La bambina nel bosco (4/4)

[parte 1] – [parte 2] – [parte 3]

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«La storia inizia a Milano, una mattina del settembre 1991. Vicino alla darsena c’è un negozietto chiamato I signori del tempo. Entra un vecchio robusto, si sfila l’orologio e lo getta sul bancone. Tenetevelo voi, dice, io non lo voglio più. Quell’uomo è il marchese Luigi Durand de la penne, e ha gettato davanti all’esterrefatto commesso un Panerai Radiomir; ma non uno qualunque. Di quel modello sono stati fatti pochi esemplari, commissionati dallo Stato perché rispondessero alle esigenze della X°MAS, ossia gli incursori della Marina. Ogni Panerai ha sul retro inciso il nome in codice della missione e “Memento audere semper”. Quello ha la sigla B.G.2. Lo indossava il 30 ottobre 1940, nel secondo tentativo di forzare la baia di Gibilterra assieme ad altri cinque incursori.»

«Perché l’ha buttato?»

«Durand alla fine della guerra aveva chiesto udienza ai vari capi di Stato. Nessuno gliela concesse mai, perché… beh, perché la X°MAS col tempo è diventata l’emblema del fascismo. All’ennesima porta in faccia, schifato, torna a Milano e getta il suo orologio. Il commesso conosce un po’ di Storia, vede la sigla e dice non credevo avrei mai visto uno dei sei BG-2. E Durand, uscendo, dice che si sbaglia: i BG-2 sono sette. Ora, ai giorni nostri sono arrivati solo due di quei Panerai. Uno è nel museo della guerra a Londra. Il secondo nella cassaforte della Panerai. Gli altri quattro sono andati persi. Tra i collezionisti la leggenda esisteva, ma poco prima di morire Durand l’ha confermata. Esiste un settimo BG-2, e vale più di tutti.»

«E dov’è?»
«La domanda giusta è: per chi era?»

 

 

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«Gibilterra è un disastro. Devi entrare in un sommergibile, arrivare vicino al porto nemico, uscire sott’acqua, di notte, al gelo, a cavalcioni di un siluro. Guidarlo fin sotto le navi evitando mine, reti, sentinelle, mandarglielo contro e tornare a nuoto. Il tutto con la tecnologia del 1940, ossia ferraglia, cazzotti e bestemmie. Son tre volte che ci proviamo e gli inglesi hanno reso il porto impenetrabile. Ma noi abbiamo i terroni.»

«In che senso?»

«Dentro il porto c’è un piroscafo italiano, turistico, che era lì quando la guerra è scoppiata. È piantonato da due sentinelle inglesi, ma sono abituate al viavai dei civili che fan la spesa, vanno in paese, eccetera. In realtà quel piroscafo è stato riadattato a base sottomarina dai nostri servizi segreti. Cioè, abbiamo costruito una base dentro la loro base. Solo i napoletani, cazzo. Adesso attenta: delle missioni raccontate, la BG-2 è quella più snobbata. Da quanto ho trovato, gli unici che la documentano nei dettagli sono Virgilio Spigai su Cento uomini contro due flotte e Beppe Pegolotti su Uomini contro navi. Poi c’è Marcantonio Bragadin nel film I sette dell’Orsa maggiore
«Bello?»
«Una cagata abominevole. Comunque: gli incursori sbarcano e arrivano tra mille peripezie in un locale dove un nostro agente segreto gli rivelerà ora e modo per colpire. L’agente è la cantante del locale. Davanti a tutti si porta il capitano in camera dove gli dice quello che devono sapere. Ma sono in una situazione difficile, nel bel mezzo della guerra, lontani da casa. E hanno vent’anni.»
«Fanno l’amore?»
«Secondo me in una situazione così scoperebbe pure Gesù Cristo, ma il problema è che parlano in italiano. E un inglese dall’altra parte della porta stava origliando per segarsi. Capisce che qualcosa non va. Gli incursori partono appena in tempo. Lei viene arrestata: o parla o la fucilano.»

«Oh, Dio. E lei?»
«Non parla. Viene uccisa e il resto va come va.»
«Che storia triste» dice Reaper.

