Come nasce la Blue whale o il green dolphin

«Dotto’, lei deve salva’ mi fijo.»
«Non sono dottore.»
«È uguale.»
L’ufficio dello psicologo è spartano ma ordinato, scaffali anni ’70 pieni di libri, una scrivania dall’aria scolastica e due seggiole in plastica e alluminio. C’è silenzio e profumo di carta. La donna ha passato i quaranta, indossa un paio di jeans e una maglietta stinta, zeppe di corda su piedi callosi.
«Quanti anni ha, suo figlio?»
«Sedici. Da un po’ de mesi ha iniziato a comportarse strano. Poi, ieri sera, quand’è uscito so’ andata in camera sua e ho trovato questo» dice la donna, porgendo un foglio stropicciato. Il titolo è “Il gioco del delfino verde”.
«Io conoscevo la balena blu» fa lo psicologo.
«EH, E QUESTO È ER DERFINO VERDE»

1) Acquista un poster della Lanterna, appendilo in camera e manda una foto al tuo tutor.
2) Svegliati alle 4:20 e guarda video di naufragi che ti manda il tutor.
3) Mangia della panissa. Solo tre pezzi, poi manda la foto al tutor.

«Cos’è la panissa?» domanda l’uomo.
«Polenta de ceci fritta» fa la donna.
Lo psicologo fa una smorfia di disgusto.
«’o so, ‘o so. Legga, legga.»

4) Disegna una barca su un foglio, accartoccialo e buttalo nel cesso. Tira l’acqua e guarda il foglio sparire. Manda il video al tuo tutor.
5) Se sei pronto a diventare un delfino, scriviti “belin” sulla fronte. Se no, mangia della panissa.
6) Sfida.
7) Inciditi con un rasoio il miglio nautico sulla mano. Manda la foto al tutor.

«Hmmm, potrebbero essere atti di autolesionismo atti al ricondizionamento psicologico» dice l’uomo, alzandosi a cercare un libro «Ma a sedici anni è possibile sia una recita per attirare l’attenzione.»
«Dotto’, nun c’ho capito gnente, ma legga.»
«Non sono dottore.»
«LEGGAAAAA.»
L’uomo torna a sedere.

8) Scrivi “#sono_un_delfino” sulla tua bacheca Facebook.
9) Sconfiggi la tua peggiore paura.
10) Svegliati alle 4:20 e vai davanti a uno specchio d’acqua. Lago, piscina, fiume, mare. Anche una pozzanghera va bene.
11) Acquista un costume da Gabibbo. Indossalo e manda la foto al tutor.
12) Metti dell'acqua in bocca e facendo i gargarismi intona "Con quella faccia un po' così, quell'espressione un po' così, che abbiamo noi quando andiamo a gurgle gurgle".

«Questa canzone l’ho sentita tanti anni fa» fa lo psicologo «La cantava un uomo mentre affogava in spiaggia.»
«Poi è morto?»
«No, era sulla battigia. L’ha salvato un bambino sollevandogli la testa.»

13) Ascolta “liberaci dal mare” per 100 volte.
14) Riempi il lavandino e tieni la faccia in acqua più che puoi.
15) Esci con una donna e chiedile di pagare anche per te.
16) Fai in modo di stare male o mangia una pizza stracchino e pesto.

«Stracchino e pesto» mormora lo psicologo.
«Me dica lei se nun è grave.»
«Suo figlio probabilmente si sente escluso dalla comunità e cerca di integrarsi in un’altra. Ma non capisco quale.»
«Se nun lo sa lei.»

17) Trova lo specchio d’acqua più grande e profondo che trovi. Resta sul bordo per un po’.
18) Sali su una torre. Concentrati. Immaginala affondare.
19) Prova a salire su una barca. Se non ci riesci, la prova è superata.
20) Il tuo tutor verifica se sei affidabile.
21) Parla su Skype con un altro delfino.

«Torri che affondano, specchi d’acqua, delfini, barche su cui non si riesce a salire, polenta coi ceci» fa lo psicologo «Ma che razza di indottrinamento è?»
«Ma io che ne so? Finisca.»

