          • Serindas

            Hai i link a qualche studio che dimostri che i neri subiscono pene più alte dei bianchi? Lo chiedo perchè io non ne ho mai trovati, e sarei curioso di leggerlo.

          • Laurelion

            Ovunque su internet, se non lo hai mai trovato è perché non lo hai mai cercato.

          • Serindas

            Sono abituato ai commenti sui siti di debunking, dove chi fa affermazioni porta anche le fonti, quindi pensavo tu avessi qualche link, viste le affermazioni importanti.
            Io trovai uno studio sulle pene comminate alle donne, mediamente minori a parità di reato, ridpetto a quelle comminate agli uomini.

          • Laurelion

            Io sono abituato a non riportare fonti contro i terrapiattisti.

          • Serindas

            Argumentum ad hominem senza nemmeno conoscermi, e sopratutto in risposta ad una semplice domanda. Complimenti vivissimi…

          • Laurelion

            Oh, mi da noia perdere tempo a portare fonti che ti basta googlare su firefox per essere riportate.
            Di contro, mi diverte sempre tantissimo vedere qualcuno che si indigna quando viene trattato con la giusta considerazione.

          • Serindas

            Ok, capito l’antifona, non perderò altro tempo. Sei uno dei tanti che non ha alcuna fonte valida e preferisce non farlo sapere.

          • Orazio Infrizzi

            Cazzate. Dire che “i neri delinquono più dei bianchi” equivale a riportare un SEMPLICE-DATO-STATISTICO.

            PUNTO

            La mia affermazione non è razzista ma è unicamente la rappresentazione più essenziale di un dato di fatto: i neri delinquono più dei bianchi.
            Stop.
            Fine.
            Il fatto che tu ci abbia voluto vedere del razzismo è solo perchè hai un pregiudizio che ti porta a vedere razzismo ovunque. Se avessi detto “i neri delinquono più dei bianchi perchè…” allora avresti potuto contestare la mia eventuale interpretazione razzista del fenomemo. Ma dato che io mi sono limitato unicamente alla descrizione del fenomeno senza fornirne alcuna spiegazione, tutto il tuo discorso si dimostra assolutamente superfluo perchè non è altro che una elucubrazione sul nulla. In pratica ti sei messo a parlare da solo.

          • Laurelion

            Sì, sì… Dimentico sempre che chi porta avanti questi discorsi di solito è un codardo.

            Se scrivi “i neri delinquono più dei bianchi”, senza aggiungere altro, il messaggio implicito che passa è “la sola discriminate è il colore della pelle”.

            Come dicevo è una tattica da codardi; il dire e non dire, riportare un fatto per poi negare le naturali conseguenze semantiche dietro l’aver riportato quel fatto.

            “Hai letto solo quello che volevi leggere, io ho solo riportato un dato statistico se poi ci vuoi vedere del razzismo sono solo cavoli tuoi” ecc… ecc….

            E’ per questo che molti movimenti “destrorsi” non hanno mai prodotto risultati concreti, non è che è la sinistra o i SJW siano avversari così temibili è solo che gli oppositori al 90% sono persone come te, vogliono una valvola di sfogo contro qualcosa che li terrorizza, non hanno il coraggio nemmeno di andare oltre le loro stesse affermazioni.

            Come ho scritto: se affermi “i neri delinquono più dei bianchi” stai riportando un dato incompleto, quindi falso, quindi unitle.
            Puoi scrivere la parola “punto” grande quanto vuoi, e con tutto il grassetto di questo pianeta, ma questo non toglie il fatto che sei un codardo e non meriti la mia attenzione.

          • Orazio Infrizzi

            Uuuuuh sembra che qualcuno qui si stia scaldando eh. Forse perchè ti sei accorto di aver fatto la figura del pollo? Mi spiace che tu sia una persona piena di pregiudizi e voglia vedere il razzismo anche dove non c’è, ma fattene una ragione: riportare un semplice dato di fatto non è razzismo. Non c’è nessun messaggio implicito nella statistica, il messaggio implicito lo vedono solo le persone limitate perchè si basano unicamente sui propri preconcetti e quindi sono portate a trarre sempre le stesse conclusioni univoche. Non c’è nessuna conseguenza naturale alla statistica, se credi che le conseguenze che tu personalmente hai immaginato siano naturali forse è perchè sei tu che naturalmente sei razzista e quindi naturalmente vedi un’origine razziale delle cose.
            Poi il tuo ragionamento secondo cui se un dato è parziale allora è falso è semplicemente ridicolo. Dire che il cielo è azzurro è un’affermazione falsa? No, è un’affermazione indiscutibilmente vera pur non specificandone l’origine fisica, esattamente come dire che i neri delinquono più dei bianchi senza aggiungere altro. Per risolvere un problema bisogna prima riconoscerne la sua esistenza, poi descriverlo in modo esaustivo e in fine ricercarne la causa. Questo è il motivo per cui i “sinistri” non producono mai risultati concreti: sono talmente assoggettati alla dittatura del politicamente corretto che, non solo non cercano le cause dei problemi, ma proprio si rifiutano di vedere i problemi perchè dire una qualsiasi cosa contro le minoranze, per quanto vera possa essere, è interpretata come razzismo. I veri codardi sono i perbenisti che non vogliono guardare in faccia la realtà perchè hanno il terrore di essere chiamati razzisti e quindi baciano continuamente il culo alle minoranze bollando come razzista qualunque cosa le metta in cattiva luce.
            “I neri delinquono più dei bianchi” è una provocazione e tu ci sei cascato con tutte le scarpe dimostrando così che quello che ho scritto è vero: la gente non ha più il diritto di dire la verità se questa va contro la dittatura del politicamente corretto (” che i neri delinquono più dei bianchi, che donne e uomini sono diversi, che l’islam è una religione intollerante”) e chi si osa farlo viene messo alla gogna come razzista dai benpensanti come te che partono subito all’attacco con torce e forconi. Se riportare un dato di fatto ti fa rodere il culo è un problema tuo.

          • Laurelion

            Sì, sì, sì… Come ho detto sopra: un codardo.
            Perché cerchi di farmi ripetere?

          • Orazio Infrizzi

            A corto di argomenti, vedo. Non mi sorprende, del resto come potresti mai ribattere alle verità inoppugnabili che ho detto? I neri delinquono più dei bianchi, e questo è un fatto oggettivo. Se la cosa ferisce i tuoi sentimenti puoi pure tornare nel tuo safe space a piagnucolare ma ciò non cambia il fatto che i neri delinquano più dei bianchi. E’ un vero peccato che tu sia così limitato dai pregiudizi da non voler vedere questa verità, negli altri commenti sembravi una persona intelligente ma evidentemente ti ho sopravvalutato. Il vero codardo qui sei tu che hai un terrore fottuto a dire pubblicamente la verità. Io invece non ho paura a dire che i neri delinquono più dei bianchi, l’ho appena fatto e continuerò a farlo anche se vuoi fighette perbeniste volete toglierci la libertà di dire le verità scomode che feriscono i vostri sentimenti.
            Poi, non capisco perchè ti brucia tanto il culo a dire che i neri delinquono più dei bianchi ma non ti lagni del sessismo quando dico che le donne non sono uguali agli uomini, o non ti lagni dell’islamofobiaquando dico che l’islam è una religione violenta . Com’è sta storia che “i messaggi impliciti” (cit.) funzionano solo dove vuoi tu?

          • Laurelion

            Lol xD

          • Orazio Infrizzi

            Sì, a corto di argomenti. Fai bene allora a ritirarti dalla discussione, così dopo aver già la figura del pollo almeno eviti di umiliarti ulteriormente.
            Stammi bene caro, tante care cose.

          • Laurelion

            “Guardatemi! Vi prego guardatemi! Perché nessuno mi guarda?! Guardatemi!!”

            Ok, ti darò la tua piccola dose di attenzione quotidiana perché mi sento generoso e vedo che ne hai un disperato bisogno.

            Ho argomentato più sopra ma qui non c’è discussione, ci sei tu che saltelli e preghi perché qualcuno ti consideri il che è tanto divertente all’inizio tanto quanto triste e deprimente alla fine.
            E’ evidente che non sei interessato alla discussione ma solo a fare caciara per sembrare quello duro tosto ed alternativo; che posso rispondere ad uno che si esalta e dice: “continuerò a dire verità scomode!!!” se non con un gigantesco:

            LOL XD

            Insomma, alla fine è come discutere di matematica con una persona che quando scrivi fx=y lui risponde ingoiando il gessetto e pisciandosi addosso guardandoti con aria di sfida.
            Non ce ne vedo il senso.

          • Orazio Infrizzi

            Se per te avere le allucinazioni e vedere del razzismo in una frase che non è razzista ma una semplice descrizione di un fatto reale significa argomentare, allora sì hai già argomentato a sufficienza.
            Finchè la discussione si riduce a un piagnisteo del tipo “questa affermazione è brutta e cattiva perchè io ci vedo del razzismo, quindi tu non hai il diritto di farla” allora direi che non sono per niente interessato alla discussione. Il che è un vero peccato perchè all’inizio ti reputavo una persona intelligente ma a quanto pare anche tu sei solo una povera vittima dell’indottrinamento del politicamente corretto. Con una persona che vede lo spettro del razzismo dietro ad ogni frase è ovvio che non può esserci un dibattito, perchè qualunque cosa tu dica lui ti darà del razzista e ti imporrà di censurare le tue affermazioni.
            Insomma, alla fine è come discutere di matematica con una persona che quando scrivi y = f(x) lui si mette a piangere dicendo che l’aritmetica è razzista e non puoi scrivere certe cose perchè feriscono i suoi sentimenti.

          • Piovra2

            “i neri delinquono più dei bianchi” è un’affermazione che non serve a un cazzo se non a trollare, è l’equivalente dialettico di quando da bambini tuo fratello ti arrivava con l’indice scaccolato a un cm dalla faccia urlando “NON TI STO TOCCANDO! VEDI CHE NON TI STO TOCCANDO? NON POSSO DARTI FASTIDIO, NON TI STO TOCCANDO”

          • Orazio Infrizzi

            Certo, è chiaramente una provocazione che fa indignare le passerine politicamente corrette, come il caro Laurelion ci ha dimostrato ampiamente. Ciò non toglie tuttavia che sia innegabile che i neri delinquano più dei bianchi perchè così dimostrano le statistiche (https://www.channel4.com/news/factcheck/factcheck-black-americans-commit-crime), e la gente ha tutto il diritto di dire la verità anche se questa fa rodere il culo a qualche stronzo benpensante. I SJW invece vogliono censurare qualunque cosa possa ferire i sentimenti delle minoranze e toglierci così la libertà di esporre non solo le opinioni ma proprio i fatti, e non so voi ma per me questo è inaccettabile in uno Stato democratico. Questo è uno dei motivi per cui un incompetente come Trump è riuscito comunque a vincere le elezioni, perchè le persone comuni ne hanno piene le palle di questa dittatura del politicamente corretto.