«Sì. Ma qualcosa non mi tornava. Pensa a lei: se anteponi il tuo paese alla tua vita, significa che lo ami più di te stessa. Come minimo ci si aspetta il paese ringrazi. Giusto?»
«Credo di sì.»
«Già, ma nessuna donna ha mai meritato una medaglia d’oro in tutta la seconda guerra mondiale. Nei riconoscimenti ufficiali della missione BG-2, a questa tizia non hanno dedicato mezza riga
«Forse perché era un’agente segreto.»
«Forse. Ma davvero ti perdi l’occasione di avere un simbolo tanto bello, tanto puro, tanto grande? Due anni fa ho girato librerie specializzate senza trovare niente. PERCHÈ? È passato quasi un secolo. I nomi degli incursori sono noti. Perché di lei non c’è traccia?»

«Mi stai mettendo curiosità, in effetti.»
«Beh, per una decina di anni me la metto via. Poi l’anno scorso vado in gita in montagna e trovo un monumento ai caduti del mare. Posto strano, per dei marinai. Ma può starci. Tra quei nomi c’è quello di una donna con un cognome spagnolo. Vado sul sito dell’AMNI, mando una mail chiedendo chi erano ‘sti caduti. Rispondono con una lista dettagliata da cui manca un solo nome: quello.»
«Come fanno a non saperne niente!?»
«Già. Cerco aziende, imprese o società con quel nome nella regione del monumento. Ne trovo una, ma ha DUE cognomi: uno italiano e uno spagnolo. L’azienda è fondata nel 1953. Su Google cerco a Gibilterra ristoranti, bar o taverne con quel nome. Zero. Però mio padre collezionava le guide del Touring club. La più vecchia che ho è del 1992 e lì c’è un locale “tra i più antichi della costa” che ha cambiato parecchie gestioni. Li contatto. Rispondono che durante la guerra quel locale era di una coppia con il cognome che cerco. In ingresso hanno una galleria di fotografie e me la mandano.»

 

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«Noti niente?» dico.
«No. Aspetta… sono troppo vecchi per avere un bambino così piccolo.»
«È quello che ho pensato anch’io. E allora m’è venuta un’idea. Io credo la donna dei nostri servizi avesse un figlio, lì. Credo che non sia affatto morta per gli incursori o per il fascismo, ma perché aveva paura di rappresaglie. È morta per proteggere questo bambino qui, non la X° MAS. Ecco perché non è mai stata ringraziata né nominata. Lui è cresciuto con la famiglia adottiva, ossia i proprietari del locale. Poi è emigrato in Italia durante il boom economico, ha tirato fuori il cognome della mamma e l’ha aggiunto a quello dei genitori adottivi. Come tanti ha aperto una piccola impresa edile, è cresciuto, s’è sposato. E quando gli è nata una figlia, l’ha chiamata come la nonna: Reaper.»

 

 

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«Cosa?» dice, riscuotendosi «cioè io sarei…»
«…la nipote dell’agente. Sì.»
«M-ma è pazzesco. Sei sicuro di quello che dici?»
«Scopriamolo, è anche per questo che sono arrivato fin qui» dico, tirando fuori il cellulare e mostrandole la foto di un Panerai Radiomir «tu hai mai visto un orologio come questo?»
«È uguale a quello che aveva mio padre.»

«Ecco. Io credo di sapere cos’è successo davvero, quella volta. Vedi, tua nonna morendo ha fatto qualcosa di enorme: ha dimostrato che nessuna dittatura, nessun lavaggio del cervello, nessuna retorica batte i legami di sangue. Ti rendi conto di che casino avrebbe tirato su, in un’epoca dove si idolatrava Mussolini e la donna doveva essere umile e remissiva al servizio dell’Impero?»