22) Metti i piedi dentro uno specchio d’acqua.
23) Sfida: ripeti che l’America l’ha scoperta Cristoforo Colombo. Fallo finché ti sembra vero.

«Hahaha che sciocchezza, l’America l’ha scoperta Amerigo Vespucci, lo sanno tutti» sorride lo psicologo «Colombo ha scoperto san Salvador. Tra l’altro ignorando i calcoli di Eratostene e cappellando gravemente la dimensione del globo terrestre. Se non avesse sbagliato strada sarebbero tutti morti in mezzo all’oceano.»
«Ma sticazzi de ‘ste robe da froci, vada avanti.»

24) Impara a riconoscere gli albarini.

«E cosa sono?» fa l’uomo.
La donna alza il labbro e stringe le spalle.

25) Incontrati di persona con un delfino.
26) Il tuo tutor ti dirà la data e dovrai accettarla.
27) Alzati alle 4:20 di mattina e guarda un acquario.
28) Non parlare con nessuno per tutto il giorno. Se sei costretto, fatti andare di traverso la saliva.
29) Impara la differenza tra bere dal rubinetto e waterboarding.
30-49) Svegliati tutti i giorni alle 4:20, guarda video di naufragi, mangia almeno un piatto di pasta al pesto al giorno, parla con un delfino.
50) Trasferisciti a Genova.

Lo psicologo depone il foglio: «Sconvolgente» dice.
«CAPITO?! Ma che problemi c’ha?! Che je manca? Che avemo sbajato?!» grida la donna.
«Innanzitutto, si calmi.»
«MA ABBIA PAZIENZA! Ieri sera mio marito va da lui, gli dice…» si soffia il naso «aò maschio, domenica nnamo a vede’ ‘a Lazio?, e mi fijo sa che risponde? Papà» singhiozza la donna «èmmo za daeto!»
«E cosa significa?»
«MA CHE CAZZO NE SO IO! MO’O DICA LEI! È POSSEDUTO?! CHE IDIOMA È, LE BESTIE DE SATANA, I NORMANNI, COSA?! COS’È?! Ma lo sa che m’ha raccontato la madre de Mario, n’compagno de scuola? Che mi fijo è annato in discoteca co’ gli amici e ha ordinato un Basito!»
«Un cosa?»
«ER MOJITO COR BASILICO AR POSTO DAA MENTAAAaaah» piange la donna battendo i pugni sulla scrivania «Mo’ dopo questa come posso spera’ de fallo scopa’!?»
«Signora!»
«EH SCUSI, EH! Ma ha presente se vai co’ ‘na romana ar bar e ordini un basito che succede?!»
«No, cosa succede?»
«PENSA CHE SEI FROSCIO, ECCO COSA!»
«Su, su, sta esagerando» dice l’uomo, porgendole un Kleenex «pensi che in Russia, invece di questo Delfino verde, c’è la Balena blu. E alla fine i giovani si suicidano, altro che diventare genovesi.»
«È ‘a stessa cosa.»
«Non lo dica nemmeno per scherzo. Un romano che vuole diventare genovese è… peculiare, ma non un suicida. Sarà attratto dal mare. Vorrà fare il marinaio.»
«MA MI NONNO ERA DE PISA!»

 


«Ah» fa lo psicologo, tirando indietro la testa.
«Capisce, adesso?» dice la donna, con un filo di voce «Noi siamo il sangue che ci portiamo appresso. Er tempo è ‘na bugia. Cos’è uno, senza storia? A che s’aggrappa? Ce credo che poi s’arruola nell’Iris o fa er capidoglio azuro, ‘a balena verde…»
«Blu.»
«MA PURE LILLA, DOTTO’! Io so’ ignorante, non ho studiato, p-però… Quanno c’erano carestie, assedi, traggedie, i nostri avi sapevano chi l’aveva messi ar mondo. Sentivano de rappresenta’ mamme, nonne, bisnonne, indietro fino a prima de Garibaldi. E SE PENSI QUESTO NUN SEI MAI SOLO! Sei ‘na linea, no un punto! Un punto è come ‘a particella de sodio! È solo, nun sa dove anda’, se perde, more! Una linea nun se perde mai! Se non hai un motivo pe’ sta’ in piedi, stai in piedi per il sangue tuo! Me spiego?»