          • MrCapra

            Non serve che il razzismo sia esplicitato scrivendolo nero su bianco (scusa il gioco di parole). Se fai un sito di news a tesi, cioè dove sai in partenza quali saranno le conclusioni di tutte le notizie, il razzismo si vede.
            Breitbart non si schiera contro l’Islam nello stesso modo in cui fa Sam Harris. uno vede nell’Islam una strutturata minaccia alla libertà di pensiero, gli altri una minaccia al mondo WASP, nel quale concedono invece alle chiese dei bianchi di essere oppressive quanto vogliono.
            Un esempio più vicino a noi è Salvini. Inventa anche molte notizie, ma tendenzialmente la maggior parte dei suoi attacchi su facebook partono da cronaca reale. Fatti, per dirla come la dici tu. Ora, nessuno spero sostenga che gli immigrati non delinquono, si sostiene di solito che delinquano quanto la popolazione di origine (di solito è simile alla popolazione indigena se immigrano solo maschi in età da lavoro, meno, nei paesi in cui è facile fare il ricongiungimento familiare, per una quesitone statistico-matematica, più che etnica o politica). Quindi esiste sicuramente, a cercarla almeno, una denuncia al giorno di un crimine di un immigrato, e per fare il politico su facebook ti bastano quindi 365 (anche meno) reati denunciati per fare il tuo bombardamento.
            Salvini è razzista anche se non dice mai espressamente che i neri delinquono in quanto neri, perchè è da quell’idea che parte, a quell’idea arriva e quell’idea promuove, ignorando completamente di contestualizzare la notizia a livello statistico.
            Salvini non concede al nero/marrone/immigrato spiegazioni sociologiche, caratteristiche di umanità simili al bianco: il nero deve essere perfetto, per avere un diritto; basta un errore del singolo e il bianco può colpire lui e i suoi simili.
            La destra ha un sacco di idee importanti, in economia, politica interna ed estera. La alt-right convoglia della rabbia (su singoli episodi) non del tutto ingiustificata. Ma rimane la solita melma ipocrita

          • Orazio Infrizzi

            Non è esattamente la stessa cosa. Perchè Salvini usa notizie, spesso alterate o proprio false, per poi arrivare alla conclusione “i negri devono tornare a casa loro”. Breitbart invece riporta solo la pura notizia senza aggiungere considerazioni personali. Ora, anche senza scriverlo esplicitamente risulta comunque palese quale sia il messaggio che vogliono veicolare con le loro notizie, ma è comunque innegabile che il modo di agire di Salvini e quello di Breitbart non siano sullo stesso livello. Uno è proprio becero populismo da quattro soldi, l’altro è giornalismo di parte, ma pur sempre giornalismo.

        • Lorenzo Fossi

          Uno dei leader dell’altright é Vox Day o Theodore Beale all’anagrafe. É mezzo nativo americano e mezzo messicano.
          Ce n’è parecchi come lui.
          Chiaramente la CNN gli da del suprematista bianco.
          Questo perché i media sono un circo e fa più notizia “CI SONO I NEONAZI OVUNQUE!” di “c’è gente incazzata per ragioni serie. Parliamone.”
          É come quando i Lefevbriani dicono che i media mentono su di loro, ma quando i media fanno passare Francesco che gli sta sul cazzo per un sessantottino modello, sono tipo la voce stessa di Cristo in terra.
          Oppure, per parlare di charlottesville, É come quando la sinistra fa una manifestazione e tutti gli atti violenti sono ovviamente colpa di gente venuta per far casino al soldo della pula; quando la destra fa una manifestazione erano neonazi (che poi vorrei capire secondo che logica il ‘partito nazional socialista dei lavoratori tedeschi’ sarebbe stato di “destra” ma vabbè).

          • MrCapra

            condivo il pensiero che l’informazione sensazionalista faccia danni, il resto no.
            Sono dell’opinione che i tuoi antenati non ti forniscano uno scudo dall’accusa di razzismo (vale anche per i neri americani, aver avuto i progenitori schiavi non vuol dire che ora vale tutto).
            Non so cosa tu intenda con fascismo/nazismo, per me è un sistema di pensiero, un modo di intendere il mondo totalitario, antiliberale e irrazionale. In maniera diversa questa forma mentis la riscontro in tanti ambienti e da ognuno sono spaventato: parte del mondo islamico, parte del mondo dell’attivismo lgbt e femminista, le varie destre nazionaliste, i grillini.
            Non ho bisogno di aspettare i campi di concentramento, se qualcuno marcia per strada con l’idea che un’altra etnia/sesso/religione sia il problema, io mi oppongo. Non mi interessa quanto possano essere arrabbiati.

          • Lorenzo Fossi

            “Sono dell’opinione che i tuoi antenati non ti forniscano uno scudo dall’accusa di razzismo (vale anche per i neri americani, aver avuto i progenitori schiavi non vuol dire che ora vale tutto).”
            Condivido,non capisco cosa di ciò che ho detto ti faccia pensare che non lo faccia. A Vox Day viene detto che é un SUPREMATISTA BIANCO non semplicemente un “razzista”, nel senso qualcuno che,in questo caso, consideri Messicani e Indiani d’America superiori e/o odii gli altri, cose che comunque lui non crede.

            “Non so cosa tu intenda con fascismo/nazismo, per me è un sistema di pensiero, un modo di intendere il mondo totalitario, antiliberale e irrazionale”
            No, fascismo e nazismo sono ideologie precise con idee precise. Nazionaliste e Identitarie a livello sociale e socialiste a livello economico.
            Condivido sul fatto che il fascismo sia totalitario, anti liberale e irrazionale:Per questo mi scoccia essere messo a forza nello stesso club allargato sebbene non abbiano niente a che fare con me ideologicamente e caratterialmente.
            Finché lo fanno i media pazienza, tanto mentono sempre e sempre mentiranno, e fa parte del “crescere” il cercare di fruire le informazioni che offrono senza bersi insieme le mistificazioni. Quando sento gente normale che se la beve mi girano.

            “le varie destre nazionaliste,”
            Per tutti gli altri hai specificato “parte delle”. Vedi di che parlo?

          • MrCapra

            -Puoi avere le origini più disparate ed essere suprematista bianco. Il problema del razzismo è proprio la sua ascientificità e irrazionalità.
            Non esistono ‘i bianchi’, è proprio l’argomento principale contro il suprematismo bianco. Gli italiani sono bianchi? Gli indiani sono neri? I cinesi sono bianchi? gli egiziani sono neri? gli anglosassoni sono bianchi a sufficienza? o bianco è solo dalla Danimarca in sù? (scusa la reductio ad Hitlerum) Hitler non era antisemita perchè ha sposato un’ebrea?
            Il suprematismo è sempre contestuale e relativo, non è mai assoluto.
            Nel caso americano essere suprematista significa appoggiare idee e politiche basate sulla convinzione che i discendenti degli anglosassoni siano superiori ai discendenti degli schiavi. E Vox Daily ci cade a pieno in questa categoria. Non importa quanto sia ben mascherato e reso politicamente corretto il tuo credo, per esempio nascondendosi dietro statistiche che sembrerebbero darti ragione.
            -nemmeno per i grillini ho specificato. Forza Nuova non è Alleanza Nazionale. Se la minaccia ai principi liberali fa parte dell’impalcatura ideologica alla base del movimento, chi ci aderisce deve sapere cosa supporta. Se non lo sa o non lo capisce, per me diventa doppiamente pericoloso, non metà pericoloso. Diceva uno, di temere più lo stupido del cattivo: il secondo ha dei limiti, il primo no.

          • Lorenzo Fossi

            “-Puoi avere le origini più disparate ed essere suprematista bianco”
            Quindi secondo te Vox Day é un “non bianco” (concordo con te e con lui sul fatto che le definizioni di bianco ispanico e nativo in voga negli Stati Uniti fanno ridere i polli; il punto é che egli stesso non si considera americano a causa delle sue origini) che crede che i bianchi siano superiori a lui.

            “Nel caso americano essere suprematista significa appoggiare idee e politiche basate sulla convinzione che i discendenti degli anglosassoni siano superiori ai discendenti degli schiavi. E Vox Daily ci cade a pieno in questa categoria. ”
            Letteralmente vai sul suo blog e leggi un post a caso.
            Anzi sai che? Inizia da questo: https://voxday.blogspot.it/2016/08/what-alt-right-is.html?m=1
            Per inciso personalmente sono in forte disaccordo col punto 7 e un vago disaccordo con parecchi altri punti: la sua fede nel famoso test dell’IQ é pseudoscienza farlocca, per esempio.
            Questo però non ci riguarda nella conversazione attuale. Faccio solo notare che é in disaccordo quasi totale col nazismo e il fascismo ideologici propriamente intesi: stato nazionale isolazionista monoetnico vs lebensbaum, economisti austriaci vs socialismo nazionale etc.
            Se chiami lui suprematista bianco allora devi chiamare qualsiasi identitario suprematista bianco, e me, e probabilmente tuo zio o qualche altro parente.
            Se chiami lui “nazista” allora la parola nazista non vuol dire un cazzo, e la maggioranza dei manifestanti di charlottesville erano molto più moderati di lui.
            Dando retta ai media in questo uccidi il dialogo, e ci metti su una strada schifosa che nessuno vorrebbe percorrere.

            “Non importa quanto sia ben mascherato e reso politicamente corretto il TUO credo, per esempio nascondendosi dietro statistiche che sembrerebbero darTI ragione”
            Spero ti non stia parlando di ME in quanto “seguace” di Vox Day perché non concordo affatto con lui su molte cose. Semplicemente se mi dici che é un suprematista bianco mi oppongo perché è impossibile e se ti ostini a caratterizzare quello che sta succedendo in America come “nazi da una parte e antinazi dall’altra” non starò zitto a fartelo fare perché è falso.
            Sul politicamente corretto: ridicolo. Uno prende di nazista perché ha osato dire che magari le pressioni raziali ed economiche negli Stati Uniti ed in europa sono state gestite male, ed ora il suo é politically correct?

    • Non posso né voglio parlare degli Stati Uniti. Non ci vivo, se Dio vuole non ci andrò mai e abbiamo culture e idee troppo diverse perché io mi metta a farlo. Io sto facendo domande, prendendo il caso di ‘sto Petercoso per dire che forse, reprimere e scendere al loro livello non è la soluzione. E forse, dato che schiacciare gli Alien non serve, sarebbe il caso di cercare la regina e provare a capire cosa li genera. Non quali ragioni hanno. Perché non ne hanno.

      • E questo vale per tutti gli estremismi, perché stanno diventando tutti pericolosamente simili, in occidente.

      • Dario Emorroi

        Il fatto che tu personalmente non lo sappia, non significa che nessuno lo sappia. E non significa che la gente che fa public shaming su Twitter non lo sappia. Sono d’accordo con te che il public shaming possa avere effetti contrari, ma non lo appiattirei a “gente che sbraita”. Esattamente come vuoi vedere i dettagli del fenomeno nazismo, cerca di vedere i dettagli di chi fa public shaming. Ce ne sono diversi modi – alcuni orribili, alcuni accettabili, alcuni utili, alcuni no.

  • Pietro Gallo

    Come fai a discutere con chi non vuole discutere?

  • Tendenzialmente il nazismo pasce dove le pance sono vuote e la sperequazione sociale diventa sempre più ampia e intollerabile.
    L’assolutismo in genere parte da qualcuno che si approfitta oltre ogni limite umanamente sopportabile della debolezza di qualcun altro.

