Il nuovo codice di Hammurabi

Su Le Monde, un gruppo di femministe dichiara che se un uomo viene accusato di stupro è colpevole fino a prova contraria. Lena Dunham, sceneggiatrice di Girls, ha dichiarato la stessa cosa: le donne non mentono sullo stupro. Quindi se un padre, un fratello o un figlio verranno accusati di molestie da una tizia qualsiasi, è giusto linciarlo su Twitter, farlo licenziare, calunniarlo, diffamarlo e possibilmente suicidarlo. Sarà bellissimo andare da un uomo di 66 anni e dirgli “papà, hai 12 ore per dimostrare a degli sconosciuti che 30 anni fa non hai toccato il culo a una tizia, altrimenti ti toglieranno la pensione”.

Sperando non crepi subito d’infarto come con gli errori di Equitalia, sarà spassoso.

Mi colpisce come né le femministe di Le Monde né la Dunham abbiano spiegato perché questo principio si debba applicare solo ai casi di molestia/stupro e non, che so, a quelli di tortura. O di omicidio. O strage. Vorrei inoltre far notare che se un tizio stupra una donna, conoscendo questo principio gli conviene ucciderla; se lei è morta avrà un processo equo e assistenza legale. Se lei è viva, no.

Portentoso, ‘sto principio.

Altra domanda: se la stupratrice/molestatrice è una donna, magari di un’altra donna, o di un bambino? Anche lei è colpevole fino a prova contraria? Perché è risaputo che anche le donne stuprano, torturano, uccidono e sfregiano uomini, donne e bambini. In quel caso come funziona? La parola di un uomo vale meno che quella di una donna? E quella di un bambino?

 

Lo so, lo so, sto facendo il cockblocker. So che queste domande complicano una cosa “semplicissima” e tolgono alla folla il suo giusto e meritato linciaggio quotidiano, ma sto ancora imparando come funziona il tribunale popolare Social. Faccio domande a questi nuovi Savonarola e mi sento come quando discutevo con certi elettori che rispondevano “ma va làààà, va làààà, checcivuole a gestire un comuneeeee?”.

E non ho nemmeno finito.
Perché con tutto il rispetto del mondo e senza voler sembrare antipatico… c’è un altro problema non trascurabile, in questo nascente tribunale sociale.

 

 

 

Ecco, lungi da me rovinare tutta quest’allegra giustizia sommaria, ma in agosto una ragazza ha accusato un collega di Lena Dunham di averla molestata. Lena ha risposto che la ragazza certamente mentiva. Per questa dichiarazione è stata massacrata dal tribunale social, nonostante si sia scusata per aver dubitato. Tolta Lena, ci sarebbe la storia della tizia che non aveva voglia di pagare il taxi e se n’è andata minacciando di accusarlo di molestie. Un altro tassista è stato salvato dall’app per lo stesso scherzo. E un altro ancora. A Milano un tassista sudamericano ha violentato la turista canadah, no. Sempre a Milano, la studentessa violentata sul treno da due marocchini si era inventata tutto. C’è poi il caso dello stupro di Chiaia denunciato su Facebook, proposte di giustizia sommaria e poi era una palla. Un’altra ha mentito perché voleva 1000 euro al mese da un imprenditore. Una chiede un passaggio, la carichi e scatta il ricatto. Anche le prostitute lo fanno. A Torino c’è stata la ragazza violentata dai ROM; guerriglia urbana, poi scusate, mentivo. Una donna ha accusato il suo ex fidanzato di stupro ”per farlo tornare da lei”. Idea che ha avuto anche un’altra donna a Olbia.

Dev’essere tipo “prima Badoo, dopo #metoo”.

Un’altra, per nascondere al marito l’amante, lo ha fatto incarcerare per un anno dicendo che l’aveva violentata. Un’altra l’ha detto per attirare l’attenzione. Una, per nascondere i succhiotti che le ha lasciato l’amante, racconta di essere stata violentata. Messa alle strette confessa di “avere fatto una cavolata”. Una passa la notte con l’amante, poi si presenta dalla polizia millantando di essere stata sequestrata e stuprata. Non è la sola a usare il trucco per coprire tradimenti. Ci sono poi gli immancabili 2/3 immigrati stupratori; roboanti dichiarazioni di Salvini, immancabile “castrazione chimica”, poi non è vero. Notare che, stando ai Carabinieri, la signora era “non nuova a questo genere di reati”. Un’altra non ha il coraggio di dire al marito che fa la pornostar e dice che “è stata costretta da un conoscente”: falso. Un’altra s’è inventata tutto per far ingelosire il fidanzato. Una ha accusato il vicino di casa di stupro per liberarsene. Un’altra ha speso tutti i soldi, non ha avuto il coraggio di dirlo al marito e ha inventato stupro e rapina. Un’altra lo ha fatto per non pagare il biglietto del treno. E l’ha fatto anche un’altra. In Inghilterra, una tizia nel corso degli anni ha rovinato la vita a ben 15 uomini, finché qualcuno non si è accorto che nessuno l’aveva mai stuprata. Che ne è degli uomini, dopo? A me viene in mente Mohammed Fikri, intercettato durante l’indagine su Yara Gambirasio. La brava gente si è premurata di rovinargli la vita. Poi è saltato fuori che non c’entrava nulla. C’è anche il caso di un italiano mandato in galera dalla compagna un mese per niente. Per. Niente.