«Avrebbe dimostrato che… un figlio conta più di un dittatore?»
«EH, HAI DETTO NIENTE! Prova a dire in nord Corea una cosa del genere e dimmi che succede! No, era meglio cancellarla dalla Storia e tenere solo i superuomini. Ma Durand aveva un senso dell’onore enorme. Reputò l’insabbiamento una porcata e si ribellò. Credo sia stato lui a far inserire il nome di tua nonna sul monumento ai caduti in Trentino. Credo sia stato lui a dare il settimo orologio a tuo padre in sostituzione di una medaglia. E credo fosse quello il motivo per cui chiedeva udienza a Roma: voleva riabilitare la memoria di tua nonna. Rendere pubblica la storia. Quando nessuno l’ha ascoltato, ha rinunciato al suo orologio gettandolo via. Non ha detto per caso al commesso che c’era un settimo orologio. Io credo fosse l’ultimo, disperato tentativo di riabilitarla prima del buio.»

Il sole ha iniziato a scendere in questa specie di frammento d’Italia passata.
È dolce, surreale e crudele, questo posto. Ma c’è pace e silenzio.

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«Dio. All’improvviso…» dice, stringendosi le braccia «la mia vita sembra così… piccola.»
«Siamo in due» sorrido.

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«La doppierai?»
«Non lo so. Non so se sono in grado. E non mi piacciono i film tristi.»
«È una commedia.»
«…scusa?!»
«Una tragedia è una commedia vista di spalle. Raccontare questa storia con la retorica la renderebbe patetica. Siamo italiani. Amiamo quello che possiamo sfottere e rispettiamo ossequiosamente quello di cui non ci frega un cazzo. Quello che ha reso grande il nostro cinema ai tempi di Mastroianni era che raccontavamo noi alla nostra maniera. E io voglio fare una cosa simile» dico, porgendole la sceneggiatura.

La guarda come se fosse un burrone.

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«Va bene, la leggo. Però non t
L’abbraccio.
«Non ti prometto niente! Ho solo detto che la leggo! MOLLAMI!»

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Venezia, ferragosto 2016

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Solo il mare, odore di rosmarino e zampironi. Chilometri di spiaggia vuota, poi casupole di pescatori che vendono il pesce alle massaie direttamente dalla barca. Non ci sono turisti, alberghi o club. Qui dormi con la porta aperta, non esiste ricezione Internet, il bar è lo stesso del 1950 così come la chiesa e l’osteria. Dopo sei mesi sono tornato a mangiare sano. Fumo e bevo di meno. Con la bassa marea mi sveglio alle cinque e vado in spiaggia a raccogliere telline; a volte ci faccio il sugo, a volte aglio e prezzemolo. Leonora dorme fino alle 10, prende il sole, legge. La sera andiamo al Lido o c’imbuchiamo a una delle tante sagre.

Quando finisco di scrivere questa roba sono passate due settimane.

Reaper ha il mio numero e io non ho il suo: può solo farsi viva lei. Se dicesse di sì inizierei a fare telefonate per mettere in moto questo strano carrozzone che poi è il sogno della mia vita. Se dicesse di no, ho l’impressione non sarebbe comunque stato lavoro sprecato. Non so dire il motivo. Ma forse è meglio così: come disse qualcuno, le parole rovinano anche le storie migliori.

 

Fine.

  • mao

    non sono sicuro, ma forse…

    Il principe nero. Junio Valerio Borghese e la X Mas
    di Jack Greene e Alessandro Massignani

    • Spuntano fuori drogamizzati dappertutto, su questo blog.
      Prima Across, poi mao.
      Non l’avrei mai detto.

      Che si dice in LCA? 😀 (sto scherzando ovviamente)

      • mao

        ma lol! (chi sei?)
        in LCA non so che si dica ora come ora, fortunatamente mi sono disintossicato da qualche anno 😛

        • ahahah.
          So che non giochi più, anche perché ormai sono veramente rari i superstiti che ancora si ostinano a giocarci… anch’io ho smesso da un bel pezzo. Era giusto per “accertarmi” della tua identità.
          Io sono mod per tipo una settimana, tra l’altro mentre te eri smod se non sbaglio. Nick impronunciabile, quasi assente nel gioco, mi piaceva più il forum. Ho bazzicato anche uni1 per un po’.
          Più facile di così…. 😀

          Curiosità, come sei finito sul blog del Nebo (che a quanto vedo segui già da un bel pezzo)?