    Linciare la gente sui social in questo è l’emblema 2.0 della guerra fra poveri, il nuovo sport di distrazione di massa con il quale coprire il tema di fondo, e cioé che è la politica economica prima di ogni altra cosa a stare miseramente fallendo.

    Ci dissero che il modello capitalista avrebbe reso tutti più ricchi e felici, sono lustri che abbiamo capitalismo sempre più sfrenato, aziende che hanno liquidità pari al PIL di stati di dimensioni ragguardevoli (e idealmente se li potrebbero comprare per intero), Neymar a 220 milioni, e intanto la disoccupazione sale serena insieme ai voti di Salvini.

    La risposta è dentro di noi come collettività.
    Qualcuno sta fottendo il popolo a sangue, e nel mentre il popolo è diventato troppo insensibile per protestare o avere reale coscienza di sé. O recuperiamo il concetto di collettività come qualcosa che va regolamentato e difeso (il diritto del lavoratore come quello del clandestino sul barcone), oppure il tutto si terminerà da solo. Nel modo in cui di solito si termina da sola una situazione insostenibile nella storia dell’umanità… 😀

    Love.

    • Tutto impeccabile. Grazie, Beho. Credo ci sia altro, ma che questi siano punti indiscutibilmente veri.

      • NicolaGrittini

        Seriamente?
        “Un modello capitalista non obbliga ad utilizzare una fraudolenta moneta di stato”, cioè non è mai esistito il capitalismo tra la fine del baratto e l’invenzione dei BitCoin? Giusto per citare la perla più bella della conversazione.
        Nebo, questa è gente che ancora non si è ripresa dalla scoperta che le teorie complottiste sul signoraggio erano bufale. Oppure gente che ha scoperto l’esistenza del Partito Libertario USA come alternativa yuppie ai sostenitori nostrani di Sanders e si è fatta prendere la mano. Una moda, insomma, come Sanders.
        Non prenderli sul serio, non è il caso

    • Dusty

      > Ci dissero che il modello capitalista avrebbe reso tutti più ricchi e
      felici, sono lustri che abbiamo capitalismo sempre più sfrenato,

      Possono dire quello che vogliono, ma il nostro assolutamente schifoso modello economico in cui siamo immersi fino alle orecchie è quanto di più socialista e meno capitalista che sia possibile ipotizzare.

      Un modello capitalista non obbliga ad utilizzare una fraudolenta moneta di stato (€, $ e compagnia), non richiede esose tasse anche per respirare, così come una tale quantità di burocrazia da rendere assolutamente impossibile lavorare e creare ricchezza per sé e per gli altri.

      Posti in cui c’è un po’ meno socialismo ed un po’ più capitalismo (quindi più libertà) mostrano risultati decisamente diversi: confrontare la Svizzera ad esempio.

      Le buone notizie sono che la vita di questo modello marcio nel midollo sta volgendo al termine, le brutte sono che prima di morire porterà con sé miseria e distruzione, per cui è bene cautelarsi in tempo.

      Un modo può essere quello di uscire dall’€ e cominciare a mettere da parte cryptovalute come Bitcoin e Bitcoin Cash.

      • Non definirei esattamente “socialista” un modello (l’euro, in particolar modo) il cui concetto di fondo consiste nel prendere a calci in culo il lavoratore per fare austerity (per alcuni) con cui al massimo pagherai il surplus (di altri) ma non certo uno “stato sociale” che protegga i deboli o i poveri.

        Anche in paesi stanno economicamente alla grande (Germania) il popolo beneficia ben poco, perché il concetto di fondo è che per essere competitivo devi strangolare il costo del lavoro, esportare molto più di quello che importi, e sostanzialmente affamare i tuoi poveri e i tuoi vicini per fare cassa.

        Il modello capitalista “versione global 2.0” passa per l’idea che sia il capitale (cioè di fondo l’iniziativa individuale dell’imprenditore) a guidare tutti verso un mondo migliore. Bello. Peccato che il capitale interpreti il mondo migliore, o se vuoi il mercato globale, come un gioco al ribasso in cui ci guadagna sempre e solo il capitale.

        Siccome ora si compete coi Cinesi (e fa niente se i Cinesi a conti fatti per ora stanno ancora in Cina, “se arrivano sono come le cavallette, siamo fottuti signora mia”), allora l’unico movimento sano è quello che cinesizza il costo del lavoro occidentale, invece che quello che da maggiori garanzie (ed alza i costi) ai cinesi. Cioè quello che il costo del lavoro continua ad abbassarlo, avvantaggiando (guarda caso) il capitale ed aumentando la sperequazione sociale. Cioé creando esattamente il tipo di terreno e di clima di folle guerra tra poveri che l’amico Niebbo denuncia come incomprensibile e destinato ad arrivare al nulla.

        La libertà ha un costo, che è poi quello che serve per riempire le pance e a renderle capaci di disquisire sulla libertà stessa. Dove il disegno teoricamente liberale poi porta nel pratico ad affamare la popolazione mentre Neymar si scambia al ventuplo di quello che era costato Maradona non c’è nessuna libertà. Ci sono i ricchi (liberissimi) e i poveri (che possono e devono solo farsi in culo).

        In tutto questo non attaccherei il concetto di “socialismo” (intesa come difesa dello stato sociale), perché è *lo stato sociale* che viene pagato dalle “vecchie” orride tasse (le pensioni, la sanità) che sta evitando, o ritardando, l’esplosione. Mi incazzerei piuttosto con le nuove “bellissime” tasse dei liberali tipo Monti, che allo stato pagano giusto le banche e l’euro, e nel mentre affamano il popolo.

        Concordo invece con l’entusiasmo per il bitcoin. Figata. Ma occhio alle bolle… 😀

        Ciao!

      • Blink

        VADE RETRO TROLL

      • Abibobe

        AHAHAHAHAHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHAHAH.
        Investire in BitCoin? Sul serio?
        AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA

        • Dusty

          Vero, il valore è troppo volatile: crasha verso l’alto 😀

      • Lorenzo Fossi

        Hai letto “human action” di Mises? Ti sarebbe utile.

        • Dusty

          Letto, insieme a molti altri della Scuola Austriaca: è grazie a quelli che ho valutato positivamente Bitcoin.

          • Lorenzo Fossi

            Nel deserto Keynesiano che è l’Europa di oggi fa piacere trovare qualcuno che ha letto gli stessi tuoi libri!

        • Laurelion

          Si è sempre bello vedere gente uscire insieme per la terapia di gruppo..

          • Lorenzo Fossi

            Leggitelo e torna quando avrai idea di cosa stai parlando.

      • Micky

        Ahime mi sono svegliato tardi. Solo da pochi mesi sto investendo in criptovalute. Sigh 🙂

    • Damiano Bluto Lanzoni

      Ho visto solo adesso il tuo intervento.

      “Tendenzialmente il nazismo pasce dove le pance sono vuote e la sperequazione sociale diventa sempre più ampia e intollerabile.”

      Il problema è che in realtà oggi in Italia le pance non sono vuote. È vero ci sono problemi e c’è gente in difficoltà ma la stragrande maggioranza degli italiani la pancia piena ce l’ha e vive con un tenore di vita che il 90% del resto del mondo si sogna.
      È questo il dramma, c’è gente che si “butta a destra” perchè su Facebook ha letto che l’Italia è alla fame.

  • Nebo, parli di capire il fenomeno. Eccoti un poco di food for thought. Qui in UK basta che una femmina isterica ti denunci alle risorse umane per “sexual harassment” e sei fottuto, soprattutto se e’ indiana o musulmana. Tale cosa avviene anche in assenza totale di prove e anche se non e’ avvenuto alcun contatto fisico. Basta che lei dica che tu le hai fatto una battuta maschilista o un avance sessuale verbale. Non sto scherzando, conosco gente che e’ stata licenziata in tronco con referenze pessime solo dietro la parola di una che che voleva favorire qualche suo compare dello stesso colore o della stessa religione. Se ci fosse un candidato credibile di destra estrema io LO VOTEREI pur di non trovarmi piu’ di fronte a questa merda. Ora rispondi, Nebo, questo lo classifichi come droga, psicopatia, psicofarmaci, paura, stupidità e fanatismo?

    • Lo classifico come un esempio, concreto, di ingiustizia che pone le fondamenta per estremismi. E di cui non parla nessuno. Ma che produce e fa fermentare l’estremismo. Grazie.

      • Grazie a te per l’ottima risposta, estremamente razionale. Un sinistrato avrebbe urlato “FASCIO DI MERDAAAA!” o avrebbe cancellato il post. Conosco varie persone che sono state portate verso la destra da queste ingiustizie. Non so se quelle storie siano gia’ arrivate in Italia, manco da molti anni.

        • Secondo me è un bel passo avanti verso una risposta interessante. Perché nasce l’estremismo? Dove? Come? Si può fare qualcosa? Se ne può parlare? Una storia come quella che hai raccontato non è mainstream, ma è IMPORTANTE. Per me, almeno. Perché credo faccia capire come ci si può sentire in certi ambienti. Ed è qualcosa.

          • C’e’ poco da capire. Questi fenomeni della political correctness e degli SJW sono stati fatti partire da gente il cui nome e cognome sono facili da trovare. Avranno avuto i loro motivi. A me interessa soltanto pararmi il culo e sopravvivere: posto anonimamente, in RL faccio la parte del sinistrato moderato, e aspetto che l’UKIP o l’EDL riescano a mettere in campo un candidato decente e presentabile per votarlo. C’e’ poco tempo da perdere con i pipponi filosofici quando la tua sopravvivenza e’ in pericolo. Non credo proprio che la storia di Barbie Xanax abbia migliorato la tua situazione economica. Anzi, non capisco tutta questa tua volonta’ di capire, quando e’ chiaro che non c’e’ un ben niente da capire. Io al posto tuo sarei diventato letteralmente un nazista e avrei cominciato ad auspicare il ritorno delle donne alla schiavitu’ casalinga e ai matrimoni combinati a 15 anni.

          • Vabbè, tutti i maschi auspicano il ritorno delle donne alla schiavitù della cucina, ma oramai è andata, bra’.
            Quello che m’interessa è capire tutte quelle cose che a te sembrano di poco conto o scontate. Da come scrivi sembri vivere una doppia vita per paura di ritorsioni. Da quando è iniziata, quest’atmosfera? È sempre stato così?

          • Sono emigrato in uk nel 2011 e una delle prime cose che mi hanno detto é stata: “learn to bite your tongue here”. Ho visto gli insegnanti letteralmente terrorizzati dalle studentesse e dai musulmani. Ho visto ingiustizie tremende in nome della equality e diversity. Non so da quanto era cosí in uk, e non so come è ora in italia

          • Nel 2011 eri moderato? Avevi idee diverse? Ti ricordi un momento in particolare in cui sei/è cambiato? Mi sembra di capire che senti il peso di ingiustizie e disparità. Hai un punto di riferimento tipo “lì andava bene”?

