La strepitosa vita di uno stragista

LA MADRE

Shahla Mateen

Shahla Mateen è una estetista. Nel salone dove lavora, le colleghe la definiscono “scontrosa e paranoica”. C’è stata una volta in cui Shahala s’è presentata in salone urlando che una collega le aveva lanciato uova marce contro casa e le aveva tagliato le gomme dell’auto. Spesso si assentava dicendo “ho problemi familiari, ciao”. Non si presenta mai agli incontri coi professori anche quando il figlio inizia a venire sospeso per liti a sfondo religioso. In vent’anni di matrimonio diventa sempre più violenta col marito finché, nel 2002, viene arrestata per averlo menato. Viene incarcerata con una cauzione di 5000 dollari, ma il marito ritira la denuncia e lei torna a casa.

Dopotutto, se una donna picchia un uomo non lo picchia davvero, dai.

 

 

 

IL PADRE

352FFED100000578-0-image-a-45_1465759665071

Seddique Mateen si considera un importante analista e politico di spicco. Sul suo canale YouTube sostiene che il Pakistan stia inviando negli Stati Uniti dei sicari per ucciderlo. Via satellite tiene una trasmissione dove farnetica contro il Pakistan, parla con Obama o gli scrive lettere aperte, sostiene i Talebani siano patrioti e crea un’organizzazione no-profit per finanziarli. Intestata alle figlie. Poi registra al comune il PROVISIONAL GOVERNMENT OF AFGHANISTAN (allego foto).

12321677_970163523061180_2275385547537975407_n

In Afghanistan comunque lo conoscono e lo reputano un divertente imbecille alla stregua di Andrea Diprè. Si candida alla presidenza dell’Afghanistan (no, sul serio) mentre nel mondo reale vende polizze assicurative. Lui e la moglie vengono denunciati tre volte per non aver saldato dei debiti, e altre quatto volte sono loro che provano a truffare l’assicurazione o i datori di lavoro, prendendola clamorosamente nel culo. Ecco quindi come si svolge una normale conversazione a casa Mateen durante il pranzo.

Padre: «Amore, com’è andata al lavoro?»
Madre: «Le mie colleghe cospirano, le sento camminare nel buio, lì fuori.»
Padre: «No, potrebbero essere i sicari pakistani.»
Figlio: «QUEI FROCI»

 

 

IL FIGLIO

omar-mateen-10

A scuola, Omar cerca di mettersi in mostra coi ragazzi dichiarando che suo zio Osama Bin Laden in persona gli ha insegnato a usare il mitra. Stranamente, invece di cazzo prende un sacco di botte. Opta quindi per Jack’d e Grindr, app per incontri gay e va a spettacoli di drag show. Tutto questo di nascosto dal padre, che però inizia a sospettare al figlio piaccia la banana. Omar deve dissimulare, così si sposa Sitora Yusufiy. La pesta per motivi risibili, tipo perché non ha fatto la lavatrice. O perché lei sa stare sui tacchi e lui no. Quando il padre li va a trovare, chiama il figlio “frocio”. Nella costante lotta per mascherare la propria identità, Omar si iscrive in palestra e tenta di entrare in polizia. Va in moschea quattro volte a settimana, scrive su Facebook insulti all’occidente e loda i terroristi. Nel 2013 riesce a diventare una guardia giurata. Non ha però perso il vizio di spararle grosse, così dice ai colleghi di essere in contatto con membri di Al-Qaeda.

È vero? No.
Però finalmente possiamo introdurre il vero, assoluto idolo della vicenda.

 

 

 

L’FBI

1366655226_fbi_agent_jumps_open_fence

2013
La sala interrogatori del Federal Bureau of Investigation è grigia, coi muri imbottiti di pelle, un tavolo d’acciaio inchiodato al pavimento, due sedie, un faretto incassato nel soffitto, una telecamera nell’angolo e un grande specchio. Omar è seduto con le manette ai polsi. Dietro lo specchio, le migliori menti degli Stati Uniti lo studiano con attenzione mentre i monitor registrano la sua temperatura corporea. Monitor e sensori si alternano a tazze di caffè di Starbucks. Una ventina di agenti speciali è in attesa di ordini.