 

 

Ora: sono assolutamente certo i casi qui sopra siano rarissimi e isolati. O forse non così tanto. Ma sempre attenendosi ai numeri: quanti uomini innocenti è accettabile rovinare, per saziare la sete di giustizialismo della casalinga di Voghera? Uno su mille? Su diecimila? Soprattutto: chi ha deciso che una massa dietro una tastiera ha il diritto di giudicare e punire qualcuno? Chi gli ha dato il potere di farlo?

Bè, ammettiamolo: noi media, opinionisti e webstar di stocazzo abbiamo una discreta responsabilità.

Non facciamo muro contro la falange d’immondizia umana che si indigna per noia e lincia per divertimento; anzi, ne abbiamo un terrore assoluto. Tanto da legittimare calunnie e diffamazioni coi vari “l’opinione della rete”, “il web insorge”, “la rete si indigna”. Non sono opinioni, sono calunnie e diffamazioni, ossia reati. Il terrore di essere bollati come sessisti ci ha portati a presumere la colpevolezza in base all’organo sessuale. Abbiamo accettato il linciaggio dei colpevoli, e questo ha legittimato il linciaggio dei presunti colpevoli, in un delirio giustizialista collettivo dove chi cerca di moderare i toni è bollato come complice, e per dimostrare di avere la coscienza pulita bisogna fare a gara a chi è più intransigente; chiedere punizioni via via più severe fino alle immancabili torture, mutilazioni, esecuzioni.

Forse, prima di ritornare al codice di Hammurabi, sarebbe il caso di tirare fuori i coglioni e opporsi. Non partecipare a questo schifo. Non fare nomi. Non dare visibilità ai linciaggi. Boicottare, bloccare e impedire ai capipopolo di crearne altri. In una parola, comportarci da persone responsabili e non da bestie emotive.

Ma immagino sia la frase che dice il classico guastafeste.

  • standing_ovation.gif

  • manuel84xyz

    Cisterne di buon senso

  • Talented Ripley

    Posto che sono assolutamente d’accordo con il succo dell’articolo, e a tal proposito ricordo l’episodio dell’educatore accusato da una bambina di averla toccata. Successo in Danimarca, poi si è rivelata essere una bufala, non prima che i simpatici compaesani fossero riusciti a rovinare la vita al poveretto, fra ostracismo generalizzato e simpatici tentativi di linciaggio. Dall’episodio ne hanno tratto un film che si è beccato la palma d’oro a Cannes nel 2012 se non sbaglio; son consolazioni, ah sì.
    Facili ironie a parte, dicevo, sono d’accordo con te, ma penso che a volte si esageri anche per paura di tornare indietro come i gamberi. Tornare indietro purtroppo è sempre possibile e il nuovo ventennio lo ha ampiamente dimostrato. l’Italia su questi temi qualche problemino lo ha sempre avuto, courtesy di chiesacattolica &co (delitto d’onore ecc ecc); personalmente ho perso il conto delle volte che ai colloqui di lavoro mi sono sentita chiedere se avevo il fidanzato, se avevo intenzione di sposarmi e avere figli ecc. Roba che qui in UK partono le denunce. Non possono chiederti manco l’età e tranquilli, vale anche nel caso l’intervistato sia un uomo 🙂
    Tutti aspetti di uno stesso fenomeno, sul quale ci sarebbe da lavorare, soprattutto nel nostro belpaese. Gli eccessi in senso opposto sono ancora fin troppo presenti, basta farsi un giro su pagine come “i veri maschi italiani” per rendersene conto. Poi succede che per reazione si arriva a dire queste cazzate. Morale? Banalmente, basterebbe ragionarci un po’ di più e strillare un po’di meno. Ma vallo a spiegare ai leoni da tastiera.

    • Nicola Ragazzini

      Il film è per caso “La regola del sospetto”? Parla di un caso simile a quelli che hai citato.

      • Talented Ripley

        Se non ricordo male in Italia era uscito come “Il sospetto” e basta. Il titolo originale era The Hunt.

        • Nicola Ragazzini

          Scusa, hai ragione, mi ero confuso: è “Il sospetto”.
          “La regola del sospetto” è un film di spionaggio che non c’entra nulla.

        • Lo vidi qualche mese fa: una storia tremenda!

    • Gigiobis

      GIMMI I.

      • manuel84xyz

        In realtà non era stato giusto, perché era il cognome.

  • Nakio

    Word!