          • Nel 2011 non ero mai vissuto all’estero e non conoscevo la situazione, quindi ero molto più moderato. Leggevo degli SJW e della political correctness, ma non l’avevo mai vista di persona e mi sembravano esagerazioni o satira. Pensavo che fossero situazioni esagerate in ambienti particolari, e che in generale fossero cose che non mi avrebbero mai toccato. Non sono cose che si possono capire senza esserci vissuto in mezzo. In tempo niente sono passato dal “moderato” al “criptonazista”. Sono il peggiore nemico possibile per la “sinistra” SJW, perchè invece di partecipare alla manifestazione e farmi rovinare la carriera, faccio la parte del moderato e aspetto che il nuovo Hitler si presenti in politica per votarlo.

            Una cosa che mi è rimasta impressa è stata il notare che gli insegnanti erano letteralmente terrorizzati dai musulmani. Gli studenti musulmani si comportavano come maiali, e i professori facevano di tutto per servirli e coccolarli dato che sapevano che un report per comportamento razzista gli avrebbe rovinato la carriera. Ho visto una ragazzina fare cagare sotto un professore che le chiedeva di smettere di chattare col cellulare in classe, semplicemente dicendogli “Ti denuncio per sexual harassment se non mi lasci in pace.” Ovviamente ha preso il massimo dei voti senza avere neanche consegnato un assignment.

          • Qui in UK abbiamo avuto il problema di branchi di musulmani del Pakistan che si organizzavano per violentare ragazzine della classe povera inglese. Ora stanno cominciando a venire fuori, ma per molti anni i paki hanno stuprato impunemente, perchè denunciarli era “razzistaaaaaaaaa”. I poliziotti e gli assistenti sociali che provavano a denunciare finivano con la carriera stroncata a fare i corsi di “sensitivity training” per curare le loro tendenze razziste. Molti si sono incazzati tanto, veramente tanto, ma secondo me sono molti di più quelli che hanno fatto come me, ossia incazzarsi in silenzio e prepararsi al peggio. Si vedrà alle prossime elezioni, sempre che quei coglioni dell’EDL/UKIP riescano finalmente a presentare un candidato che non somigli a un collage tra Renzo e Umberto Bossi.

          • Alessandro Guarda

            Fatemi capire, mi state dicendo che quello che si vede in questo video si avvicina alla realtà?
            https://youtu.be/iKcWu0tsiZM

          • Cristo.

          • Laurelion

            Qualcosa di simile l’ho intravisto qui in Canada.
            A parte il discorso sull’Islam che, attirandomi uno shit storm epico, effettivamente sempre di più mi si presentano come il nuovo nazismo che ha avuto il colpo di genio di farsi passare per vittima, esempi di questo tipo li ho visti anche qui.

            Sì va sempre oscillando, ho conosciuto ragazzi islamici il cui concetto di religione si avvicinava terribilmente al nostro, vado in chiesa la domenica ma frega cazzi; esempio: si chiacchiera tra coinquilini, il ragazzo africano fa: ecco c’era questo mio amico molto intelligente ma molto religioso io e il ragazzo islamico diciamo quasi contemporaneamente “ma se è religioso come fa ad essere intelligente” e ci diamo il cinque. Non mangia il maiale alla stregua di quanto un cattolico non mangia carne il venerdì. Non segue il ramadan da anni, per dire.

            Di contro nell’università canadese vicino a dove sto io e meta dei miei vagabondaggi notturni ho trovato questi:
            https://uploads.disquscdn.com/images/8db08a43a36bae49cc8d4f31bf258074680f3ebbb0b8c2d2e07c31fdf7b8227f.jpg

            Il contenuto di questi volantini può essere solo classificato come “Oltre Il Male”

            Nessun timore di passare per razzista o fascista, quello che c’è scritto qui dentro è puro male, il peggio che la merda umana possa concepire. Puoi pubblicarla, ma per me sei alla stessa stregua di chi pubblica volantini su come sia giusto scoparsi i bambini.

            Nessuno ne parla.

            Il fatto che in un università statale volantini pro burqa totale siano liberamente distribuiti (anche se lontano dalla vista diciamo) ti fa capire quanto possibilmente la situazione sia compromessa.

            Tu pensa di essere un paciocoso abitante del nord america, ti definisci di destra perché credi ancora nel libero mercato e di poter fare soldi con la giusta idea, sogni la terra delle infinite staccionate bianche e delle torte di mele e dopo 8 ore di turno in fabbrica non hai proprio voglia di aprire un libro di economia che poi, comunque, anche se finissi per capire il libro alla perfezione ti ritrovresti a non capirne un cazzo comunque nel mondo reale.

            Poi le fabbriche chiudono una dietro l’altra, i debiti con banche ed istituti di credito crescono, ti senti scivolare la terra letteralmente sotto il culo e in tv vedi solo gente che piange per i poveri immigrati, le minoranze etniche e di quanto il popolo bianco debba sempre chiedere scusa per i suoi peccati.

            E poi per strada trovi volantini come questi.

            A questo punto cosa fai?

          • Orazio Infrizzi

            Condivido ogni cosa che hai detto. Dare del redneck suprematista a tutti gli elettori di Trump e liquidare così la questione con “punch the nazi” è la via più facile. Cercare invece di confrontarsi con gli avversari per capire cosa li ha portati a fare certe scelte è più difficile.
            Uno si spacca il culo dodici ore al giorno per mantenere i suoi quattro figli e poi trova un hipster del cazzo coi capelli viola che gli fa la lezioncina sul fatto che lui debba sentirsi in colpa in quanto provilegiato essendo bianco. Dall’altro lato invece trova un pacioccoso uomo arancione che gli promette di migliorare le condizioni della working class. Per chi simpatizzerà alla fine il povero operaio?

            PS: non preoccuparti, chi ha anche solo mezzo cervello funzionante non ti darà del fascista per la tua legittima critica all’islam.

          • Lorenzo Fossi

            “ma se è religioso come fa ad essere intelligente”

            Sei il problema, non la soluzione.

          • Si, con le differenze che i ragazzi con problemi genetici certificati vengono tenuti separati ed educati nelle “special education class”, e che l’insegnante non ti fa il discorso dei punti di privilegio davanti ma lo applica di di nascosto. E’ un cazzo di incubo orwelliano.

          • È una storia agghiacciante. Ma in classe non c’erano testimoni? Nessuno ha detto niente?

            Comunque, in effetti, io non vivo in Inghilterra. Mia sorella ha vissuto per un po’ a Soho, ma è tornata a casa perché dice che tirava una bruttissima aria, tipo da guerra civile.

          • C’erano tanti testimoni. La maggior parte di loro si è stata zitta per timore di finire male (la preside era una pazza femminista isterica con la misandria, per lei il maschio ha automaticamente torto). I cuck sinistorsi invece ridevano ed erano contenti perchè era una cosa “so progressive”. A quanto mi hanno detto altri in privato, scene così sono comuni.

          • Lorenzo Fossi

            “non c’erano testimoni?”
            Temo tu non abbia molto chiaro come funziona la cosa. Hai presente la STASI? Loro lasciavano un sacco di testimoni. Ma nessuno diceva nulla.

          • (Scusa se pare un test a punti)

          • El kelev

            Tutti no: a me piace cucinare e non piace essere costretto a mantenere una persona, anche se dotata di topa. Meglio se le donne lavorano, così c’è più ricchezza anche per me.

    • MrCapra

      Racconti una grossa ingiustizia e ci sono un sacco di altri esempi, banalmente il diritto matrimoniale.
      Ma applicando la tua logica a tutti, i neri hanno pieno diritto di bruciare le macchine e fare rivolte di giorni in America e le donne hanno diritto ad essere nazi-femministe, perchè magari non le dicono tutte giuste, ma i maschi bianchi hanno passato il limite (con annesso esempio e domanda retorica su droga, psicopatia,etc..)
      Non so, non nego il problema, ma non mi pare tu abbia la soluzione

      • Non hai capito un cazzo.

        Non sto dicendo che le ingiustizie del passato fossero buone. Sto dicendo che voglio vivere in una società dove una femmina ignorante non mi possa passare davanti solo per le “quote rosa”, dove un musulmano che non sa manco accendere un computer non mi passi davanti data la “diversity” e dove una banda di stupratori pakistani non abbia la libertà di stuprare le ragazzine solo perchè “denunciarli è razzista e noi bianchi abbiamo tante colpe”. Se l’unico modo per ottenere una società simile è votare la versione inglese di Trump, allora lui avrà il mio voto.

        • Il che è sacrosanto.
          Domanda (e giuro che non è provocatoria, sono serissimo): ti sta più sui coglioni che una persona ti passi davanti perché non se lo merita, o perché è diversa da te? Donne, stranieri, etc.? Sul serio, non voglio litigare o provocare.

          • Figurati. Se mi passa davanti uno migliore di me non ho niente da dire, anzi vuol dire che quel posto era troppo per me e che non avrei lavorato bene. Mi incazzo se mi passa davanti quello che non se lo merita, e poi devo essere io a fare il lavoro che lui non sa fare e a riparare alle sue cazzate perchè “Equality and diversity!” Ti ricordo che qua io sono straniero, e faccio un lavoro che molti brit non sanno fare. La meritocrazia mi sta bene, ma deve valere per tutti senza scorciatoie.

          • Messa così sembra il problema non siano gli ebrei, i musulmani o le donne. Il problema, da come la metti tu, sono i bianchi che lasciano passare ingiustizie e fomentano un clima di disparità. Il nazismo colpirebbe gli unici che c’entrano solo per inerzia. Un genocidio rimuoverebbe l’oggetto, non la forza che lo sposta. Dopo un po’ si ricomincerebbe tutto da capo.

          • Il problema sono i cuck traditori col complesso di colpa che fomentano questo stato di cose perchè odiano la loro stessa razza. Sono loro che si meritano di essere messi al muro. Per cortesia, smettila di provocarmi parlando di ebrei. Non sono uno di quegli antisemiti sbavanti che conosci, e non mi farai apparire come uno di loro.

          • Non volevo assolutamente farlo, scusami. È che nazismo/antisemitismo di solito van di pari passo. Ok, preso atto che ebrei e minoranze non c’entrano, il punto sono i bianchi smidollati.

          • E’ una tattica vecchia da parte dei sinistrorsi, ossia provocare quello di destra fino a che non dice qualcosa di antisemita, e poi puntare il dito su quell’unica frase che ha pronunciato per farlo apparire come un antisemita sbavante e ignorante. Tale tattica funziona bene nei dibattiti televisivi, anche per colpa della natura bestiale della maggior parte degli esponenti della destra. Ho visto gente che aveva un sacco di cose sensatissime da dire, ma che faceva la figura del forzanovista sbavante perchè cascava in questo tranello viscido.

          • Beh, togli quella roba, era una semplificazione. L’ultima cosa che voglio è provocarti. Anzi, voglio proprio l’opposto. Non siamo in un dibattito tv, non voglio né m’interessa fare giochini retorici per incasellare l’interlocutore e strappare applausi. Siamo nel mio blog e tu puoi dire tutto quello che ti pare, incluso insultarmi. Detto questo: cosa ti aspetti che faccia, il nuovo Hitler? E per nazismo, cosa intendi? In che modo ti toccherebbe?