          • mao

            grazie a dio mai stato smod, solo mod 😛
            sul blog sono finito a causa di un altro ex-ogamer veneziano 😉

        • Across

          Oddio… non so se raccapricciarmi o pensare che sia solo il naturale e inevitabile corso degli eventi: siamo tutti passati da una droga digitale all’altra (anche se la droga di Nebo quando è disponibile la prendo in versione cartacea).
          Ben ritrovato Mao!
          Wrong, scusami se ho interrotto il discorso mesi fa, ma mi confermi che avevo intuito bene chi sei… caro il mio G4t5vm! (lettera più lettera meno)

          Nebo, mi spellerei volentieri le mani per dimostrarti la mia ammirazione, ma non penso che ne trarresti giovamento. Però la solita birra alla prima occasione utile non te la toglie nessuno!
          A mio modesto parere un eventuale film dovrebbe includere ad ogni costo l’intera vicenda narrata, non solo i fatti storici di quest’ultimo capitolo. Avrebbe una trama più complessa e più personaggi interessanti, con meno rischio di cadere nella retorica stucchevole. Ma soprattutto l’accostamento tra antico e moderno, serio e faceto, tragico e comico, che come hai detto tu ha fatto la fortuna del nostro cinema… e mi permetto di dire anche di questo blog.

      • Laurelion

        “Sì lo voglio”
        La nuova commedia romantica dell’anno: Nebo e la Droga.

        • La droga ci unisce tutti!

  • Avion

    Feels.

  • Andrea

    Mortacci tua Nebo , sta storia è vera?! Bravo.

  • Doc

    madonna nebo che racconto, standing ovation per il colpo di scena!
    curiosissimo di sapere come fa a finire

  • Francesco Losa

    Eh la là.
    Vera (spero e penso di sì) oppure no, ti sei davvero superato.
    Complimentoni.

  • Jokerigno

    Lacrimuccia.

  • Rowin

    Santo cielo, complimenti :

  • Lenny

    <3

  • Manuele Covili

    Che storia Nebo, non ho mai voluto così tanto che un tuo racconto fosse vero come questa volta.

  • Andrea Peduzzi

    Bellissimo!

  • Luca Di Mauro

    Forse sono stupido io ma una cosa non mi è chiara: il bambino nella Gibilterra britannica era esposto a ritorsioni da parte di chi? Non sarebbe stato meglio vendere le informazioni agli inglesi in cambio di vita (magari altrove) per entrambi?

    • MC

      Se lei avesse parlato il bambino sarebbe stato esposto alle ritorsioni degli italiani.

      • Luca Di Mauro

        … ma il bambino si trovava in territorio nemico. Anche ammettendo la presenza di agenti fascisti, la madre avrebbe potuto negoziare protezione per informazioni.

        • MC

          Sicuramente, ma…quando hai un figlio, la protezione non è mai abbastanza. Probabilmente aveva troppa paura. Ricordiamo comunque che, per quanto possedimento inglese, Gibilterra è in Spagna, e gli spagnoli per quanto neutrali aiutavano gli italiani. E se l’Asse poi avesse vinto ?
          Un genitore mette la vita del figlio prima della propria.

          • Sara Bersani

            La gente non è più abituata a gesti del genere.

          • Sara Bersani

            genitori in primis

        • Sara Bersani

          Più che degli italiani immagino temesse ritorsioni naziste. Quasi sicuramente non si fidava degli inglesi, non a torto.

  • Matthew77

    Sei un grande!

  • Juxhin Deliu

    Risvolto conclusivo veramente toccante. Probabilmente uno dei tuoi migliori, questa volta non mi è riuscito di ridere manco quando ce n’era l’occasione

  • Abibobe

    Ciao, chiudete tutto, chiamate Barbie Xanax, GQ e compagnia bella e ditegli di cagarsi in mano per poi prendersi a schiaffi da soli. Nebo sei meraviglioso

  • Leomax

    Spettacolo ! Incrociamo tutto l’incrociabile. Se è tutto vero, stai praticamente riscrivendo un pezzo di storia.

  • Fabio Gnesin

    Questa storia è da paura

  • segolas

    Ma questa storia è vera o è come le stigmate di Padre Pio?

    • MC

      Mi hai ricordato il post dove Nebo prendeva per il culo quelli dell’UAAR. Sei un loro degno rappresentante.