«Allora, signori, ricapitoliamo» dice l’agente capo «il signor Mateen ha un padre pazzo che parla a favore dei talebani e pensa di essere in contatto con Barak Obama. Il figlio ha dichiarato ai colleghi di essere collegato ad Al Qaeda e la sua bacheca Facebook è un tripudio di insulti all’occidente e giuramenti di fedeltà agli hezbollah, ai talebani, all’Isis e agli eldiani che dei terrestri son nemici alieni
«Parrebbe confuso» osa un’agente in tailleur gessato «Al-Qaeda e Isis si odiano. Di recen… scusi» arrossisce l’agente, abbassando la testa.
«Ecco, meglio. Il mondo è fatto di buoni e cattivi. Non partire con le cazzate tipo uahhabiti, falafeliti o roba incasinata che poi finisce come Syriana.»

«Com’è finita con Syriana?» domanda un agente.
«Guarda l’autofill di Google.»

Untitled-1

«Chiaro? Buoni e cattivi, o nessuno capisce un cazzo. Ora mandate dentro l’agente speciale McCallan.

McCallan, completo grigio antracite e cravatta blu, è sulla trentina. Sull’occhiello porta la bandiera USA. Prende la sedia con studiata lentezza, si siede, incrocia le dita e fissa Omar: «Signor Mateen» dice «nell’assoluto rispetto e senza alcun pregiudizio di natura razziale, religiosa o sessuale, basandomi sul mio ruolo, sul mio addestramento e sulla mia esperienza come agente del bureau, consapevole della mia colpa di essere un biomaschio di razza bianca eteros
«Può saltare il disclaimer?» fa Omar.
«Sei un terrorista?»
«No.»
«Ah ok»
Lo rilasciano.

 

 

2014
L’FBI riceve una telefonata da un commesso di un negozio di armi. Il tipo racconta di un arabo che s’è presentato chiedendo tre giubbotti antiproiettile e munizioni varie, poi ha parlato al telefono dicendo “Allah u akbar” e se n’è andato. L’FBI indaga e scopre che si tratta di Mateen. Lo stesso che in una conversazione con un collega guardia giurata dice che “se l’FBI uccidesse mia moglie e mio figlio sarei libero di diventare un martire.”

Confused-Gary-Payton

È tipo “se la Polonia mi invadesse sarei libero di invaderla”, credo.

Questa volta l’FBI prova un approccio diverso e lo mette sotto sorveglianza digitale. I g-man scoprono che era amico di Mohammad Abusalha, recentemente autodetonatosi in Siria, ma non ci vedono niente di strano perché Omar è arabo, e alla fine gli arabi si conoscono tutti. Omar frequenta il Pulse, club gay di Orlando dove gorgoglia che a casa sua moglie e suo padre gli impediscono di bere, poi si sbronza e scatena risse. Ma questo lo rende un buon americano. Dopotutto a gente così fanno pilotare gli Jaeger, ricordiamo.

Nella realtà Omar di giorno parla con la moglie di fare attentati, va con lei a Disneyland pianificando una strage e si fa addirittura accompagnare a comprare l’AR-15 in armeria. La sera, però, esce a farsi carotare il trinciastronzi da quelli che di giorno insulta e disprezza. Tutto questo continuando a scrivere su Facebook cazzate deliranti su tutto quello che somiglia al terrorismo. L’FBI, memore della prima volta, questa volta lo richiama con una nuova strategia.

«Omar, sei un terrorista?»
«No.»
«Sicuro?»
«Sì.»
Lo rilasciano.

Dopo tre anni che Omar va al club Pulse a rimorchiare, il 18 giugno ci entra con pistola, mitra, esplosivi. Inizia quindi un’escalation di ritardo mentale senza alcun precedente nella storia del pianeta. E se siete persone particolarmente sensibili, non andate oltre. Perché tutto quello che state per leggere vi farà accapponare la pelle.

LA STRAGE

Alle 2.02 un poliziotto armato dentro il club sente gli spari. All’inizio pensa facciano parte della canzone. Quando sente gente urlare e vede gente fuggire, capisce. Dichiara di sentirsi “outgunned” e scappa fuori. Chiama aiuto. Due SWAT di passaggio arrivano, sparano a Omar in mezzo al casino generale. Omar si barrica in cesso dove trova decine di clienti e li stermina come zanzare.