          • Su questo preferisco non rispondere. Ormai non siamo più nell’internet libera dei primi anni, ma in una internet distopica dove tutto quello che scrivi viene conservato per anni a disposizione delle autorità e usato come arma per screditarti o distruggerti la carriera. Che ne sappiamo se tra qualche anno finisco in un processo contro un ebreo, un musulmano o un sinistroide, e le autorità usano un mio post vecchio di anni per dimostrare che sono solo un antisemita/antiislamico/fascistone violento e che quindi ho automaticamente torto? Non dico che tu vada a venderti le informazioni, dico che tutti i commenti vengono conservati per anni in un database accessibile alla “polizia politica” a insaputa del webmaster. Anche quelli cancellati.

          • Come dicevo prima, se si presentasse qualcuno che promettesse in maniera credibile di smantellare la Political Correctness, io lo voterei. Ciò rientra nei diritti del cittadino e non posso essere perseguito per avere detto ciò. Sul resto, non posso pronunciarmi qui, mi dispiace. Ormai viviamo in una società degna di 1984, ma con i popup porno.

          • Hmm. D’accordo. Mi dispiace, però. Passi mai in Italia? Potremmo parlarne in privato? Ti sentiresti più tranquillo?

          • No, no e no. Un sito come il tuo ha tanto traffico ed e’ sicuramente controllato dai nostri amici della DIGOS, probabilmente a tua stessa insaputa.

          • D’accordo. Stesso discorso anche con le email?

          • Sarei onorato di avere una discussione personale con te. antarescartomante al gmail punto com

          • Alessandro Guarda

            Cortesemente, la pianti con sto “sinistrorse”? Visto che parli come uno che non ha la più pallida idea di cosa sia la sinistra e ti limiti ad accorparli a quella mandria di pirla estremisti che “spaccano tutto” alle varie manifestazioni inutili in favore dei vari minchioni che tirano estintori contro forse dell’ordine?
            Grazie.

          • LOL, so bene che questi aborti che girano per ora sono solo un orrenda caricatura dei vecchi ideali di sinistra, ma ormai la “sinistra” e’ quella. I vecchi ideali di sinistra non se li caga piu’ nessuno, ormai sono tutti per il multikulti e la sx petalosa dalemiana.

          • Alessandro Guarda

            Non esattamente, io e qualche mio amico rappresentano la smentita a quello che hai appena scritto. Per quelli come me ed altri che conosco essere “di sinistra” non significa “bandiere francesi in dissolvenza sulla foto” e “tutto è permesso”. Al contrario significa pari opportunità alla partenza (della vita, della scuola, del lavoro…) in cambio di impegno e serietà, dignità, rispetto delle regole (per TUTTI), aiuto ai più deboli (che vogliono impegnarsi, non usato per scusare i fancazzisti come spesso accade con i sindacalisti).

          • Alessandro, tu e i tuoi amici sarete pure persone col cervello funzionante, ma siete in cinque. Guarda chi c’e’ tra i partiti di “sinistra”: animalisti pazzi, multikulti che sembrano usciti da una vignetta di Ghisberto, tipi che venerano Marco Giuliani come se fosse un eroe, dalemiani petalosi da cocktail party, vegani anemici e altri elementi da circo.

          • Lorenzo Fossi

            “Un genocidio allora…”
            Già. É una fortuna che nessuno voglia questo famoso genocidio.

        • MrCapra

          non parlo di ingiustizie del passato, parlo di ingiustizie attuali, quotidiane.
          I SJW creano nicchie in cui fanno i capetti (tipicamente college, grosse società di servizi molto esposte mediaticamente), e ti ho dato ragione: sono realtà distopiche in cui il maschio deve chiedere scusa per tutto. e poi c’è il resto del mondo, in cui essere donna o persona di colore rimane una merda, perchè comandiamo ancora noi maschi bianchi.
          Io non mi sento particolarmente colpevole e non ho nessuna intenzione di tagliarmi i coglioni da solo.
          e credo che i SJW siano una piaga. Non penso giustifichino il nazismo.

          • Capra, dici così perchè non ci vivi in mezzo. Prima anche io avrei detto la stessa cosa. Ora che ho dovuto subire le loro prepotenze penso che il nazismo sia il male minore.

          • MrCapra

            primo: non penso tu abbia letto il mio commento.
            secondo: non ho negato l’esperienza e anzi ti ho dato ragione, ho solo contestualizzato la cosa. Visto che sembra tu insegni, mi sembra tu possa rientrare tra le nicchie che ho citato.
            terzo: ma cosa ne sai di chi sono, cosa faccio, dove vivo. E non sarò così stupido da scriverlo solo per avere su internet.
            Sono dispiaciuto che sia una merda, ci sono delle cose che si possono fare per sistemare la cosa, morte ai giudei continua a non sembrarmi una risposta

          • No, non insegno per mia immensa fortuna. Non so dove tu abbia preso il “morte ai giudei”, io non l’ho mai pronunciato e non lo pronuncerò mai.

          • MrCapra

            Dire che aspetti di votare Hitler non è uno scherzo. Se la tua risposta è il nazismo, il nazismo è abbastanza chiaro su quali sono e come si risolvono i problemi.
            Il fatto che alcuni sfottò dell’alt-Right verso i SJW siano a segno è una ottima strategia di propaganda di rimbalzo. Ma la proposta nazista rimane quella

          • Mauro

            Davide David, perdona se mi inserisco nella discussione, ma posso dire però che snocciolare

            “SJW/quote rosa/la sinistra/Hitler/cuck traditori”

            suona più che altro come una sfilza di buzzword dell’internet (soprattutto cuck e race traitor, che è proprio linguaggio becero circoscritto all’internet, non siamo mica dentro /pol/) che mette assieme sotto un ombrello di “rabbia del giusto” una serie di questioni (complesse) che non c’entrano niente l’una con l’altra?

          • Avanti, siamo sull’Internet italiana dove gli utenti sanno a malapena farsi un profilo FB. Chi vuoi che la conosca /pol e il suo linguaggio?

          • Mauro

            Appunto. Perciò quando ti leggo usare ‘sti termini mi fa lo stesso effetto di leggere uno che si esprime con LOL e ROFL, o meglio che porta avanti i meme del circolino cantandola e suonandosela da solo.

          • Lorenzo Fossi

            “buzzword”
            La retorica degli altri é sempre “buzzword”; ma la retorica tua,no, quella é dialettica.

          • Oddio, pensavi che ti avessi dato della “capra”? E che sono, Sgarbi?

    • manuel84xyz

      Leggendoti ho pensato: “questo lo avrebbe potuto scrivere Emigrante&Bestemmiante”. SIcché 😉

      • Andrea Marini

        Secondo me è proprio lui, oppure usa gli identici termini ma trovo strano usare petaloso per i leader della sx

        • manuel84xyz

          La risposta è nel profilo

  • MrCapra

    Concordo pienamente sulla critica al rovinare la vita di una persona: la persecuzione online di un singolo ha dinamiche più a che vedere con il bullismo che con l’attivismo politico. E concordo sarà controproducente. é il vecchissimo colpirne uno per educarne cento, usato per imporre il Pensiero Unico.
    Ma. Ma tutto il post trasuda analogie facilone e razzismo inconscio.
    Ti faccio solo due esempi perchè il tuo tempo è prezioso e un post lunghissimo non ha senso.
    1. No, non è uno scontro tra antifa e naziskin come quelli che abbiamo in Italia/Veneto. L’Italia, nonostante ci si agiti, rimane una nazione monoetnica. i nostri antifa e fa sono i due estremi di una distribuzione normale, di bianchi. Mi spingo oltre e dico che sono spesso scemi di buona famiglia che finiscono da una parte o dall’altra della barricata a seconda delle idee che aveva nonno nel 1922.
    Negli Stati Uniti no: le associazioni di estrema destra sono il braccio violento della parte dominante della società. Gli Stati Uniti sono nati multietnici e razzisti e il KKK e simili altro non sono che la parte meno apologetica della società bianca: “Non esiste un privilegio dei bianchi e quand’anche esistesse è meritato perchè siamo una razza superiore”. Sono gli eredi dei proprietari di schiavi; gran parte della società americana è strutturata per ricordare ai neri che il loro corpo non è loro, la destra americana glielo dice solo apertamente (e mena e uccide, facendo ogni anno più morti del terrorismo islamico in USA), dal 1865.
    2. Spero concorderai che quanto una persona sia arrabbiata non è un criterio per decidere quanto ascoltare. Perdonerai la psicologia da strada, ma stai concedendo il tuo ascolto e il beneficio del dubbio a Peterstocazzovich perchè è un maschio bianco. E in quanto bianco se è così arrabbiato da fare il nazista un motivo sotto sotto ci dovrà essere. Che non è lo stesso ragionamento che concedi a Black Lives Matter o alla Women’s March; per loro dubito scatti il pensiero “magari il metodo non è gran cosa, ma se c’è tutta questa rabbia un motivo ci sarà e lo voglio ascoltare”. Io concordo sulla condanna del linciaggio, ma ti faccio notare che di tutto il mondo di ingiustizie, rivendicazioni, rabbia tu hai scelto (nel post) di dedicare il tuo ascolto a Peter, nazista. Avessi detto che non tutti gli elettori di Trump solo scemi e li vuoi ascoltare, ma io straconcordo, è un fenomeno nuovo, complesso. Ma i nazisti sono strastudiati, non sono numericamente in ascesa se non leggermente su internet e sappiamo tutto del perchè uno si affilia. Le manifestazioni dell KKK sono sempre state lì, in questi giorni ne parliamo solo perchè adesso il presidente USA è dalla loro parte.
    3. Ho preso sul serio le tue domande, quindi ti lascio due libri che mi sono piaciuti quest’anno:
    -Tra me e il mondo, di Ta-Nehisi Coates. Un libro cortissimo e intenso su cosa vuol dire essere nero oggi in America.
    -Hillbilly Elegy, di J.D. Vance. Un romanzo autobiografico potentissimo sui bianchi americani. Per capire il disagio di chi vota Trump

    • Massimo

      Mi sembra strano, nebo mi pare proponga un ragionamento di base sulla questione abbastanza semplice, mi pare che a partecipare alla discussione siano persone preparate, con una certa capacita di analisi e un certo metodo di ragionamento, eppure vedo eludere dei passaggi di logica elentare che mi sembra dovrebbero esserci per rendere efficente questa discussione. All’inizio ho pensato che per tutti fossero sottintesi, ma leggendo non mi sembra, o può essere che io non capisca bene, tuttavia io personalmente parto da un’ altro assunto. Sono un relativista, ho trovato questa parola tantissimi anni fa in un articolo ne ho visto la definizione e a oggi non ho trovato niente di meglio per definire quello che ho in testa, dal mio punto di vista tesi razziste e antirazziste hanno lo stesso valore, non penso che in assoluto esista giusto e sbagliato, e non mi sembra che nessuno, compresi i presenti, sia in grado di oggettivizzare l’una o l’altra. Partendo da questo la considerazione che mi viene spontaneo fare, quella si oggettiva, è che la prima questione sia che abbiamo un problema contingente di convivenza. Io voglio questo, tu vuoi quello, nessuno ha ragione in assoluto, come si risolve? Mi rendo conto che così la discussione rischia di deflagrare in un’orgia di massimo sistemi, ma personalmente non capisco come si possa partire da un’ altro punto.