  • Eritreo Caz-Z-ulati

    Sono qua per il flame con le nazifemministe quando arriveranno

    • Non hanno le palle di farlo. Letteralmente, non hanno le palle.

      • Talented Ripley

        Io mi considero femminista (non nazi, grazie) ma i flame e/o gogne e/o linciaggi mediatici li schifo a prescindere. Il senso invece è lottare contro gli stereotipi di genere che, per inciso, fanno un sacco male anche agli uomini 🙂 poi vabbe’ c’è sempre chi deve rovinare tutto con -ismi addizionati di supercazzole e velleità forcaiole, ma questo perché la gggente cerca risposte semplici a domande complesse.

        • Uh, se sei nel giusto che motivo c’è di farlo notare?

      • Lorenzo Fossi

        Ben memato, sodale illustrissimo, ben memato.

  • AlessandroR

    Notevole…

  • Andrea Badiali

    “prima Badoo, dopo #metoo”
    Qui hai vinto. Di nuovo.

    • Pautasio

      Grazie 😊

  • Simone

    ne so qualcosa…. udita vantarsi delle sue conquiste (cioè che le facessi il filo…ma chittes’incula) una ragazzina è stata messa sotto torchio e ne ha tirate fuori di ogni ai suoi educatori che si sono erti a giustizieri. Meno male che prima della forza pubblica (e non c’erano i social), la cosa è arrivata ai genitori della ragazzina i quali hanno liquidato “le solite balle, non è la prima volta che lo fa, piantatela e chiedete scusa al ragazzo”

  • Enrico Bianchi

    Non penso che tu debba essere bollato come guastafeste. Anche perché tu stesso sei stato vittima del “popolo della rete” (Barbiexanax è sempre nei nostri “cuori”)

    • Vero.
      Noi non dimentichiamo.

    • Alessandro Lugari

      Per favore, ditemi che è finita a lavorare in una catena di ristoranti low cost e che non da più aria alla bocca con giudizi sommari e completamente sbagliati su internet

      • Laurelion

        Credo che essere “se stessa” sia la cosa peggiore che le poteva capitare.

  • Quotone.

    • Laurelion

      Ooooooh, Raistlin…
      Da quando non lo vedevo in giro…

  • Marco Shaun

    Sempre stato opposto a questa storia delle denunce pubbliche, specialmente su media e social.
    Lieto di vedere che finalmente prendi la parola anche te in merito, che hai seguito e magari riuscirai a far ragionare un po’ almeno quest’ ultimo.
    L’ anno in cui “La grande bellezza” vinse l’ Oscar c’era un altro film danese candidato alla stessa categoria, “Il sospetto” con Mads Mikkelsen, il quale tratta proprio il tema dell’ ingiuria e delle sue conseguenze; a tutti questi giudici del webbe pronti a linciare e diffamare ne consiglierei vivamente la visione.

  • Non sono Cinzia

    Quello che le femministe stentano a capire, è che essere trattate da bestioline fragili è il vero maschilismo.
    Io sono una donna e voglio essere trattata al pari di ogni altro essere umano.
    Sono un cittadino italiano, con diritti e doveri, e attraverso questi penso e agisco.
    Non serve altro per andare avanti.
    .

    • Phil Rouge

      ♥♥♥

    • Francesco Cellinese

      amen.

    • è l’errore clamoroso. unito poi alla vendetta e alla brama di sangue cronica del web può creare mostruosità assolute. concordo in toto con l’articolo. personalmente non ho nulla in comune con queste pseudofemministe da salotto. forse perchè sono infinitamente + forte di qualsiasi uomo abbia mai conosciuto.

      • henry angel

        Aspè………
        Sono stati Feltri & Friends, mica le femministe , ad inventarsi le “sciampiste anonime”, ossia brave figliuole che , sgamando da lontano le viscide intenzioni delinquenziali degli sporcaccioni si sono prontamente ritirate, accettando magari un impiego più umile e dignitoso , mica come quella (…) Asia Argento ecc…

        Dunque risulta da questo s-ragionamento che gli sporcaccioni sono rimasti impuniti sebbene “oggettivamente” (…per loro, altrimenti di che stanno parlando?)molestatori…Il problema è che a Nebo rode ancora il culo per i (ladri) craxiani giustamente perseguiti ,ed allora deve fare il garantista a vanvera. E grazie al cazzo che le donne possono essere vittime od invece bugiarde mitomani infide :lo sapevo anche prima , senza neanche menarla col “politicamente scorretto” (ma de che???).

        • Laurelion

          Che cazzo c’entrai i craxiani con Nebo? @_@

          • henry angel

            Tipo cosa c’ entra Bersani con Dell’ Utri (?).

          • Laurelion

            Hai scritto: “Il problema è che a Nebo rode ancora il culo per i (ladri) craxiani giustamente perseguiti”

            Dove? Quando? Che minchia c’appizza Nebo con Craxi, i Craxiani o qualsivoglia altra corrente politica? Dove cazzo hai letto di un risvolto politico e partitico di Nebo in QUALSIASI parte di questo blog, chi cazzo li ha mai nominati? Chi ha mai nominato Bersani o Dell’Utri.