Alle 2.07 Eddie Jamoldroy Justice scrive alla madre di essere nascosto in bagno e che sta per morire perché qualcuno spara. Lei prima gli chiede se l’attentatore è un poliziotto, poi prova a telefonargli perché se tuo figlio è nascosto, fargli squillare il telefono è un’idea eccezionale e conclude con ANSWER THE DAMN PHONE. Non “ti voglio bene”. Non qualcosa di dolce, di materno, di umano.

I’m calling them now
U still in there
Answer our damn phone
Call them
call me

Alle 2.09 la pagina del club Pulse pubblica lo status “uscite tutti dal Pulse e correte”. Perché? A cosa serve? Se sono fuori, non mi serve. Se sono dentro il Pulse so già che c’è una sparatoria e comunque non mi metto a leggere Facebook mentre volano proiettili, ti pare? Il post, comunque, è un successo.

Untitled-2

E io immagino la gente a casa col mouse fermo sopra il like, straziata dalla decisione se mettere la faccina triste o quella a bocca aperta. Deve fare in fretta, è questione di secondi. Sotto, i commenti.

Untitled-5

Alle 2.22, mentre fuori un popolo di scimmie analfabete emette grugniti, Omar telefona al 911 e dichiara fedeltà all’Isis, poi tira in mezzo i bombaroli della maratona di Boston, un suo amico che s’è fatto schioppare in Siria e conclude dicendo che gli USA devono smettere di bombardare il suo paese.

«Ma signore, la guerra in Afghanistan è finita nel 2014.»
«VABBÈ COMUNQUE»

Alle 2.45 Omar telefona a News 13, parla con il produttore Matt Gentili e dichiara di averlo fatto per l’Isis. Poi – sempre continuando a sterminare gente – posta su Facebook e si assicura i social parlino di lui.

Alle 3.58 la polizia arriva coi mezzi necessari. Dentro, un testimone dichiara di aver visto e sentito Omar telefonare alla moglie e dirle che lui è il quarto terrorista, ma che nel club ce ne sono altri tre e anche una donna con un giubbotto esplosivo. Inizia la trattativa coi poliziotti.

Alle 4.57 gli SWAT fanno esplodere un ordigno per fare un buco nel muro, ma non gli viene bene. Allora usano i veicoli corazzati per allargarlo, ma questo li porta solo nella stanza principale. Omar è barricato nel cesso, e ha tutto il tempo d’incazzarsi e sterminare gli ostaggi. A fatica, gli SWAT rimuovono i detriti e avanzano dentro la discoteca col mezzo corazzato. Arrivati al bagno lo buttano giù ammazzando tutto quello che c’è dentro. Camerieri, clienti, cubisti, DJ, ballerini. E Omar. Non che sia strano. Vedete, la polizia in queste situazioni considera gli ostaggi vittime di omicidio temporaneamente vive.

 

 

 

 

 

CONCLUSIONI

Più guardo la vita di questi presunti “attentatori”, più mi convinco che l’Islam non c’entri niente. Né qui, né a Parigi, né in Belgio. Hanno dato la colpa all’integralismo, al degrado delle periferie, al razzismo. All’omosessualità repressa. A me colpisce come Omar abbia mentito a sua moglie fino all’ultimo. Come le abbia raccontando di essere integrato in chissà che gruppo di spaccaculi mentre invece era solo, circondato da cadaveri, in una discoteca che un po’ rappresentava il suo mondo interiore. E nei suoi ultimi istanti di vita non ha parlato con Dio.

Ha guardato Facebook.

Così ho pensato che forse oggi Dio sono gli altri. La rete. Il web. I like, le condivisioni, gli iscritti. Una massa ascesa a entità, in grado di giudicare gli esseri umani come nessun altro ha fatto prima: 10,000 like hanno lo stesso valore per un israeliano e un palestinese. Per la prima volta, l’umanità ha creato un Dio indiscutibile, numerico e inequivocabile. E chi ha una mente semplice farà qualsiasi cosa per averne l’approvazione. C’è chi si suicida su Periscope. Chi per farsi un selfie muore su Instagram. Chi vende la verginità su eBay. Chi si masturba su cam4. Chi ammazza su Facebook. Chi chiede gli auguri, chi supplica condivisioni. Mi viene in mente l’AMMIRAMI gridato dai figli della guerra di Mad Max. O il 42 di Guida Galattica per autostoppisti. Un Dio da venerare mostrandoti e che ti giudica a numeri. Che roba, sarebbe. Che cosa squallida, disperata e immensa.