Lo psicologo si sporge sul tavolo.
«Scusi, con tutto il rispetto: ma per non far sentire suo figlio un… punto, come lo chiama lei; cos’ha fatto? Che gli ha detto?»
La donna stringe gli occhi: «Ma che, serve dirglielo, che ha ‘na famija?»
«Non saprei. Suo figlio conosce i nonni? È mai stato a Pisa? Ha idea di quale sia la sua storia?»
«No.»
«In casa avete foto, oggetti, cose che dicono chi siete, da dove venite?»
«No. Ma che c’entra?»
«Così» dice lo psicologo, appoggiandosi allo schienale «Ogni volta che passo per porta portese vedo corredi della bisnonna, medaglie della prima guerra mondiale, posate con le iniziali… Tutto svenduto a due soldi. Mi sono sempre chiesto cosa rimane in casa di chi vende.»
«Spazio. Ndo’ la metto tutta quella roba?»

«Bè, adesso ha una camera libera» dice lo psicologo.

  • Abibobe

    «MA MI NONNO ERA DE PISA!»
    Un Pisano che vuole diventare Genovese.

    Muoio

  • Daniele Atzeni

    Da Ligure, ogni volta che ti sento parlare di Genova, io rido un sacco

    • Simon

      belin oh, e’ dal 1299 che siamo nei loro pensieri

  • Giacomo Vallarino

    sono un delfino.

  • Nome

    Il Basito mi mancava.. e tutto sommato stavo bene così

  • TheKaspa

    Quindi adesso al bar si ordina direttamente un F4 (Boris insegna)?

    E però no, la gif con Tennant vicino a quell’orrore di pizza… lo sai che i TimeLords hanno gusti strani in fatto di cibo, Ten non arriva ai livelli di Eleven però lo stesso non ce lo vedo a disdegnare quella pizza

  • Scarpe e hobby definiscono le persone.
    Zeppa di corda. In più tifa Lazio.
    Come dire Asics Nimbus e il gruppo jogging cittadino del mercoledì sera.
    Il resto sono dettagli.

  • 1- Incidetevi sulla mano con il rasoio “f24” e inviate le foto al commercialista.

    2 – Alzatevi alle 4.20 del mattino e guardate i travoni che rientrano dal Terraglio. Bestemmiate.

    3 – Tagliatevi il braccio con un rasoio lungo le vene, ma non tagli troppo profondi che sennò mi spaventi i maghreb in stazione.

    4 – Disegnate un ratto nero su una banconota da 5 euro.
    Pagateci due spritz.

    5 – Se siete pronti a “diventare un veneto” incidetevi “gesboro” su una gamba.

    6 – Sfiga misteriosa

    7 – Incidetevi sulla mano con il rasoio “730” e inviate una foto al commercialista. Attendete denuncia per molestie.

    8 – Scrivete “#i_am_Ario” nel vostro status di Facebook.

    9 – Dovete superare la vostra più grande paura. Tornate a casa sobri.

    10 – Dovete svegliarvi alle 4.20 del mattino e andare sul Terraglio.

    11 – Incidetevi con il rasoio una croce di rosso, cimata di corona ducale, col cimiero della testa di Giano bifronte ed i sostegni di due grifoni sulla mano e inviate la foto al commercialista.

    12 – Guardate video psichedelici e dell’orrore tutto il giorno. Poi chiudete la finestra.

    13 – Ascoltate la musica araba che suonano i vicini.

    14 – Tagliatevi il labbro con il bicchiere dello spritz. Bestemiate.

    15 – Passate un ago sulla vostra mano più volte, finchè l’eroinomane di fianco sul bus viene a spiegarvi come si fa.

    16 – Procuratevi del dolore, fatevi del male. Smettete di bere.

    17 – Andate in Stazione Centrale.

    18 – Andate su un ponte di Rialto e state sul bordo.