      • Massimo

        Mr capra, non rispondevo a te, comunque sei informato e mi sembra tu faccia analisi condivisibili, tuttavia ho l’impressione che sia un modo interno di relazionarsi alla questione, e potrebbe essere un errore perché la logica interna di una questione può anche tenere ma non garantisce per la validità degli assiomi esterni dai quali origina. (Sto tecnicamente barando, le mie conoscenze di logica e filosofia sono molto al di sotto di quello che tento di esprimere). Per capirci, se mi trovassi di fronte a qualcuno a cui la mattina piace sgozzare bambini di etnie diverse dalla sua per dare sprint alla giornata, escluse patologie psichiatriche e pur trovando personalmente estremamente disdicevole e assolutamente riprovevole ridurre casa in quelle condizioni, non mi verrebbe di eccepirgli che dio o madre natura hanno già chiarito oggettivamente che non si fa. Semplicemente cercherei di impedirgli di impegnare la cucina, ma solo perché abbiamo gusti diversi su chi sgozzare la mattina per iniziare con il piede giusto la giornata, quindi il mio problema è che non concepisco e non sono disposto, in modo assoluto, ad accettare frattaglie di bambini colorati per casa, ma, essendo che decapitare cinesi adulti con una certa attenzione all’igiene mi darebbe quel non so che per affrontare la giornata, il mio problema è l’inconciliabilità assoluta delle posizioni, se non gradisce anche lui decapitare cinesi adulti, non stabilire quale sia giusta o sbagliata. E qui per affrontare il problema della convivenza siamo costretti a scegliere, prevaricazione o conciliazione? Ricordando che comunque sono scelte fondamentalmente arbitrarie. E personalmente penso che a nulla vale porre la questione in termini di ragione e logica, l’essenziale per il sistema fisico che ci contiene è la continuazione in qualsiasi modo o stato, e noi, nostro malgrado, non abbiamo, almeno per ora, la possibilità di non essere parte di questo sistema. per tornare alla pratica2017, se credi che il metodo democratico sia efficiente adeguato realizzabile e che si confaccia a quello che tu vuoi, devi convenire che non si può prescindere dal fatto che chiunque vi possa partecipare e accettare l’assunto implicito che la democrazia è per definizione un sistema aperto dove i valori e le leggi non sono assoluti ma stabiliti dai partecipanti che hanno anche la possibilità di eliminarla passando ad un’ altro sistema di convivenza. quindi se vuoi cancellare il razzismo per legge impedendone tutte le manifestazioni devi convincere la maggioranza (qualificata per le modifiche costituzionali) a farlo, e il risultato forse non sarà neanche più una democrazia, in caso contrario ti tocca ragionare come nebo, non che tu non lo faccia già, e affrontare questo problema con metodo scientifico
        conoscere, comprendere trovare una soluzione.

        • Massimo

          Mr capra, al punto 1
          sull’analisi delle differenze fra genesi e caratteristiche dei gruppi fra Italia e usa, ho l’impressione che tu ponga l’accento sulla questione sociologica e culturale, pur accettando le innegabili differenze storiche e culturali, come fai ad essere certo che non siano delle dinamiche psicologiche, qualcuno dice addirittura geneticamente presenti nell’essere umano, a sfruttare le curve sociali e culturali per emergere e affermarsi o addirittura non determinino esse stesse l’andamento sociale e culturale? Se pur relativamente recente la psicologia sociale sta fornendo molti argomenti a questa tesi, e comunque la psicologia è sempre stata uno dei perni della sociologia. Quindi se si volessero individuare i motivi della genesi e delle caratteristiche di questi comportamenti sei certo che influisca più il dato culturale e sociologico di quello psicologico?

          • Massimo

            Al punto 2
            “Spero concorderai che quanto una persona sia arrabbiata non è un criterio per decidere quanto ascoltare”
            Perché no? Sebbene più complicato interagire con persone in quello stato, questo mi sembra una cosa ragionevole da fare, per due ordini di motivi: il primo è che se si è scelto di conciliare e non prevaricare, quello, che piaccia o meno, è l’interlocutore e lo vuole essere in questo momento. Secondo, su un piano utilitaristico è una scelta conveniente, perché se non ho problemi a relazionarsi alle istanze di un bengalese di un metro e 50 che al massimo mi tira due rose appresso, se mi dimostro poco conciliante con un ultra fascista, converrai che è molto meno delicato quando cerca di lobotomizzati con un casco, avrò più problemi a farlo confluire in un ambito di discussione accettabile, e questo al di là del fatto se sia giusto o meno, e oggettivamente vero che le istanze di fascisti antifascisti ecc. se portate con forza, come spesso accade, ci costringono con urgenza ad attivare delle risorse e tanto più è la forza con le quali sono portate tanto meno ci possiamo sottrarre. Possiamo decidere di impiegare le risorse per cercare di costringere con metodi legali al dialogo, possiamo destinarle tutte nello sforzo di creare le condizioni migliori per il dialogo (come forse suggerisce nebo) possiamo fare un po e un Po, ma, se stiamo parlando di democrazia, non possiamo sottrarci come istituzioni, ma secondo me anche come singoli, al confronto. E pare che storicamente il secondo modo di impiegare le risorse abbia dato sempre migliori risultati.

  • Dr. Doppietta

    Posso sapere come mai il mio lunghissimo commento iniziale, con tutta la discussione derivante, è stato cancellato?

    • Non ne ho la più pallida idea, sto cercando di capirlo. Io lo vedo e mi dice “in attesa di moderazione”, salcazzo perché. Poi però vado sul pannello di controllo e mi dice che non c’è nessun commento da moderare. Io tutta la discussione la vedo, se premo “mostra”.

      • Dr. Doppietta

        Adesso la vedo pure io, e non è nemmeno più “in attesa di moderazione”. Non ci sto capendo niente, credo che qualche bot abbia scazzato qualcosa (???)…

        Va be’, ora c’è. Speriamo rimanga. lol

    • Spe’ dovrei avere risolto, credo il problema fosse che hai messo la email a caso e Disquis l’ha creduta spam

  • Bandit

    E’ fantastico che in una riflessione sulla mediocrità della mentalità fascista se ne escano i soliti commenti tipo: finchè ci sono gli sciachimisti o i novax… Evidentemente i mediocri sono sempre e soltanto quelli che stanno dall’altra parte, non abbiamo ancora superato la sindrome da tifoseria.

  • Luca Giovanelli

    Quasi tutto condivisibile. Quasi: 1. il confronto e la messa in discussione dovrebbero essere sempre ben accetti, ovvio. Ma ci sono dei paletti e sempre ci dovranno essere: quelli che sfilavano in virginia non erano “la destra che non è fascista”, erano sostenitori di idee francamente insostenibili, senza se e senza ma. Chi afferma in buona sostanza che la ragione deve stare dalla parte del più forte (=, di volta in volta, il più violento, il più armato, il più bianco, il più ricco, il più italiano, ecc…) che diritto ha di sedere in un consesso di persone civili?; 2. Antifa = nazi con le bandiere arcobaleno: è un corollario di cui sopra. Se li si accomuna non si è capito dove mettere il paletto e lì si che subisce il contagio della mentalità di destra che mette tutti sullo stesso (suo) piano per non dover troppo spiegare o giustificare l’abominio di “idee” che esprime.

    • E a me interessa capire da dove nascono. Come si formano. Ho capito e siamo tutti d’accordo che sono sbagliati. Ma ghettizzarli e ostracizzarli non sta risolvendo il problema. Allora forse sarebbe interessante andare a vedere chi erano prima di diventare così. Cosa li ha trasformati. Perché hanno fatto quella scelta.

  • BoboMilano

    Un dettaglio: il tipo è stato sputtanato perchè si vergognava di essere stato fotografato a quella manifestazione e diceva di non centrare niente.

    La manifestazione è partita perchè qualcuno ha chiesto di abbattere la statua del Generale Lee, e questa è una stronzata fatta solo per protesta contro Trump che non fa altro che esacerbare gli animi, inutilmente.

    L’estremismo da ambo i lati è tossico

  • v43

    grande! da quando mi sono reso conto che chi fa una scelta sbagliata, o un’azione malvagia, ha le sue ragioni e che nella sua testa c’è una logica (magari sbagliata) che lo ha portato a quella scelta.. da allora ho iniziato a portare più rispetto per gli altri, e penso di essere diventato una persona migliore. Di certo più empatetico e diplomatico. Mi auguro che sempre più persone facciano questa piccola “scoperta”. Grande Nebo

  • Baboo85

    Parole sante, ma e’ difficile.
    In italia il razzismo e’ causato perlopiu’ dai media, che evidenziano i crimini minori ed omicidi dei migranti. C’e’ anche da dire che qui entrano davvero cani e porci, che la giustizia e’ sommaria ed interpretata a caso e nessuno (sia qui che in Europa) fa nulla per gestire queste immigrazioni.
    Col risultato che si hanno le citta’ “invase” (per modo di dire) da extracomunitari, poi senti uno o due episodi come quello di Viale Padova a Milano qualche tempo fa, stupri e scippi sempre sottolineando il fatto che erano africani o rumeni o simili, poi per forza la gente ha “paura” e diventa razzista.
    Tranne che coi kebabbari. Loro sono l’oasi di pace.

    Fate caso ad una cosa: anni fa (tipo 15-20) il razzismo puntava sugli albanesi. Poi i rom. Ora su un piu’ generico “extracomunitario”. Al momento non guardi piu’ l’albanese o il rumeno, vedi rom e negri africani e li’ viene diretta tutta la paura e l’odio.

    Qui le cause appunto sono tante: media stronzi, controlli prossimi allo zero, leggi che tutelano i migranti, leggi sulle condanne, la societa’ che “poverino lui e’ diverso e quindi va difeso a prescindere”… Poi per forza ti giri e insulti l’immigrato di turno ed inveisci contro la giustizia italiana.

    • Il problema e’ a monte. Qui in UK vivere senza passaporto e impossibile, mentre avere una laurea o un titolo di studio esteri convalidati e’ abbastanza facile. Negli ospedali, ad esempio, ci trovi tantissimi medici, chirurghi e infermieri provenienti da posti come Pakistan, Filippine o Terronia Saudita. Invece in Italia vivere senza passaporto e’ facile, e uno straniero laureato non potra’ mai fare un lavoro adatto alle sue qualifiche. A questo punto e’ ovvio che il pakistano con la laurea e i documenti in regola venga qui in UK, mentre Kabobo l’ analfabeta pregiudicato preferisca buttare via il passaporto e andare in Italia. C’e’ stato qualcuno che ha deciso di attrarre un certo tipo di immigranti, e ci e’ riuscito. Non so perche’.

      • Lorenzo Fossi

        Perché fa a mezzo dei soldi con gli scafisti; si sa bene perché. Vedi lo scandalo delle ONG (per le quali più disgraziati=più soldi) vedi la completa inettitudine che hanno mostrato le nostre forze dell’ordine nel ricercare i protettori dei vari scafisti.