            Di che parli??

          • henry angel

            “Nick Banana”, che secondo Nebo è stato concepito dalle sue polemiche politiche sul blog.

  • awambawamb

    il peggio è che oggi su internet devi anvere anche un nome e cognome. una volta questi rigurgiti di ignoranza umana rimanevano pur sempre le parole di “fragolina_76” e la cosa moriva lì.

  • mvenier

    Da sottoscrivere in toto.

  • Sara

    Eh, son anni che lo dico: stiamo tornando indietro invece di andare avanti in un paradossale modernismo che ci ingabbia invece che liberarci.
    Fossi un uomo sarei terrorizzato, ma sul serio, roba da girare con pacchetto di liberatore da fare controfirmare in tasca anche solo per stringere la mano ad una ragazza.
    E le care femministe -che si dichiarano dell’inclusione non so con quale coraggio- vorrebbero pure togliere l’età minima per il consenso così, dicono loro, le giovani potrebbero autodeterminarsi.
    Io sono molto lieta di essere una donna e di poter essere artefice del mio destino e so che lo devo a tutte quelle che hanno lottato prima di me. Ma queste no, queste sono solo un danno e porca miseria sono la maggioranza.

    • e porca miseria sono la maggioranza.

      no dai non ci voglio credere…

      • Sara

        Credici invece purtroppo. E lo dico con un rammarico immenso per le potenzialità sprecate in beghe irrilevanti e questioni di infima lega, basti pensare alle eterne quanto inutili discussioni sulla reintroduzione del genere neutro in grammatica e segnalato con quello schifo di asterisco, oppure al declinare al femminile i nomi di mestieri e professioni.
        O vogliamo parlare della campagna #metoo cui si accenna anche qui? Schiere di donne che raccontano di feroci traumi psicologici a seguito di un apprezzamento o un complimento. Si sfiora il ridicolo e se non ci fosse molto da piangere per degli individui di una fragilità devastante ci sarebbe molto da ridere.
        La risposta di questi ego che vorrebbero essere grandi ma che invece sono quasi inesistenti è una rivalsa sul nulla portata avanti a suon di denunce anche finte, esasperazioni di atteggiamenti che sono oggettivamente grotteschi ma che, proprio per la quantità di persone che entrano nel circuito, assumono rilevanza.
        Credimi quando ti dico che mi sento molto più ingabbiata e vilipesa da queste che dai presunti comportamenti maschilisti che predicano di combattere. E secondo loro dovrei pure ringraziarle per le denunce (e poco importa che sian finte).

        • no quello a cui non voglio credere é che sta gente sia la maggioranza. voglio sperare che, come succede per i vegani, ad esempio, si tratti semplicemente di una minoranza molto rumorosa. con questo non stó dicendo che hai torto eh, non lo so oggettivamente. é piú una speranza la mia. perché se il movimento femminista é veramente oramai ridotto solo a quel che dici, c’é da mettersi le mani nei capelli, anche per chi come me é pelato come una boccia da bowling

          • Sara

            Ti metterei i collegamenti ad alcune pagine se solo non le trovassi deplorevoli.

        • v43

          applausi

  • Steve Q

    Boh, mi pare un’accozzaglia di roba completamente distaccata dalla realtà… Chi ha dato alla massa il diritto di punire qualcuno? Nessuno: infatti non possono farlo; i giudici puniscono e non si basano mica sul consenso popolare ma su prove e fatti; ogni tanto qualcuno sgarra ed è per questo che abbiamo 3 gradi di giudizio.

    Chi ha dato alla massa il diritto di giudicare qualcuno? Nessuno: l’hanno sempre avuto dall’alba dei tempi, al bar o in tavola. Prima non si vedevano e andava tutto bene, ora tutti vedono tutto e a tutti è venuta questa mania del cazzo di indignarsi contro chi si indigna. Come se non fosse del tutto normale sparare merda su chi compie reati; come se non fosse del tutto normale tenersi lontano da un presunto violento, tenere lo spray nella borsetta se si viene in contatto con un presunto stupratore, allontare i figli da un presunto pedofilo. Per la legge e il giudice è e deve essere innocente fino al 3° grado; per la persona normale fregacazzi, chi glielo fa fare di correre il rischio? Perché mai dovrebbe fregarli di un tizio sconosciuto, quel che conta è avere un argomento su cui fare due chiacchiere con gli altri.