    19 – Salite su una gru o almeno cercate di farlo finchè l’uccello non si incazza.

    20 – Il curatore controlla se siete affidabili. E’ quello con il cappuccio tirato seduto sotto i portici.

    21 – Abbiate una conversazione con un “veneto” su Skype. Spiegate ad un “veneto” cos’è skype.

    22 – Andate su un tetto e sedetevi sul bordo con le gambe a pensoloni. [Ma il Corsera rilegge le cazzate che sputa Google Translate prima di pubblicarle?]

    23 – Un’altra sfiga misteriosa

    24 – Compito segreto. Il vostro compito segreto ha il cazzo.

    25 – Abbiate un incontro con una “veneta”.
    [Balena nella versione originale]

    26 – Il commercialista vi dirà la data della vostra morte e voi dovrete accettarla. Pagate 300 euro.

    27 – Alzatevi alle 4.20 del mattino e andate a visitare i binari di una stazione ferroviaria. Cercate di non farvi pugnalare lungo la strada.

    28 – non parlate con nessuno per tutto il giorno. Zitti. Muti.
    Osservate come tutti diventino più cordiali con voi.

    29 – Fate un vocalizzo gutturale per affermare che siete un veneto.

    dalla 30 alla 49 – Ogni giorno svegliatevi alle 4:20 del mattino, andate sul Terraglio, bevetevi dodici tagli al giorno, parlate a un “veneto”.

    50 – Trasferitevi a Udine.

  • https://uploads.disquscdn.com/images/03b32446b520b9fe98a538f1ec19a63519d7e88f14a2a1dda9bd74014c90eda4.jpg

    1- Incidetevi sulla mano con il rasoio “f24” e inviate le foto al commercialista.

    2 – Alzatevi alle 4.20 del mattino e guardate i travoni che rientrano dal Terraglio. Bestemmiate.

    3 – Tagliatevi il braccio con un rasoio lungo le vene, ma non tagli troppo profondi che sennò mi spaventi i maghreb in stazione.

    4 – Disegnate un ratto nero su una banconota da 5 euro.
    Pagateci due spritz.

    5 – Se siete pronti a “diventare un veneto” incidetevi “gesboro” su una gamba.

    6 – Sfiga misteriosa

    7 – Incidetevi sulla mano con il rasoio “730” e inviate una foto al commercialista. Attendete denuncia per molestie.

    8 – Scrivete “#i_am_Ario” nel vostro status di Facebook.

    9 – Dovete superare la vostra più grande paura. Tornate a casa sobri.

    10 – Dovete svegliarvi alle 4.20 del mattino e andare sul Terraglio.

    11 – Incidetevi con il rasoio una croce di rosso, cimata di corona ducale, col cimiero della testa di Giano bifronte ed i sostegni di due grifoni sulla mano e inviate la foto al commercialista.

    12 – Guardate video psichedelici e dell’orrore tutto il giorno. Poi chiudete la finestra.

    13 – Ascoltate la musica araba che suonano i vicini.

    14 – Tagliatevi il labbro con il bicchiere dello spritz. Bestemiate.

    15 – Passate un ago sulla vostra mano più volte, finchè l’eroinomane di fianco sul bus viene a spiegarvi come si fa.

    16 – Procuratevi del dolore, fatevi del male. Smettete di bere.

    17 – Andate in Stazione Centrale.

    18 – Andate su un ponte di Rialto e state sul bordo.

    19 – Salite su una gru o almeno cercate di farlo finchè l’uccello non si incazza.

    20 – Il curatore controlla se siete affidabili. E’ quello con il cappuccio tirato seduto sotto i portici.

    21 – Abbiate una conversazione con un “veneto” su Skype. Spiegate ad un “veneto” cos’è skype.

    22 – Andate su un tetto e sedetevi sul bordo con le gambe a pensoloni. [Ma il Corsera rilegge le cazzate che sputa Google Translate prima di pubblicarle?]

    23 – Un’altra sfiga misteriosa

    24 – Compito segreto. Il vostro compito segreto ha il cazzo.