Ma dopotutto sono uno che scrive vaccate rigonfio di bourbon alle tre di mattina, quindi meglio se la pianto.

  • Diego Sapigna

    Se ti metto un mi piace prometti che non ti fai saltare in aria?

    • Ti pare che sono disposto a rischiare di andare in un posto dove non so se c’è figa/alcool/droga? Dai.

      • Juxhin Deliu

        Ho tirato un sospiro di sollievo a questa risposta

  • Igioz

    un bel melting pot di problemi mentali, degrado ed ignoranza.
    affondano sempre le radici in quell’humus, non c’è un cazzo da fare.

  • Moby

    Dovresti bere bourbon più spesso

  • geebee

    best articolo su orlando evah

  • Foco

    Gli stegosauri si sono estinti per molto meno.

  • Triste ma vero

  • Edoardo

    Nebo 1 – Mondo 0

  • Lorenzo Meulli

    Quindi la versione Burger King dei caramba sono entrati causando ancora più morti? La guardia è scappata?

    Alla faccia del ritardo.

    • Il rinomatissimo trainer definisce gli ostaggi “vittime di omicidio momentaneamente vive”. Quindi non sono poliziotti, sono il sor Vittorio con la divisa. Se non sai liberare gli ostaggi a cosa cazzo servi?

      • AliAriAnn

        Tanto valeva buttare del napalm da una finestra…

      • Gio

        scusa ma perchè scrivi simili cazzate?

        • Sara Bersani

          per stare al tuo livello ?

  • Francesco Cellinese

    la cosa triste è che per leggere qualcosa di così brillante c’è bisogno di burbon e stragi.

  • Leomax

    Un paese troppo libero e troppo ignorante che lascia la gente da sola, genera queste conseguenze.
    Internet e i “social” ci hanno dato la possibilità di guardare nelle anime altrui e ci abbiamo trovato dei selfie nei cessi.

    • Mech

      Chapeaux.

    • Sara Bersani

      Apprezzo molto la seconda frase però troppo libero un cazzo:
      è solo propaganda, sono pieni di leggi cretine che variano da stato a stato come se non bastasse

  • Lorenzo Segantin

    Un malato cresciuto da malati, probabilmente cresciuti a loro volta da malati e così via

  • segolas

    (。◕‿◕。)

  • Ottima analisi, complimenti. Condivido specialmente il finale, anche se credo che la colpa non sia dei social, ma delle “menti semplici”… o meglio, se non esistessero i social troverebbero qualcos’altro per cui immolarsi.

  • Ramza Beowulf

    Se ti metto “Mi piace” mi organizzi un duplex con due studentesse?

  • Saverio Penniconi

    A me sta storia non stupisce per niente, ti racconto una storia di 10 anni fa di un amico compagno alle medie a alle superiori (anni 99-07) di origine pakistana. Famiglia medio borghese, il padre lavorava all’ambasciata, la madre ovviamente barricata in casa.
    La sorella grande un genio, diplomata con lode, voleva fare medicina, chiaramente le viene negato e viene fatta sposare a 19-20 anni con un parente alla lontana, figli, addio vita.
    Il mio amico, fratello minore, persona a modo, insomma ci ho sempre chiaccherato e giocato come è normale a quell’età… poi io ho sempre avuto un debole per i casi umani (forse essendolo anche io). Al liceo ha il suo gruppetto di amici – che non è il mio -, fanno le gare di Beyblade, di Magic, e tutta la merda varia, poi scoprono il basket cominciano a giocarci al campetto, seguono la NBA, un giorno andiamo pure a vedere insieme i Globetrotters. Verso la fine del liceo cambia completamente, comincia a dimagrire, si fa crescere la barba, si lava poco, si veste male, insomma ha un declino evidente sociale e personale. Si viene a sapere che il padre ha scoperto che lui si sta occidentalizzando, che il basket è il gioco del diavolo, che queste amicizie ti rovinano, che invece devi seguire quello che ti dico io che so qual è il tuo bene. Viene mandato un paio di mesi in Pakistan, paese a lui completamente estraneo, mi pare che manco sapesse parlare pakistano. Quando torna non può più uscire e quindi si perde del tutto le amicizie e tutto quello che è connesso. Mi colpì particolarmente quando cambiò la sua foto su MySpace da qualche giocatore di basket a lui in webcam col turbante e la barba lunga e le cose che postava… finì il basket e cominciarono cose tipo Corano e Mohammed Alì.
    Fatto sta che è andato incontro a un “esaurimento nervoso”, insomma una grave depressione e finì internato in una struttura pschiatrica. Poi ecco, sono quasi 10 anni che non ho più notizie. Non mi stupirebbe sapere che fa parte dei foreign fighters o che sia un Omar Mateen.