  • Torte in faccia

    Butto lì un po’ di concause che mi vengono in mente per fare la mia analisi da 4 soldi. La maggior parte dei “White supremacist” usa viene da zone rurali.
    Molti hanno un basso livello di istruzione perché vengono da famiglie di ceto medio basso (i minatori, gli agricoltori, camionisti ecc.) e il sistema universitario Usa ha costi spropositati se non si accede a borse di studio. Inoltre andare all’università significa spesso lasciare quei luoghi perché i lavori ad alta formazione sono richiesti in California ecc. C’è poi da tener conto che molte borse di studio sono concesse alle minoranze etniche per svariati motivi e già qui può scattare l’idea di discriminazione al contrario.
    Ma i loro genitori il lavoro ce l’avevano. Ora questi lavori che possono essere svolti da gente di bassa formazione stanno sparendo per robotizzazione ma anche perché miniere, petrolio ecc. hanno un impatto ambientale un tempo sconosciuto e/o ignorato.
    A questo si aggiungono i messaggi che arrivano dalla società dei consumi. Tu devi avere tutto: una casa enorme, famiglia con una bella figa ecc.
    La società deve mandare questi messaggi perché ha bisogno di consumatori per sostenersi ma allo stesso tempo questi stridono con le possibilità della maggior parte dei suoi membri.
    E loro vedono tutto ciò fuori dalla loro portata mentre tutti gli dicono che devono essere loro.
    I media poi sono tendenzialmente espressione delle città, ovvero di una società completamente diversa dalla loro il che porta ancora di più all’idea di esclusione, perché sentono il loro stile di vita giudicato come arretrato e sbagliato.
    Inoltre la società che vivono tutti i giorni spesso non è quella multietnica bensì una prevalentemente bianca il che non aiuta certo a sviluppare empatia per i diversi.
    È facile quindi che la somma di questi problemi, unita allo sgretolamento di una “coscienza di classe” (da noi perché poi lì è sempre stato tutto più individualistico, tanto che socialista è tutt’oggi spesso considerato un insulto) porti a vedere come quelli che un tempo erano più poveri/discriminati di te e che lentamente stanno migliorando le loro condizioni di vita come ladri che ti rubano la tua possibilità nel mondo.
    Ma non è che siano problemi di facile soluzione. Ah mo risolvo il problema dell’occupazione globale, faccio laureare tutti e costringo la gente a spostarsi in modo che tutti vivano in una società multietnica e capiscano davvero cosa voglia dire farne parte. Per cui è ovvio che la soluzione più attuabile sia combattere i nazisti escludendoli dal discorso pubblico e facendo sì che debbano pensarci bene prima di girare con una bandiera del terzo reich ad una manifestazione.
    Senza contare poi il problema atavico della Guerra civile e dello schiavismo che è enorme negli USA e hanno tutt’altro che risolto

  • Bandit

    Scusa Nebo, ma mi hai censurato soltanto perchè ho evidenziato che un commento qui sotto mostra le stesse “Forme Mentis” citate nel tuo articolo?

    • ? Non ho censurato niente, mai. Non modero i commenti, a patto non siano reati di diffamazione o numeri di telefono.

    • Appena verificato. Né Disqus né la piattaforma segna niente. Mi sa che hai cappellato qualcosa tu.

  • Fabio Daniele

    (Riposto perché Disqus crede che sia spam… e forse ha ragione)

    Sul “perché” di tutto ciò dovremmo spendere parecchio tempo incrociando elementi di sociologia, antropologia e storia. Dal momento che la stessa domanda me la sto ponendo da diverso tempo, mi sono fatto un’idea parziale delle ragioni, ma rimane un punto di vista molto personale.
    Pippone denso e noioso in 3, 2, 1…

    Partiamo dal concetto di geni e memi (mi tocca usare questo termine perché in italiano non esiste una traduzione del termine “meme”). In biologia i geni sono un pezzo di DNA, diciamo volgarmente organico, che trasmettiamo di generazione in generazione; esso sottostà a precise leggi naturali, come quelle della trasmissione (se l’uomo non si riproduce, il gene non avrà un futuro) e della conservazione (se il gene non è buono, non si trasmette e non sopravvive).
    I memi sono la controparte culturale dei geni. Al di là di essere delle discutibili forme di divertimento su Internet, sono un neologismo coniato da tale Richard Dawkins nel ’76, che voleva rappresentare come le idee, se messe in un contesto evolutivo, si comportano esattamente come i loro cugini geni.
    Ciò che rende interessante il concetto è che, così come ci sono tantissime derivazioni genetiche dell’uomo moderno che si sono perse nei millenni, anche le idee subiscono lo stesso destino. Quelle meritevoli avanzano e si trasmettono nella storia; altre si evolvono; alcune invece, per sfortuna o mancanza di capacità, si sono perse per sempre e mai ne sentiremo parlare.
    Bene. Teniamo il concetto per dopo.

    Analizziamo l’idea di nazismo. Come tutti gli ideali politici, non è solo un manualetto di 20 pagine su come risolvere i problemi del mondo, ma un modo di vivere. Il nazismo aveva tra i punti fondamentali l’ossessione per la razza ariana, il comunismo sovietico quella del popolo, il maoismo l’amor di patria. Ognuno di essi è partito da un punto ben distante, che con il tempo ha trasformato queste idee portandole nel futuro: il nazismo ora si associa alla difesa dei valori tradizionali cristiani, il comunismo sovietico di fine anni ’90 era ben diverso dallo stalinismo dei primi anni, il maoismo si è trasformato in social-capitalismo autocrate, il comunismo Nordcoreano si è riadattato nella ideologia Juche.

    La ragione è semplice: sopravvivenza. Un’idea, un meme, ha bisogno di un paziente per essere trasmessa e dal suo paziente è influenzata. Finché ci saranno portatori sani, non si può debellare, non si può sconfiggere, non si può contenere. È inevitabile. Se una derivazione genetica/memitica riesce a sopravvivere per un numero sufficiente di trasmissioni, diventerà parte integrante del pool genetico/memitico dell’umanità, per sempre. Il discorso si può ampliare a dismisura: oggi abbiamo i no-vax, in un futuro molto prossimo saranno i no-bio contro le biomodifiche dei feti, i no-aug contrari al potenziamento meccanico degli esseri umani, i no-tech avversi allo smodato uso della tecnologia nella quotidianità.

    Come ci aiuta questo a capire il perché? Per me si tratta di evoluzione della specie. Badate bene: anche io considero il nazismo un aborto. Ma se guardiamo al quadro completo, è “chiaro” che l’umanità ne avesse bisogno (per questa frase ora rischio di essere linciato più della Boldrini).
    Non è una questione etica o morale. Mettiamole da parte per un attimo.
    L’evoluzione risponde a dei bisogni. Le idee evolvono esattamente come noi. Ci sono trilioni di ragioni storiche e culturali per cui una persona potrebbe finire ad essere un supporter del nazismo tanto nel 1933 quanto nel 2017. Ma alla fine, sempre lì sta l’inghippo.
    Se non fosse stato nazismo, sarebbe stato qualcos’altro.

    Ogni fascia della popolazione terrestre, divisa per sesso, età, cultura, istruzione, località ha bisogno di aderire ad un ideale che gli permetta di guardare al futuro suo e, implicitamente, quello dell’umanità stessa. Perché la specie non si conserva solo con la pelle, ma anche con le idee: l’Induismo ha più di 4000 anni! Prima di esso, c’era solo qualcos’altro. Dopo il Cristianesimo, avremo probabilmente la rivalsa dell’Übermensch, e avanti così. Ho già fatto fin troppi esempi, ma solo perché è in queste comparazioni il punto della questione.
    Se il nazismo e i no-vax sono qui nel 2017 è perché ce n’è bisogno. Vuol dire che abbiamo sbagliato qualcosa e dobbiamo lavorare sui nostri errori.

    La verità che sta dietro al tuo “perché”, Nebo, non è sulla singola scelta, è macroscopica. Non esiste un nazista, esiste il nazismo. Provo a spiegarlo con un ragionamento contro-intuitivo.
    Essere nazisti significa aderire al nazismo, giusto?
    Beh, più o meno.
    Le ragioni per cui una persona sceglie di aderire sono pressoché ininfluenti, principalmente di convenienza. La semplifico molto, ma diventiamo milanisti perché nostro zio è milanista, o perché il fratello è interista. Causa-Effetto. Pochi sono coloro che si sono letti il Mein Kampf come fosse la Bibbia, meno ancora lo hanno applicato alla lettera. Nessuno quindi, o quasi, è davvero coerente con la scelta che fa. Ce lo dimostra la statistica: se incrociamo i dati dei cattolici italiani con quelli che vanno a prostitute o guardano porno, i risultati sono sorprendenti.

    Questa incoerenza sta alla base di tutte le ideologie, nazismo compreso. Ognuno, quindi, si sceglie il suo motivo tra una miriade di variabili che sono difficili da analizzare, dovresti prendere il singolo caso.
    Potrei proseguire analizzando come mai un ragazzo 22enne bianco dell’Ohio decide di imbracciare una torcia e di camminare per le strade di Charlottesville, così come il perché un ragazzo etero italiano di sinistra sceglie consapevolmente di scendere per strada e manifestare in un corteo LGBT. Ma è un discorso ancora più lungo e complesso, una concatenazione di cause ed effetti, di ragioni storiche e culturali.

    Se nostra madre fosse stata a pecorina invece che alla missionaria quando babbo ha eiaculato, probabilmente non saremmo nemmeno nati. Scientificamente parlando, 1 su 10 elevato 2,685,000.

  • Laurelion

    Cazzo Milano sta facendo il suo effetto.

    Poi dirò qualcosa di sensato

    • Sei a Milano e non mi avverti?

      • Laurelion

        Fossi a Milano non ti stolkerizzerei a morte? No parlavo di te. Sto ancora nella terra dello sciroppo d’acero. Ti sto commentando in giro.

  • Laurelion

    Ok, forse primo articolo sul blog in
    questione dove non ci sono nani, troie e degrado esplicito, ci
    stavamo lentamente arrivando ma questo sembra il primo completamente
    esente dai meccanismi di cui sopra (dopo l’articolo sul ragazzo morto
    che ti fregava i pezzi, ma lì era per forza di cose).

    Ma hai lasciato un po’ a casa la vis
    polemica.

    Lo sfottò selvaggio e la satira forse
    rendono un articolo troppo colorato e quindi nel tentativo di dare un
    taglio più giornalistico hai tolto un po’ di vernacolo, MA ti sei
    dimenticato che comunque il soggetto nella storia va calato.

    O forse pensi che, togliendo il tono
    satirico, puntare i riflettori su qualcosa o qualcuno renda l’effetto
    moraleggiante troppo spinto, quindi glissi l’argomento e passi la
    palla direttamente al lettore che è più che felice di scannarsi
    sulla domanda che hai posto.

    Quindi manca il soggetto su chi siano
    questi fascisti “arcobaleno” e su chi siano questi “neonazi”
    in questo momento.

    Su quanto concerne l’articolo sarò
    felice di scannarmi random tra i commenti sottostanti *_*

  • Bellissimo articolo; quoto anche le virgole.