    25 – Abbiate un incontro con una “veneta”.
    [Balena nella versione originale]

    26 – Il commercialista vi dirà la data della vostra morte e voi dovrete accettarla. Pagate 300 euro.

    27 – Alzatevi alle 4.20 del mattino e andate a visitare i binari di una stazione ferroviaria. Cercate di non farvi pugnalare lungo la strada.

    28 – non parlate con nessuno per tutto il giorno. Zitti. Muti.
    Osservate come tutti diventino più cordiali con voi.

    29 – Fate un vocalizzo gutturale per affermare che siete un veneto.

    dalla 30 alla 49 – Ogni giorno svegliatevi alle 4:20 del mattino, andate sul Terraglio, bevetevi dodici tagli al giorno, parlate a un “veneto”.

    50 – Trasferitevi a Udine.

  • Il Basito non l’ho ancora provato, ma ti assicuro che il Basil Smash è una bomba.

  • Nickbon

    C’è scritto che è una donna, la mamma, ma io ho continuato a vedere Mario Brega tutto il tempo

  • agnes

    vero da paura. e lo dico da compratrice compulsiva di paccottiglia-con-un’anima a poco prezzo. ecco, mi hai svelato perchè la compro, perchè so da dove vengo, credo.

  • Andrea Pinazzi

    il finale, mamma mia…

  • Alessandro

    Gran pezzo, e senza ironia cretina (come ho visto in questi giorni, mascherata da “black humor”) su quelli che s’ammazzano davvero.
    Tra l’altro io conoscevo solo la panissa Vercellese, che è un fantastico risotto da uno zillione di calorie tipico di quella zona e che contiene:
    – riso
    – fagioli
    – vino rosso
    – lardo o burro (la vera ricetta prevede il primo)
    – salame
    – parmigiano (a piacere)
    – cipolla
    E se vuoi morire c’è chi ci butta lardo E burro…

    http://www.gazzettadelgusto.it/ricette/primi/la-panissa-piemontese-leccellenza-che-viene-dalla-campagna/

    • Andrea Perrone

      Beh, normalmente si mangia in proporzione 50:50 con il lardo…

  • Niente, ti amo ogni volta come se fosse la prima.
    Fossi una fia, te l’avrei già data infinite volte, essendo uomo, posso solo dare virili strette di mano.

    Chapeau

  • Con o senza blue whale, mi impiccavo uguale.
    Lol che ridere gli scherzi sul suicidio.
    😀

  • hkkrrn

    in una sola frase la Madre descrive il senso della vita, e l’hai nascosta come un truffatore: tusciè

  • Sara

    Ora, io sono di certo una brutta persona, ma sono convinta che quelli che partecipano (leggi si fanno trascinare) a queste iniziative sono comunque troppo fragili per sussistere.
    La società -tutte le società attuali- cosiddetta civile serve a tutelare i più deboli e va benissimo, ma si crea un circolo tale per cui progressivamente diventa meno stabile perché i suoi membri son fatti per la maggior parte di cartapesta. Può sopravvivere un mondo di cartapesta? Ovvio che no.
    Quindi in realtà nel mio consapevole cinismo non riesco a dispiacermi sul serio: sono adolescenti che hanno fatto delle scelte pessime. Non li derido perché non c’è proprio niente da ridere ma non mi dispiace.
    Che poi sia giusto indagare le cause ed eventualmente porre rimedio è sacrosanto.

      • Sara

        Il punto è che non riesco a trovarlo uno spreco, a meno che non si consideri la cosa da un punto di vista strettamente meccanico.

        • Dingo Unchained 🐺

          Esistono altri punti di vista??????
          Ma dai ma mica ci credete davvero a queste cose……..

    • Nicola Ragazzini

      No, stanno semplicemente attraversando un momento in cui sono estremamente condizionabili. Attraversare un momento del genere non è un sinonimo di essere “troppo fragili per sussistere”. Momenti del genere capitano a tutti. Nessuno nasce indistruttibile (e nessuno lo diventa mai del tutto), ma ci si irrobustisce col tempo e con le esperienze.
      Cose come quella del gioco suicida capitano quando si incontra qualcosa di troppo forte per cui non ci si è ancora “fatti la pellaccia”.