      • Sara Bersani

        qual’è ?

      • Laurelion

        dai li sfotteva solo in una foto xD

  • Jacopo

    Nebo, come al solito grande racconto.Posso chiederti che scrittori ti piacciono?Ricordo di aver letto una qualche tua intervista dove parlavi di un autore-ricordo fosse cattolico- che non riesco a farmi venire in mente.

    • Scrittori che mi piacciono sarebbe un elenco lungo e difficile. Di cattolici non ho idea. Eco, forse?

      • Sara Bersani

        non era per caso Chesterton ?

        • Jacopo

          Purtoppo no ad entrambi.
          Se chiedessi i primi 3 autori che consiglieresti, senza fare elenchi lunghi e difficili?

          • Vecchi: Pirandello, Twain, Hemingway.
            Moderni: Ludlum, Cussler, Follett.

    • Sara Bersani

      stranamente lo ricordo anche io, ma non riesco a trovarla su internet.

  • Sara Bersani

    Ah

  • Rachele

    Io vengo qui per ridere, non per commuovermi, maledetto bastardo.

  • PazienteZero

    Il problema nel farci un film è che gli attori italiani sono dei gran cani, mentre i doppiatori meno, quindi i personaggi andrebbero ridoppiati tutti. Inoltre in Italia chiunque non dipinga le nostre forze armate durante la seconda guerra mondiale come codarde, poco motivate ed incompetenti viene bollato come fascista.

    • Prima parte: no. Ti posso assicurare che ho visto provini di attrici italiane ECCEZIONALI. Livello altissimo, da cinema internazionale. Il problema è che spesso hanno un’età che non si adatta alla sceneggiatura. Quindi ti trovi una cagna che però ha l’età giusta e rinunci a un mostro che ha l’età sbagliata. Il cinema è immagine e movimento, prima.
      Seconda parte: tutto, tragicamente, vero. Ma proprio da sottoscrivere e firmare parola per parola.

  • E’ una di quelle storie che aspetti tutta la vita. Congratulazioni. Stupenda.

  • Nebo, te lo dico col cuore (o col culo, se ti piace di più): cazzo, quanto sei bravo. Veramente, dannatamente bravo.
    In questo ultimo racconto sei riuscito a condensare insieme tutto ciò che di cui sai scrivere meglio: racconti di Storia misconosciuti, riflessioni su donne e vita contemporanea, il cazzo e la merda e i negri e tourette, alcool e droga e puttanate.

    E una frase su tutte:
    “«Una tragedia è una commedia vista di spalle. Raccontare questa storia con la retorica la renderebbe patetica. Siamo italiani. Amiamo quello che possiamo sfottere e rispettiamo ossequiosamente quello di cui non ci frega un cazzo.”

    Applausi, applausi fino a spellarsi le mani.
    Quante persone ancora non capiscono che “Amici miei” di Monicelli è una tragedia vista all’opposto.
    Grazie, grazie, grazie.

    Non smettere mai di scrivere, porca puttana.

  • cinzia cortesi

    Che bel racconto!
    Così bello che per la prima volta commento e te lo dico.
    ciao Nebo

  • Chocolater

    Chiara, doppio cognome, un passato da doppiatrice. Trovata.

    • Sara Bersani

      mai sentita

    • Sara Bersani

      non so se sia del tutto una buona idea indicarla, anche se la curiosità è altissima

      • Chocolater

        Infatti non l’ho fatto

  • J. Galt

    … Dio, non ti ho mai chiesto nulla perché credo che non me lo merito, ma se esisti, puoi fare che tutto ciò accada?

  • alex

    Da appassionato di orologi è un piacere leggere cose corrette sul rapporto tra la 10a Mas e Panerai (specie nell’era in cui forniva esclusivamente la marina italiana, dal 1936 al 50, quando l’officina fiorentina Panerai sfornava brevetti veri e non “collector baits” come ora).
    Per chi non lo sapesse, il Radiomir di cui si parla era un oggetto di questo genere: https://it.wikipedia.org/wiki/X%C2%AA_Flottiglia_MAS_(Regno_d%27Italia)#/media/File:Radiomir3.jpg
    con probabile movimento Rolex a carica manuale, e prendeva il nome dalla miscela di radio usata per illuminare le cifre (radioluminiscenza), necessaria per poter leggere l’ora sott’acqua.
    Un oggetto simile, ora, se originale in tutte le sue parti, varrebbe non meno di 500000€

  • Laurelion

    Commosso.
    E’ bello vedere nascere qualcosa.