    • Grazie. È una storia bella. Triste, ma bella da leggere.

  • Laurelion

    Cazzo

  • Per me, uno dei tuoi pezzi migliori.
    La tua capacità nel tirar fuori il peggio/meglio dell’umanità in queste inchieste è bestiale.
    Sto vomitando e ridendo allo stesso tempo.

    Grazie

  • BoboMilano

    Per questo il problema rimane il fatto che l’IS sia ancora in giro: è un simbolo per i mitomani

  • roberto danzo

    Applausi, strepitoso.
    Grandiosa la tua capacità di fare satira con la realtà.
    Solo un appunto minimo: il 42 della guida galattica non c’entra un cazzo, non è un dio da venerare (se non nell’accezione satirica del computer da osannare) e non giudica a numeri.

  • Splendido articolo, la partenza mi aveva fatto pensare al solito taglio, il finale invece dimostra ancora di più che, oltre ad essere un ottimo autore di satira contemporanea e che capisce bene il fenomeno social, hai un cervello straordinario e che scrivi cose che meritano di essere condivise e rilette più volte.

    C’è più cose intelligente sul fenomeni dei “lone wolf” del terrorismo moderno qui che in una settimana di approfondimenti giornalistici a reti unificate

  • Alessandro Ferrari

    Quando scrivi queste cose.

  • Ruggero

    Stavo proprio iniziando a chiedermi avresti pubblicato un altro pezzo. Meraviglioso come sempre. Ho una domanda da farti, inoltre. Se non sbaglio tu sei un grande appassionato di battaglie navali. Hai qualche bel libro del quale consigliare l’acquisto ad un neofita?

    • Rafael

      se posso, in attesa di leggere i consigli di Nebo, ti consiglio “Le battaglie navali del Mediterraneo nella seconda guerra mondiale” di Arrigo Petacco, in inglese invece sto leggendo ora “Shattered Sword: The Untold Story of the Battle of Midway”. il primo è godibile da tutti, il secondo è un po’ più tecnico. comunque amazon è una fonte inesauribile di suggerimenti…

    • Quasi tutta la bibliografia di Petacco. Poi di mio non cerco le battaglie navali, leggo libri di Storia a caso e quando trovo qualcosa di interessante un po’ esploro la mia biblioteca, un po’ Internet, e se non trovo niente vado in biblioteca.

      • Ruggero

        Grazie per la dritta, provvederò a cercare i suoi libri! Spero di leggere presto qualche altro bel pezzo

  • Francesco Spiritelli

    grande! fuori dalle righe ma perfettamente dentro una cruda verità

  • AliAriAnn

    Un giorno qualcuno dirà il mio nome per l’ultima volta. Potrebbe essere mia sorella minore, a me sopravvissuta, o un nipote. L’ultima traccia della mia esistenza svanirà entro una decina d’anni dalla data della mia morte, visto che non voglio figli.
    C’è gente che non accetta di essere Niente, in mezzo ad altri 7miliardi e rotti di Niente Altamente Inquinanti. Trovi quello che per farsi ricordare fa beneficienza, ma anche chi pensa di fare una strage, o di schiantarsi con tutto l’aereo di linea, a seconda delle proprie possibilità. Alcuni fanno figli per sentirsi immortali, oppure credono che i like rappresentino un apprezzamento tangibile. Io scorrazzo felice nelle pianure di Skyrim (beh, Thedas, nel mio caso) e penso che i social siano un divertente riempitivo per i momenti in cui sei al cesso e persino gli ingredienti del flacone di bagnoschiuma sembrano troppo impegnativi, ma comincio a sentirmi in minoranza.