      • Sara

        Non sono d’accordo, tanto più se “Momenti del genere capitano a tutti”. A me non sono capitati tanto per fare un esempio diretto. Tanto per farne un altro: si parla tanto di bullismo e cyber-bullismo. Ora io, classe ’77, sono stata oggetto di quello che senza ombra di dubbio adesso si chiamerebbe bullismo. Insulti, prese in giro pesanti, lividi, danni seri alle mie cose… tutto il repertorio completo. 3 anni d’inferno, letteralmente. Mai, nemmeno mezza volta, ho pensato che ferirmi o buttarmi da un palazzo (soprattutto su richiesta di qualcuno) fosse una strada percorribile. E io non sono una campionessa di eroismo eh… sono una mediocre in un mondo di mediocri, uguale a chissà quanti altri.
        Il condizionamento ha dei limiti, non attecchisce così dal nulla.
        Decisamente, troppo fragili per sussistere. Volutamente forse, ma non cambia il risultato di questa disgustosa (riprendo l’aggettivo usato da Nebo che spero capirà cosa intendo) incosistenza che NON è attribuibile ad età o momento.

        • Nicola Ragazzini

          I momenti di debolezza possono capitare a tutti. Siamo esseri umani. Il fatto che a te non siano mai capitati non significa che non ti capiteranno (anche se spero che non ti capitino). In secondo luogo, non siamo tutti uguali: c’è chi ha un punto debole nella propria fragilità, e chi invece non è fragile ma ha il proprio tallone d’achille altrove. Ma ci si può fare le ossa.

          Il condizionamento, a contrario di quello che dici, non ha limiti: altrimenti non si spiegherebbe, ad esempio, come mai certe persone sicure di sé, determinate e razionali, ad un certo punto collassano e si uniscono a sette, culti, o altre fesserie del genere. Non è stupidità, significa “essere umani”, un concetto che forse ti sfugge.
          So che pensare che il condizionamento abbia dei limiti fa sentire sicuri, ma purtroppo non è così.

          Se poi vuoi fare un discorso completo, metti sul piatto anche il rapporto coi genitori, l’educazione che hanno ricevuto, e se questi sono stati in grado di trasmettere ai propri figli la sicurezza in sé e certi valori. Tutte cose che non dipendono dall’adolescente che “vuol fare la balena”, sono cose appannaggio di chi educa.

          In ogni caso, SI’, sono cose che dipendono dall’età e dal momento. Dall’età, perché l’adolescenza è una “terra di fantasmi”: non più bambini e non ancora adulti, si inizia ad avere rapporti più stretti coi coetanei, e ci si inizia a rapportare in modo diverso alla realtà che ci circonda, con tutti i tentativi e gli errori del caso. In mezzo al casino, può capitare che qualcuno ci rimanga sotto, e vuoi dire che è colpa sua?
          E anche dal momento, perché in certi momenti una persona può essere più stressata o più disorientata del normale, e in quei momenti il fusibile della ragione sbacchetta, e non è detto che si riesca a rimanere lucidi.

          “Troppo fragili per sussistere”: chissà perché, ma ‘sti discorsi li fanno sempre le persone che NON si inseriscono nella categoria dei fragili. Un po’ come quelli che dividono il mondo in due categorie: non auto-collocano mai nella categoria più sfigata, chissà perché.

          • Nicola Ragazzini

            Vacca boia che papiro che mi è venuto fuori.