  • Lorenzo Santé

    Ciao Nebo, bello assai!
    Ho trovato una storia per te, tiè:
    https://it.wikipedia.org/wiki/Robert_Liston

    • Spettacolo. Probabilmente già guardi The Knick ma in caso contrario fallo.

      • Lorenzo Santé

        Lo conosco, lo conosco. Bello, ma la seconda stagione non mi ha preso!

  • Knicks fan

    Ma perchè la tizia era rinchiusa in convento ?

  • Lorenzo Rotesi

    Molto bello. Un paio di dubbi, strano che gli Inglesi non abbiano minacciato il figlio per avere informazioni, forse ne ignoravano l’esistenza. Secondo mi sembra strano che Luigi Durand non abbia ricevuto udienza a Roma, è stato parlamentare in 5 legislature non certo fasciste, ha fatto parte di due Commissioni e è stato Sottosegretario di Stato alla Marina del secondo Governo Andreotti. Volendo avrebbe avuto tutti i modi di rendere pubblica questa storia che in un periodo di antifascismo sarebbe stata raccontata volentieri dato che appunto andava contro il regime.

    • Se vai nel negozio e chiedi al commesso, ti racconta tutta la storia e ti mostra l’orologio con la dichiarazione scritta.

      • Lorenzo Rotesi

        no no ma ci credo, era solo una cosa che mi faceva strano. cioè alla fine Durand non era uno sconosciuto alle istituzioni. Questo era il senso.

  • alessia

    Ciaoooo! Un giorno a caso,in una sera a caso, per un destino casuale, ho incontrato un ragazzo ,ovviamente per caso.Questo ragazzo si chiamava come uno dei protagonisti della storia che sto scrivendo, così illuminata dal caso, gli ho parlato del mio BLOG,invitandolo a leggere. Non pensavo che lo facesse sul serio, invece dopo qualche giorno mi ha inviato una sorta d’analisi del mio scritto e mi ha citato il tuo blog ,dicendomi di leggerlo,perche’ se pur trattiamo argomenti distanti anni luce,la scrittura istintiva e di flusso ci unisce. Dai un occhio alla mia pagina,a me ha fatto piacere imbattermi nella tua,se pur PER CASO.Se sei allergico alle storie ‘d’amore’ prima prenditi qualche antistaminico!

    https://unabiondaeunapenna.wordpress.com/

    • Kremisi

      Perché devi rovinare uno dei racconti più splendidi di Nebo con del becero spam? Ma non ti vergogni?

      • alessia

        Ciao. Ti è capitata la persona sbagliata a cui fare commenti acidi gratis. Eccoti il tuo conto: Non sto pubblicando link rimandati a della lingerie o a dei buoni sconto super mercato, quindi la parola spam te la puoi riprendere.In un blog di scrittura ,in cui si scrive appunto, lascio un link per la mia storia ,poiché ho una passione comune ed INERENTE,ciò è molto più azzeccato del tuo vano commento. Ti hanno mai detto che si fa anche così nei blog, per far scorrere idee e pareri costruttivi? quindi no non mi vergogno ,se ti era rimasto il dubbio! Ti auguro una buona serata e una buona vita ma mangiati uno zuccherino e addolcisciti.

  • Kremisi

    Sarà che sono napoletano, ma sapere che alcuni miei compaesani sono riusciti a creare una base segreta nella base degli inglesi mi ha riempito di orgoglio.

    Grazie, Nebo. È sempre un piacere leggere i tuoi articoli.

  • Nick Mentafredda

    una domanda: lo vedremo mai questo film?

  • Puzza87

    Bellissima!!!

    • Sei quello di Nonciclopedia?

  • Alex Libertyfighter

    Mado… ma sta roba, nomi a parte è vera?? Se è come sembra SPERO vivamente che ti chiami e sto film lo voglio vedere…
    Complimenti