  • ciemmerre

    Grazie Nebo, molto bello e sentito.

  • ElGatoMato

    Dritto al punto come na scarpa’ in ti coioni XD

  • Io credo che tu abbia il dono di percepire, intuire l’essenza.
    Molto più di quanto dovrebbero averne preti e psicologi.

  • nk.cecio

    “Ma dopotutto sono uno che scrive vaccate rigonfio di bourbon alle tre di mattina, quindi meglio se la pianto.”

    Potresti passare al pubblicare annunci di lavoro per assessori grillini, pare vada di moda:

    http://www.ilmessaggero.it/primopiano/speciale_elezioni/roma_m5s_grillini_municipio-1810661.html

    (questo tienilo buono per il prossimo post di politica/attualità…)

  • ArmandMilieu

    So che è da pezzenti tirar fuori cazzate, soprattutto dopo la conclusione amara… ma sono solo io che vedo un’inquietante somiglianza tra il padre di Omar e Roberto Da Crema (a.k.a. “il Baffo”)?

    • Alberto(Jordi)

      No , ci ho pensato anch’io a dire il vero

  • Peppedabari

    Immenso
    Sublime e trash insieme
    Applausi.

  • Awerell Wv

    anche se rigonfio di Burbon, ricorda, che in vino veritas, l’alcol filtra le stronzate e fa emergere le tristi verità…

    crudelmente vero…

  • Tezskjo

    é il primo post senza Ario che mi commuove…

  • Enorme.

  • Zanna

    La citazione di God Sigma. Respect sir.

    • Sara Bersani

      in che punto ?

      • Zanna

        giuramenti di fedeltà agli hezbollah, ai talebani, all’Isis e agli eldiani che dei terrestri son nemici alieni.

        • Sara Bersani

          grazie

  • Alberto(Jordi)

    cazzo , che famiglia del cazzo
    Non so te , ma quando ho visto il padre ho pensato subito a LUI
    https://i.ytimg.com/vi/wtSgt91_FRQ/hqdefault.jpg

  • Baboo85

    Alle 2.02 arrivano due SWAT e la polizia arriva con tutto il necessario alle 3.58? DUE ORE dopo?
    Alla faccia del cazzo, ci mettono meno da noi i carabinieri quando c’e’ un incidente senza feriti…
    Per non parlare del “ammazziamo tutti, tanto sarebbero comunque morti”…
    Ora capisco perche’ dei beduini con l’esplosivo riescono a metterli in ginocchio…

  • Rob Von Soma_Cruz

    #mmurica

  • Angelo Semeraro

    L’unico appunto che mi sento di farti: non credo la mamma del ragazzo ucciso pensasse che l’attentatore fosse un poliziotto, non credo le sia neppure passato per la testa. “Was he with police” era la parafrasi del giornalista su i pensieri che in quel momento attraversavano la mente -e i il cellulare- della donna. Suo figlio è con i poliziotti? I poliziotti sono arrivati? Hanno salvato tutti? Hanno salvato mio figlio?
    E per l’impersonalità dei messaggi, beh, io non so che cosa scriverei in un momento come quello, non posso proprio immaginarlo. E se devo, immagino che scrivere “ti amo anch’io” o “ti ho sempre voluto bene” sia troppo definitivo, sa di accettazione. Faccio domande, lui mi risponde, se parliamo va tutto bene.
    Gli esseri umani sono complicati Nebo, essere umano lo è; e dal modo in cui scrivi non credo che tu sia uno di quelli che non se ne rende conto.

    Molto bella la riflessione di fondo sul “dio numerico dei like” 🙂

  • Ethan

    Scrivo giusto per scrivere, per qualcuno potrebbe rappresentare uno spunto interessante: sto leggendo il Corano ed e` vero, fra i doveri di un musulmano vi e` di combattere i “miscredenti” fino a che non cambino religione. Ecco qua alcuni estratti di questo “libro della pace”:

    Sura IX, versetto 5: “Quando poi siano trascorsi i mesi sacri, uccidete questi associatori [i politeisti] ovunque li incontriate, catturateli, assediateli e tendete loro agguati. Se poi si pentono, eseguono l’orazione e pagano la decima, lasciateli andare per la loro strada. Allah e` perdonatore, misericordioso”.