          • Sara

            Infatti io non sono affatto fragile, non vedo per quale ragione dovrei fingere di non saperlo o peggio fingere di non esserlo. Non banalizzare con la questione delle categorie e non buttarla sul pietistico con “gli sfigati”, non si sta parlando di questo. (Tra l’altro io non sono fragile ma sono parecchio nella massa degli sfigati quindi… anzi ciò che mi rende forte è che non mi interessa un beneamato di ciò che dei generici altri pensano di me).
            Il tuo discorso arriva dritto dritto a sostenere che un adolescente non ha la responsabilità delle sue azioni. Contrasto questa idea con molta forza per le ovvie implicazioni che comporta. Non ti sto parlando della responsabilità secondo la legge, ti parlo della capacità elementare di scegliere se ferirsi o meno. Non si tratta di “un momento di debolezza”, si tratta di compiere una precisa scelta. Ferirsi perché qualcuno te lo dice o non farlo.
            Ok, il sistema è creato in modo da togliere progressivamente a qualcuno la capacità di discernere, ma se il primo punto è “inciditi con il rasoio una mano” vedi bene che già chi aderisce non è propriamente una roccia. Non è “balla in piazza” o “esci con le mutande in testa”, che già sono discutibili, ma “lesionati volontariamente”. Non mi sembra una differenza da poco. Quando poi si arriva al buttarsi da un palazzo, confido che un ragazzo già dai 12 anni sappia distinguere tra vita e morte e scegliere di conseguenza.
            Se non lo è, e ribadisco che il mio è un cinismo molto consapevole e razionale, non mi sembra che il mondo abbia perso realmente qualcosa.

          • Nicola Ragazzini

            Nessun appello alla pietà: sei tu che non hai capito un beneamato della frase che hai letto.

            Evidentemente, non avendo mai avuto tu momenti di debolezza, non sai di cosa si parli: in quei momenti, non si è del tutto lucidi. La mente razionale non connette. Buon per te se non ne hai mai avuti, ma non per tutti è così. So che è difficile da capire, ma è così. In certi momenti le scelte compiute sono tutt’altro che precise e consapevoli, sono viziate da una condizione alterata; ma è una condizione che si può superare.

            Il mio discorso sosterrebbe dritto dritto che un adolescente non ha la responsabilità delle sue azioni? E quando mai l’avrei detto? Io ho detto che l’adolescenza è un periodo difficile, per tutti i motivi che puoi leggere nel mio commento di prima, e che in un contesto del genere una mente confusa può essere influenzata facilmente.
            Certo, uno che “così facilmente” decide di incidersi cose su una mano e mandarne le foto a uno sconosciuto è uno che ha già dei problemi pregressi (alcuni dei ragazzi avevano già tentato il suicidio anche prima che arrivasse la balenottera azzurra), ma sono problemi che possono essere risolti. Di norma, se uno ha dei problemi, si cerca di risolverli. Seguendo il tuo ragionamento, quando hai un problema al motore della macchina cosa fai? La butti via e giri a piedi? Oppure, rimanendo in campo umano, se uno si becca una polmonite, che fai? Lo sopprimi perché si è ammalato e quindi “è troppo fragile per questo mondo?”

            Non sei per niente fragile, è vero, ma il tuo grosso limite è che non vedi più in là del cancello di casa tua. Qui non stiamo parlando di considerare gli adolescenti degli esseri incapaci di intendere e volere, bensì di capire che in quella fase della vita si è più condizionabili che in altre. Secondo te non è vero, ma io davanti allo schermo vedo una persona che si dichiara cinica, che dice di non essere fragile, che dice che se ‘sti qua sono morti alla fine non è una perdita per nessuno… e poi dice che nell’adolescenza ha subito del bullismo pesantissimo (anni d’inferno, addirittura). Potrebbe esserci un collegamento tra le due cose, non trovi?

          • Sara

            Io: “Il condizionamento ha dei limiti, non attecchisce così dal nulla.”
            Tu: “Il condizionamento, a contrario di quello che dici, non ha limiti”
            Sempre tu: “uno che “così facilmente” decide di incidersi cose su una mano e mandarne le foto a uno sconosciuto è uno che ha già dei problemi pregressi”

            Q.E.D.

          • Nicola Ragazzini

            Non è che tutti i casi di condizionamento sono uguali a questo, eh. In questo caso c’erano già dei problemi precedenti, ma non sempre è così.
            Possono esserci condizioni pregresse che lo favoriscono, così come possono non esserci. Per fare un esempio, una persona può non avere nessun problema precedente ed essere equilibrata, ma può trovarsi ad un certo punto ad affrontare una situazione estremamente dolorosa che non aveva mai provato prima, e non sapendo come affrontare la situazione, diventa vulnerabile: e in questa vulnerabilità si è più influenzabili.