    Assurda poi la roba sulla responsabilità di media, opinionisti e webstar: maddove? Queste categorie sono i giornalisti del nuovo millennio, puttane intellettuali. Proprio perché in tali situazioni ci sguazzano come porci nel letame sono diventati quel che sono; se avessero ignorato o fatto muro sarebbero semplicemente dei Mr. Nessuno, sostuiti da altri. Non è mica per terrore, è raison d’etre. E se dovessimo considerare queste opinioni come calunnie e diffamazioni, facciamo prima a dichiarare carcere ogni casa che a perseguire tutto il mondo…

    • Francesco Cellinese

      tutto bello, ma sottovaluti ampiamente la nuova cassa di risonanza. l’hai detto anche tu: se ne parlava al bar e sti gran cazzi. ed in effetti era così. certo, potevi essere ostracizzato in piccola scala, ma non c’è paragone contro i grandi linciaggi sociali che ti si possono scatenare contro oggi, dove chiunque è più facilmente raggiungibile e le conseguenze possono traslarsi alla vita reale.

      • Steve Q

        Questo “grande linciaggio sociale” nel concreto sarebbe cosa? Tizi sconosciuti a 1000 Km di distanza pensano che io sia uno stuptratore? Chissenefrega. Sfigate sconosciute a 1000 Km di distanza che impiegano il loro tempo smerdandomi la bacheca di FB? Chivvesencula. Il capo che mi licenzia in quanto prensunto stupratore? Eh beh, è normale, danneggio l’immagine dell’azienda. É questo il motivo per cui al momento dell’assoluzione si riceve un cospicuo risarcimento, il processo mediatico e relative conseguenze son del tutto normali; anzi, mi farebbe più timore un’azienda che si tiene presunti delinquenti perché “no, dobbiamo aspettare il 3° grado fra 20 anni”…

        • Sara Bersani

          “Il capo che mi licenzia in quanto prensunto stupratore? Eh beh, è normale, danneggio l’immagine dell’azienda.” https://www.youtube.com/watch?v=9ujdj_9Uh_E

          • lello mascetti

            Esemplare.
            Per restare in tema, il dipendente entrato nel mirino viene trattato come un tarocco. O il cane di Mustafà.
            O come si dice da queste parti o can do Leccia.

          • Sara Bersani

            Quelli come SQ Rabelais li chiamava Leccasputi e Fiutarutti

        • Non so proprio cosa sia il linciaggio sociale, dopotutto ho perso solo un lavoro per una gogna mediatica. COSA SARÀ MAI, mi domando.

          • Steve Q

            N’è mica linciaggio sociale quello, semplicemente il giornale, non sapendo chi si trovava di fronte, ti ha infilato a scrivere black humor senza avere il target adatto. Ora, se non per quell’articolo, sarebbe accaduto lo stesso per uno dei successivi; se non la protesta di Barbiexanax, sarebbe accaduto per le proteste di altri lettori a caso. Certo in un paese civile sarebbe saltata almeno un’altra testa, visto che quell’articolo qualcuno lo ha letto ed approvato, ma questa è l’Italia vabbé…

            Di gente licenziata perché incopatibile con il target dell’azienda a seguito di proteste dei clienti stessi, ce n’è a bizeffe; mica han dato la colpa a fantomatici linciaggi sociali o al webbe…

          • lello mascetti

            Mi sembra una scusa facile facile.

          • Ereshkigal

            Cosa diavolo sarebbe il target dell’azienda?
            Guarda che la discriminazione politica non è giusta causa in un licenziamento, anzi è penalmente rilevante.

          • Steve Q

            https://it.wikipedia.org/wiki/Mercato_di_riferimento

            Nel caso specifico, il target è composto da persone che NON apprezzano il black humor e, com’è normale che sia, han fatto un casino.
            La discriminazione politica non è giusta causa di licenziamento solo quando il capo è talmente scemo da dirti esplicitamente per scritto che ti licenzia per discriminazione. Normalmente al capo basta utilizzare come giusta causa il fatto che il dipendente ha causato un danno economico e/o d’immagine all’azienda, che assume quasi sempre posizione di neutralità politica e in genere chiede ai proprio dipendenti di mantenerla in qualunque contesto aziendale; buona fortuna a dimostrare che in realtà il licenziamento è discriminatorio.

            Non solo, per la situazione di estrema precarietà in cui versa il mercato del lavoro italiano, al capo basta non rinnovare il contratto senza dare motivazione alcuna.

            Ora, considerati i vari commenti in merito mi viene un dubbio atroce: ma tutti voi avete mai lavorato un giorno della vostra vita in una vera azienda (medio/grande), oppure parlate usando come riferimento un mondo fatato che non esiste, come grullini qualunque?

          • Ereshkigal

            Ma qui non si parla di contesto aziendale. Internet non è un contesto aziendale. QUello che stai descrivendo è na specie di totalitarismo, non so se te ne rendi vagamente conto.
            Oh ma io su internet non sono in azienda, ho il mio profilo e ci scrivo le mie opinioni. Ma stiamo scherzando adesso?
            Io ci lavoro in una azienda grande, e fidati che gli faccio una causa gigantesca se provassero a licenziarmi per una opinione che hanno letto sui miei social.