    Sura boh, versetti 38-39: “Di’ a coloro che negano [Allah] che, se desistono, sara` loro perdonato il passato, ma se persistono, ebbene dietro di loro c’e` l’esperienza degli antichi. Combatteteli finche` non ci sia piu` politeismo, e la religione sia tutta per Allah. Se poi smettono? Ebbene, Allah ben osserva quello che fanno”.

    Se poi si considera che i musulmani accettano gli insegnamenti di gesu`, il quale diceva che la misericordia, l’amore e il perdono sono la cosa piu` importante IN ASSOLUTO dopo il primo comandamento (anche se, giustamente, gesu` dice che se si oltrepassa il limite ci si puo` incazzare)…

  • Matteo

    Bello come sempre. Però dovresti iniziare a guardare i film in originale 🙂 AMMIRAMI rende solo in piccolissima parte il WITNESS ME!, che in fondo si sposa ancora meglio con la tua tesi sulla bramosia di apparire e condividere ed essere “ricompensati”.

  • amadiro

    se l’islam non c’entra allora come minimo porta sfiga, visto l’alto numero di maomettani coinvolti

  • Carlo S.

    ma questo è il famoso dio tutti di uriel fanelli!

    • tra l’altro, che fine ha fatto Uriel Fanelli?

      • Si è “rotto il cazzo”, stando al suo ultimo post, ha chiuso blog, forum e ora passa il tempo a girare in bici per la germania e a bere birre con quelli del CCC.

        • Sapevo che aveva chiuso, riaperto e richiuso il blog.
          Ero curioso di sapere se qualcuno ne aveva notizie ulteriori.
          Chissà, magari lo incontrerò per caso senza saperlo.

          • Sara Bersani

            Mi manca moltissimo.
            Non era privo di difetti, ma gli devo molto:
            a volte spero che ritorni

        • Sara Bersani

          Non è un brutto modo di passare il tempo, anche se mi spiace non poterlo più leggere.
          Credo che oltretutto abbia voluto dedicare più tempo alla figlia

  • Frank Jones

    non pensavo che nel 2016 si scrivesse ancora ubriachi per darsi un tono maledetto…

  • mao

    considerando che quando a New Port Beach ho chiesto indicazioni stradali ad un poliziotto quello ha messo mano alla fondina… non mi sconvolge poi molto il discorso dei “dead man walking”…

  • Ruggero Turati

    Oggi in treno una coppia era nel bel mezzo di un piccolo litigio proprio davanti a me. E a un certo punto lui tira fuori un “E comunque la mia foto ha ricevuto molti più like della tua!” che ha scatenato una crisi tipo quella dei missili cubani e mi ha fatto pensare alla conclusione di questo post.

    MI verrebbe da dire “Vaffanculo ai like!” ma forse, in realtà, dovremmo dire “Vaffanculo a chi pensa ai like per più di mezzo secondo!”.

  • Complimenti @disqus_y0e1Xdlj8k:disqus, stavolta ti sei davvero superato. Per me questo è il post dell’anno; anche se siamo ancora ad agosto mi sbilancio. Meraviglioso 🙂

    • Sara Bersani

      Pensa, ero veramente tentata di suggerirlo su H,
      poi ho pensato che non avrebbero gradito,
      sarebbero partite polemiche moleste
      e non mi ci sono messa…

      • Ciao, guarda chi c’è:) e come mai sei capitata qui a mesi di distanza? Che fai, pattugli i post di Nebo giorno e notte in attesa di commentatori confusi e vaganti per approfittare di loro? ((Nel caso a sto giro ti è andata malino;) )
        Comunque credo che su Hookii il contenuto di questo articolo verrebbe apprezzato dalla maggior parte degli utenti. Ti dirò di più, “lo stile ruvido e provocatorio di Nebo”, per quanto porga il fianco a potenziali flame ingestibili, , potrebbe essere un notevolve stimolo al dibattito e allo scambio di opinioni.
        Il vero dubbio che ho è questo bellissimo post, più che un articolo, mi sembra un racconto breve.