            Se provassi a ragionare, magari ci arriveresti da sola e non sprecheresti dei c.v.d. a vuoto.

    • PazienteZero

      Chi si toglie la vita non rappresenta necessariamente lo scarto, o comunque la parte più debole, della società. Questa cosa della sopravvivenza individuale a tutti i costi, della vita valore inalienabile e compagnia lagnante, è un concetto tossico tutto cristiano che ha ridotto noi occidentali alla stregua di larve umane, e non mi riferisco solo all’accanimento terapeutico.

      • PazienteZero

        La vita va vissuta se è dignitosa e libera, viceversa si combatte sino alla morte. Non mi sento di giudicare negativamente chi, non in grado di combattere, se la riprende. I ragazzi che se la sono tolta negli ultimi anni, hanno fatto sì che le cose per gli altri migliorassero. In qualche modo, tutto ciò si è tradotto in un sacrificio. Anche con me i bulli ci hanno provato, ma mi sono fatto valere, e ti assicuro che non è stato indolore. Tu invece hai sopportato vigliaccamente, vivendo anni d’inferno, e facendo sì che il meccanismo non si spezzasse neppure verso gli altri. E questo ti rende migliore degli altri? Se i primi africani resi schiavi avessero combattuto sino alla morte, si fossero tolti la vita appena possibile, la schiavitù non sarebbe mai nata e avrebbero risparmiato una vita miserevole ai loro contemporanei ed a generazioni di loro simili.

        • Sara

          L’involontaria ironia di questo commento/pensiero farebbe sorridere se non fosse agghiacciante l’evidenza retrostante.

          • PazienteZero

            Illuminaci, o maestra di vita, così da permetterci di crogiolarci nei soprusi e nella mediocrità, felici come porci nella merda, e insegna anche a noi ad appuntarcela come una medaglia sul petto, come fossimo tanti Luigi Di Maio, così da rendere ancora più eroica la nostra resilienza di fronte alle avversità. Quello che volevo dire è che, per molti, esistono tante situazioni peggiori della morte, ed è questo che ci distingue dagli animali, il cercare di plasmare il mondo circostante inseguendo il nostro ideale di benessere o felicità.

          • PazienteZero

            Invece tu giudichi questi ragazzi senza conoscere le esperienze che hanno vissuto (che potrebbero essere state ben peggiori delle tue), le loro prospettive future (idem). P.s. Sopportare tutta la merda che arriva non ti rende un essere umano forte. I forti agiscono.
            Spero di non essere stato involontariamente ironico.

    • angelo969

      Una sola domanda: ma che cazzo hai capito dal racconto di Nebo?
      Non è questione di essere cinici, è proprio questione di capire i contenuti.
      Nebo scrive di uno spazio che se lasciato libero trova altri contenuti che lo riempiano.
      Poi esisto percorsi straordinari anche se tragici che valgono mille vite trascinate stancamente fino alla vecchiaia

      https://www.youtube.com/watch?v=QrzGpVOPcTI

  • Lorenzo Fossi

    Saggezza vera. Niente da dire.

  • PazienteZero

    Sappi che a “Belin sulla fronte” già avevo capito dove volevi andare a parare; quelle più spudorate dovevi lasciarle per dopo 🙂

  • Laurelion

    Come parlare di cose tue prendendo a pretesto l’argomento del momento senza nemmeno cagarlo di striscio.
    Genio. Ci vuole arte.
    P.S.
    Le voci; la mamma burina romana: ” Quanno c’erano carestie, assedi, traggedie, i nostri avi sapevano chi l’aveva messi ar mondo.”
    Nun va.
    “Quanno c’erano ‘e guerre, li morti ammazzati, er dittattore i nostri papà (o catanonni) sapevano chi l’aveva messi ar mondo.”
    Potrebbe suonare meglio.

  • mario

    mi intrippa la tizia del banner ma chi è???