          • badger

            Se ho capito bene la storia, tu non hai pagato per il linciaggio, ma ti ha scaricato l’editore, che ti avrebbe dovuto difendere.

        • Andrea Badiali

          Gente sotto casa che ti spacca le finestre a sassate, che buca le gomme dell’auto o ti dà fuoco alla porta, gli avvocati da pagare per difenderti da accuse inventate, amici e parenti che ti evitano come se avessi la peste, la banca che ti annulla il fido, la moglie che ti lascia, portandoti via figli, casa e 2/3 di stipendio, giornalisti che ti vogliono intervistare giorno e notte, gente che ti minaccia via web e al telefono. Questo ogni minuto della tua vita.

          Ecco cos’è il linciaggio sociale.

          Magari non ti prendono a sassate come 2000 anni fa, ma poco ci manca. Prendi il tassista accusato dalla tizia, estratto a forza dall’auto dalla folla inferocita. Se non fosse andata bene, e l’avessero linciato per davvero, sai a cosa gli sarebbe servito il risarcimento? Che poi chi te lo da il risarcimento? Una demente senza un soldo? Che gli fai causa e come minimo ti tocca anche pagare le spese legali perché è nullatenente.

          La verità è che la fai facile a parlare su internet, probabilmente dietro pseudonimo e senza aver provato sulla tua pelle cosa significa “linciaggio sociale”. Non sei tanto diverso da quelli che accusano e invocano il cappio non appena leggono la news su Facebook.

          • Steve Q

            Questo accade dall’alba dei tempi, con e senza webbe, con e senza i media, con e senza un sistema giudiziario.

            La verità è che la fai facile senza aver provato sulla tua pelle che significa vedersi la moglie stuprata e il carnefice in totale libertà, la figlia che incrocia per le scale il vicino di casa pedofilo, la fidanzata costretta a vivere col parente che la picchia, o una a caso delle millemila situazioni in cui ad uno o più parte l’embolo e dà addosso al presunto colpevole senza attendere sentenza di colpevolezza.

            Son disgrazie naturali su cui non è possibile alcun controllo al pari di terremoti, uragani, inondazioni, siccità, ecc…

          • Laurelion

            Bello, un troller che sembra sapere il fatto suo!
            Vediamo.

            “Questo “grande linciaggio sociale” nel concreto sarebbe cosa? Tizi
            sconosciuti a 1000 Km di distanza pensano che io sia uno stuptratore?
            Chissenefrega. Sfigate sconosciute a 1000 Km di distanza che impiegano
            il loro tempo smerdandomi la bacheca di FB? Chivvesencula.”

            La prima parte del tuo discorso sembra affermare:
            Il linciaggio sociale, tramite sociale, nel concreto è qualcosa privo di importanza.

            Poi, con un processo retorico davvero notevole, quando ti fanno notare le conseguenze critiche del linciaggio sociale arrivi ad affermare:
            “Questo accade dall’alba dei tempi, con e senza webbe, con e senza i media, con e senza un sistema giudiziario.”

            Quindi, Steve, cosa dobbiamo pensare? E’ un fenomeno che non fa danni concreti o è qualcosa di cui è inutile parlare tanto è come lamentarsi dei terremoti?

            Decidi il motivo per il quale stai facendo il lamentoso annoiato e partiamo da lì.

            E’ bellissimo però il percorso retorico che usi per passare tra le due posizioni.

            Fase uno: l’iperbole emotiva.
            “La verità è che la fai facile senza aver provato sulla tua pelle che
            significa vedersi la moglie stuprata e il carnefice in totale libertà,
            la figlia che incrocia per le scale il vicino di casa pedofilo, la
            fidanzata costretta a vivere col parente che la picchia”

            Il robustissimo attacco d’apertura, stupro e pedofilia, poni il tuo detrattore dalla parte degli insensibili, che chiudono gli occhi davanti alle tragedie più gravi per l’uomo.
            Un colpo di ben’altrismo – “c’è ben altro caro lei”; abilmente cammuffato -; poca importa che c’entri poco con il tema in questione (si parla di false accuse, non di mancate condanne) ma non importa, l’interlocutore medio alla parola “stupro” è già andato abbastanza in confusione dall’aver perso la bussola del discorso e mostrare il fianco alle prossime battute.

            Fase due: la giustificazione coatta o “assoluzione by proxy”
            “una a caso delle millemila situazioni in cui ad uno o più parte l’embolo
            e dà addosso al presunto colpevole senza attendere sentenza di
            colpevolezza.”

            Dopo aver stabilito che stuprare è sbagliato assolvi coloro che reagiscono in base all’idignazione per questo reato affermando in questo modo che cosa?
            Che siccome c’è gente che reagisce male a delle mancate condanne è giusto mostrare indulgenza per chi lincia seguendo false accuse?

            Il punto non è chiaro ma è esattamente questo il tuo intento. Il lettore occasionale stordito dalle parole “stupro” e “pedofilia” ora è troppo terrorizzato dal dissentire dal tuo punto vista in cui si invoca giustizia sociale.