  • MrCapra

    Altri due spunti:
    – Come ha cambiato idea il figlio di un gran maestro del KKK (spoiler, ti dà ragione): https://www.washingtonpost.com/national/the-white-flight-of-derek-black/2016/10/15/ed5f906a-8f3b-11e6-a6a3-d50061aa9fae_story.html?utm_term=.2038dca9af5d
    -questa era una parte della manifestazione dei suprematisti. Almeno la linea tra libertà di opinione e milizia sovversiva è lecito tracciarla? Qui si vede meglio che nel nazismo (nazismo, non parlo del risentimento dei bianchi, che ha origini che stai giustamente curiosando) il problema è sempre il pisello che non tira più?
    https://twitter.com/barry_corindia/status/897869376891699201

  • Solo a me ‘sta faccenda ricorda Injustice?

    • Sara Bersani

      Che cos’è Injustice ?

      • Sarebbe una serie di fumetti tratti dal videogioco omonimo, in quella serie Superman e altri suoi alleati forzano i conflitti mondiali a finire, però senza risolvere i motivi che hanno portato a tali conflitti.

  • Nemesis
  • Alessandro Guarda

    “Quando un popolo, divorato dalla sete della libertà, si trova ad avere a capo dei coppieri che gliene versano quanta ne vuole, fino ad ubriacarlo, accade allora che, se i governanti resistono alle richieste dei sempre più esigenti sudditi, sono dichiarati tiranni. E avviene pure che chi si dimostra disciplinato nei confronti dei superiori è definito un uomo senza carattere, servo; che il padre impaurito finisce per trattare il figlio come suo pari, e non è più rispettato, che il maestro non osa rimproverare gli scolari e costoro si fanno beffe di lui, che i giovani pretendano gli stessi diritti, le stesse considerazioni dei vecchi, e questi, per non parer troppo severi, danno ragione ai giovani. In questo clima di libertà, nel nome della medesima, non vi è più riguardo per nessuno. In mezzo a tale licenza nasce e si sviluppa una mala pianta: la tirannia.”

    Sembra piuttosto attuale vero? E’ di Platone. La Repubblica Cap. VIII, Atene 370 A.C.

    Bella discussione questa!

    Nebo, chiama Ario, chiedigli che ne pensa, TI PREGO.

  • Andrea Bassolino

    The governator si inserisce sull’argomento. Alla grande.

    https://youtu.be/8ZhaiA237e8

  • angelo969

    Propongo di risolvere con una disfida automobilistica
    https://www.youtube.com/watch?v=kuTHbawv1SM
    https://www.youtube.com/watch?v=OwqXjTaOBAw&t=179s
    Comunque si! E’ noto che il male è quasi sempre banale e dettato più da ignoranza e bassa cultura che da igegnosi piani satanici, quello che resta da dirimere è se queste prerogative siano in un qualche modo prevenibili/curabili e come, o se essendo parte della natura umana l’unica cura possibile sia quella che in un qualche modo Stalin, Pol Pot e Mao, pur essendo il comunismo quanto di più lontano da questultima, avevano ideato; d’altronde: il problema del comunismo è che dopo Marx e arrivato Freud (cit.)
    Si! Purtroppo ultimamente ho perso molta fiducia nella natura umana e nella possibilità della ‘ratio’ di superare questi colli di bottiglia senza metodi truculenti, forse l’ingegneria genetica che un giorno riuscirà a impiantare il buonsenso, anche se secondo alcuni trattasi di eugenetica
    https://www.youtube.com/watch?v=kS9fSjP2fD8

  • Peppe

    mi permetto di esprimere un opinione estrema, sperando di non essere frainteso. E’ ovvio che di mio sono buono, empatizzo con gli altri umani ecc. Ma voglio seguire per un attimo solo un filo logico razionale.

    Dunque una mente debole può diventare attivista di qualcosa

    quindi tu proponi un dialogo demolitivo con ciascuno di essi ? Già infattivo. I pochi umani abbastanza sopra la media non sono in numero sufficiente da deindotrinare la marmaglia di “menti deboli” che imbracciano una svastica o che guidano un autobus di linea sul’affollatissima sagra del biscotto e prosciutto.

    Ma diciamo che ci riesci, demolisci i dogmi in una mente debole. E poi ? Quella stessa mente cercherà una nuova identià, un altro dogma. Diventerà complottista, poi vegano, inizierà a parlare del potere della mente, farà venire un infarto a un genitore portando a casa un “fidanzato dello stesso sesso” largo come un armadio e che passa il tempo a descrivere a tutti su come gli infarcisce gli intestini di succo del amore

    perdonatemi se esprimo l’ultima parte in modo lapidario. Non prendetemi per matto ma voglio, davvero, dare solo sfogo alla “ragione pura”

    su sto cazzo di pianeta siamo troppi, troppo stupidi, e con non sufficienti risorse socio economiche per educarci a non auto sterminarci procreando come conigli e spostandoci tutti a fare lavori nel settore terziario

  • Andrea Marini

    L’aumento dell’estremismo è un problema. E aggiungo anche il rifiuto del dialogo( che forse però è proprio la definizione di estremismo). Negli usa secondo me è fisiologico: Dopo anni e anni stanno intaccando il sistema wasp, che volete che facciamo questi? Che si facciano accompagnare fuori dalla porta come agnellini? Mi sembra che una qualche reazione sia umana. Siccome non vanno alla radice del problema, cioè la povertà estrema della comunità nera, perché è troppo difficile da affrontare lo fanno tramite mezzucci come le quote nere o le quote latine creando ingiustizia.
    Non sono d’accordo col fatto che queste persone siano basso-reddito bassa-istruzione come ho letto spesso nei commenti. Per pura esperienza personale sono a contatto e litigo con molti antivax( so che non c’entra ma qui si accomunano con le sciechimiche e i “nazi”) e posso assicurarvi che sono fior fior di professionisti ben pagati e laureate, come lo sono pure molti 5stelle ( ricordo un sondaggio che lo dava primo partito tra i laureati).
    Quindi forse la causa non è il semplice avere le pezze al culo ed essere incazzato ma qualcosa di più profondo, anche un normale e naturale rifiuto dei cambiamenti continui, forse. Ecco, puoi essere lo stato più liberal e cool e progressista del mondo ma se i tuoi stessi cittadini non sono pronti ad affrontare questi cambiamenti, non sono pronti a che so un trans nell’esercito, una donna passata uomo incinta, adozioni gay, marijuana libera, political correct esasperato nelle scuole e al lavoro etc etc. Che vuoi fare? Mettiamoci nei panni di questa gente semplice( non sempliciotta badate bene, anche laureata e pasciuta ma che segue una linea morale definita e semplice) penso sia molto difficile accettare tutto ciò, anche perché sei colpevolizzato se hai dubbi, sei ridicolizzato da arroganti liberal con senso di superiorità se non sei d’accordo. Forse i cambiamenti e le innovazioni andrebbero spiegate e discusse con il popolo(che vota), andrebbero ascoltati tutti perché altrimenti gli esclusi, i derisi, i reietti ovviamente si estremizzano.

  • Andrea Marini

    Riguardo alle cause ci metterei anche il senso di superiorità morale e culturale, tracotanza dell’essere nel giusto, il fastidio nel dover argomentare e il rifiuto al dialogo costruttivo. Da tante parti. Vediamo sempre il marcio in chi non fa parte nostra categoria ma prendiamo un esempio semplice, chi frequenta questo blog. Continui pompini a vicenda(cit.) nel ritenersi più intelligenti della media, leggo che basterebbe la comprensione di questo articolo per elevarsi dalla media italiana, ma ci rendiamo conto che è un post semplice(è un pregio), di facile comprensione per un ragazzo di 3a media?(non in modo profondo forse ma comunque nel significato).Un senso di autocompiacimento e stantia autorefenzialità che porta ovviamente a quei gruppi chiusi che si fomentano tra loro, le stesse dinamiche che ci sono sulle chat chiuse o i gruppi di twitter che si estremizzano si notano pure qui “.. Se sei qui è perché…” “..no ma tu sei una persona di sx/dx con cui si può parlare non come gli altri in giro..” “… I grillini/sinistri/fascisti/etc non sono come noi, bravi noi…” E così via. Non vedete che sono le stesse dinamiche? Provocazione: Scrivete che Nebo è più intelligente del 90% della gente e lui è un grande, fa questi ragionamenti ma non può pretendere che gli altri capiscano, ma non vi rendete conto che è lo stesso atteggiamento che c’è sul Sacro blog nei confronti del Capo? Cosa cambia? È perché qui ci sono persone più intelligenti, colte e che conoscono il mondo? È l’esatto atteggiamento dei liberal progressisti politicamente corretti che fa tanto incazzare certa gente, il senso di superiorità e “voi non valete un cazzo”.
    Allora vado con la gente che la penso come me, gradi pacche sulle spalle e ci fomentiamo a vicenda.

  • Lorenzo Fossi
  • Micky

    Saddam Hussain dittatore ignorante? Lo stesso Gheddafi? Non ti rendi conto ma parli per indottrinamento. Certo erano meglio di Bush ad esempio. Che ha portato alla distruzione di un paese ed ha fatto ben poco per il bene del proprio. Mentre quelli che chiami dittatori ignoranti, quando sono saliti al potete, avevano un paese dove l’analfabetismo era dilagante e sono riuscito a garantire una elevata distruzione. Poi sono arrivate le “bombe democratiche” che hanno gettato quei paesi nel caos, producendo miseria.

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    non vedo perché tutte le discussioni debbano risolversi in qualcuno che ha torto e in qualcuno che ha ragione, anche con tutta la buona volontà da entrambe le parti. Se io credo nella mistica e tu no, anche se ci mettiamo a un tavolino e parliamo per una settimana alla fine avremo sempre due opinioni (e questa è la parola chiave) diverse.

  • op. nostalgia (karlonamed)

    il vero problema di nebo, è che è diventato stitico…
    meno di un post al mese?
    ma stiamo impazzendo?

  • El kelev

    Il tuo post è condivisibile in molti punti, ma dire che l’opinione non deve avere conseguenze è un concetto assurdo. La libertà di espressione, che comunque non è un principio assoluto, significa che tu non puoi subire procedimenti giudiziarî per le opinioni che esprimi e, se qualcuno compie dei reati contro di te a causa delle tue opinioni, la motivazione non può essere un’attenuante o peggio una scriminante. Però è mio diritto farmi un’idea su una persona che esprime una data opinione e del resto neanch’io posso impedire a me stesso di provare antipatia per qualcuno: se qualcuno dice che Tiziano Ferro è meglio di Mozart, la conseguenza di quest’affermazione è che penso che lui di musica non capisce una sega. A quel punto, sta a me scegliere se dirgli che non capisce una sega di musica o se parlare d’altro per evitare conflitti, perché magari siamo in una serata spensierata e leggera a casa di amici comuni. Però l’unica opinione che non ha conseguenze è quella inespressa.
    Quanto a perdere il lavoro, beh, anche in quel caso non è proprio come dici: non puoi essere arrestato se dici che le Fiat sono macchine di merda, ma magari il lavoro di dirigente della Fiat lo perdi. Se dici che non sopporti i napoletani, nessuno ha il diritto di farti saltare il negozio che hai ha Napoli, ma neanche il dovere di comprare quello che vendi.