            La chiusura poi è il colpo del vero professionista:
            Fase tre: il “non c’è niente da fare” ovvero “il qualunquismo”.
            Non c’è soluzione al problema, sono disgrazie naturali, quindi non imputabili a niente sotto il nostro controllo.
            Dopo aver stordito il lettore con immagini ad effetto e aggiunto conseguenze fumose dai il colpo di grazia con “tanto non cambia niente”. A quel punto il lettore confuso e stordito cade appieno nel tuo tranello, cerca una frase ambigua a caso e ci si concentra inconsapevole di fare il tuo gioco, portarlo al tuo livello e fornire migliaia di altri spunti di discussione (battibecco in realtà) che si possono virutalmente espandere all’infinito come un terribile frattale.

            Complimenti Steve, è stato interessante leggerti e hai dimostrato molta più professionalità del troller medio che legge Nebo.

            Tl:tr

            Il fenomeno di linciaggio sociale c’è sempre stato ma mai con questa frequenza e mai con questa rapidità, rapidità intesa sia come elaborazione dell’accusa sia come velocità con cui si raggiunge il climax e conseguenze nefaste.

          • Lorenzo Fossi

            Non succede spesso che concordi con te al 100%, però in questo caso ottimo smontaggio.

          • Andrea Badiali

            Dato che accade dall’alba dei tempi, lasciamo le cose come stanno.
            Anzi, dato che accade dall’alba dei tempi ma prima era un fenomeno limitato al bar mentre adesso è diffuso a milioni di persone, lasciamo le cose come stanno.
            Bel modo di pensare.

            Come dici tu, se uno è colpevole, prima o poi viene ingabbiato. Ma la merda spalata addosso ad un innocente, non troverà mai giustizia.

          • Davide Donato

            Alla Cantone non bastò scappare dal paesino per sfuggire al linciaggio sociale, per aver fatto qualcosa che manco reato è. C’è una bella differenza tra le chiacchiere da bar e le maldicenze di provincia e una comunicazione virale dove puoi essere additato da chiunque sul territorio nazionale, per merito delle condivisioni sui social. La piazza di paese si è estesa un bel po’ negli ultimi dieci anni.

    • i giudici puniscono e non si basano mica sul consenso popolare ma su prove e fatti

      vero. tipo come é successo con stamina. o con le sentenze su autismo e vaccini

      i giudici sono esseri umani come gli altri, e come gli altri possono essere influenzati o cadere preda dei propri personali convincimenti

      • Andrea Marini

        Non ho capito il senso dell’esempio: I giudici hanno sentenziato che Stamina è una truffa e vaccini-autismo è una balla. Ora, questo supporta la tesi che i giudici NON si fanno influenzare dall’opinione pubblica più becera e ignorante e non il contrario

        • no le sentenze iniziali, sia su stamina che numerosi casi di richieste di risarcimento per danni da vaccino hanno bellamente ignorato ció che la scienza diceva e hanno seguito il furor di popolo, generando piú danni che altro.

      • Steve Q

        È per questo che abbiamo 3 gradi di giudizio. Le sentenze nei casi stamina e autismo le abbiamo avute nel periodo in cui erano ancora argomenti dibattuti e il giudice, che non è un medico, ha preso una decisione conservativa e di buon senso: “non negare una possibile cura per una malattia che cure non ne ha” e “non negare un risarcimento per un danno che non ha altre spiegazioni”.
        A ricerche concluse, i giudici le hanno entrambe giudicate delle balle.

        Col senno di poi tutti sappiamo fare i giudici.

        • si, e non venirmi a dire che nella storia non ci sono mai stati casi passati in giudicato in tutti e tre i gradi in cui i giudici non abbiano preso cappelle. suvvia. tutti sbagliamo, non é questione di fare i giudici a posteriori.

    • Ereshkigal

      La differenza è che se uno commenta al bar non ti fa perdere il lavoro sull’onda del possibile boicottaggio dato dalla bad-advertising.
      La differenza è che essere ostracizzato a Stocazzo sul Mincio non è come essere ostracizzato in due continenti.

      • Steve Q

        A chi viene ostracizzato freganulla dei due continenti: non ci conosce, non ci avrà mai a che fare, il giorno dopo lo avranno dimenticato. A chi viene ostracizzato importa proprio di Stocazzo sul Mincio, perché ci vive, perché lì lo conoscono, perché lì quella gente deve incontrarla tutti i giorni.
        Se un commenta al bar, comunque lo saprà tutto il paese, comunque arriveranno lettere di protesta all’azienda, comunque l’azienda lo bollerà come bad-advertising e comunque verrà licenziato. Il problema non è mica quanta gente si è lamentata, il problema è che il dipendente ha fatto bad-advertising.

        • Ereshkigal

          Il punto è, ma ti sfugge, che a Stocazzo sul MIncio hanno internet e leggono il web.

          • Steve Q

            E senza internet lo sanno comunque al bar, dal parrucchiere, dal giornale, dalla tv locale… la gente è pettegola dall’alba dei tempi

          • Ereshkigal

            Non è questione di “saperlo”, è questione internet influenza il piccolo e il grande. Il piccolo non influenza niente.

  • Giovanni Villa

    Ma parliamo delle cose davvero importanti: dove sono finite le tette nell’header?

  • Lo hai capito ora che le femministe sono semplicemente pazze affette da misandria? Tanto ci voleva?

    • Paul

      Ciao, ero un frequentatore del tuo blog, in particolare l’articolo su Pippa Bacca mi era rimasto particolarmente caro. Se fosse possibile passarmi in privato almeno quello mi trovi su telegram con username dalgore.

  • Grazie Nebo, diosanto quanto mi è mancata in questi anni una voce di buonsenso.

  • Awerell Wv

    sei il barlume della razionalità nelle tenebre dell’ignoranza.

  • BaffoS

    Complimenti

  • Qual e’ il risultato di queste accuse? Primo, le persone stuprate sul serio avranno ancora piu’ difficolta’ nel farsi credere. Secondo, molti uomini iniziano a evitare le donne come la peste per paura di essere denunciati. Come al solito, i peggiori nemici delle donne sono le altre donne!

  • Vi ricordate la ragazza della protesta del materasso? Andate a vedere il finale tragicomico di quella vicenda, a mia detta allegorica di tutto ciò

  • Alessandro Lugari

    Posto questo video perchè successo nello stesso giorno del post e perchè tratta, anche se non direttamente, l’argomento.
    E poi perchè lol
    https://www.youtube.com/watch?time_continue=5&v=tN59G89GFV8

    • bonzo79

      imbarazzante.

    • CoffeyM

      Da quello che ho capito, avevano deciso in un’assemblea precedente il corteo di lasciare davanti chi dirige i centri antiviolenza. Tutto sommato, la sua provocazione è stata spinta da lui troppo oltre…
      Ora, il LOL per il video ci sta tutto proprio per la mancanza totale di giustificazione sensata al perchè lui, come un animale, dovesse stare “dietro il camper”, manco fosse un appestato. Quella è la mia parte preferita! Il punto non è che la dirigenza è “nazi”…diventa tale perchè siamo un popolo bue e amiamo follemente le forme di totalitarismo, perchè semplificano il nostro modo di vedere le cose del mondo.
      Grazie della condivisione!

  • Paride

    hai visto il film “il sospetto”? con mads mikkelsen. se non lo hai visto, te lo consiglio caldamente. parla di un uomo che viene falsamente accusato di pedofilia da una bambina, con tutte le conseguenze di melma che cadranno sul pover’uomo. gran film

  • blkid

    Avrei voglia di condividere questo post su feisbuk, ma ho paura delle reazioni.

    • Me l’hanno scritto in privato, e non scherzo, almeno dieci persone.
      A me questo, fa paura.

      • Lorenzo Fossi

        Sei sano di mente.

      • lello mascetti

        Non pratico FB, ma ho visto che è stato commentato su Tumblr con esiti forse non spaventosi, ma sicuramente disarmanti.
        Immagino che attribuiscano al minor grado di virulenza con cui affermano idiozie il fatto di appartenere a una sorta di autoproclamata elite dei social.

    • suvvia, il mondo era un posto scomodo e pericoloso anche prima di fesbuc (io c’ero e me lo ricordo). coraggio.

    • coglila come un occasione per fare pulizia contatti….

    • Renato

      mi sto iscrivendo di nuovo su faccia di libro proprio per condividerlo

    • Ereshkigal

      idem

  • Tommaso Panini

    Stavo notando una cosa. Nel leggere le fonti relative ai falsi stupri citate da Nebo, si nota come siano (quasi) tutte testate locali o, comunque, siti di scarsa notorietà. Perché queste notizie non finiscono mai su Repubblica, Corriere, Tg1 ecc…? A pensare male verrebbe quasi da pensare che il fenomeno “non tiri” e che si abbia paura a intaccare il pregiudizio secondo cui solo le donne possono essere vittime di violenza/ricatti ecc… Oppure che questo rovinerebbe l’audience tutti quei programmi della fascia pomeridiana (condotti da donne e rivolti a donne) in cui si parla solo di uomini cattivi e donne povere vittime. Oppure, infine, sono io che sono un complottista, chissà.

    • Lorenzo Fossi

      Tu sei una testata famosa.
      Spali merda in faccia a delle persone sulla base di accuse del cazzo.
      Viene poi fuori che le accuse erano, appunto, del cazzo.
      Se ammetti di aver spalato merda su innocenti portando avanti una narrativa senza senso, perdi credibilità; ed il potere di spalare merda in faccia a chi vuoi.
      Cosa fai?

      • Tommaso Panini

        Per cominciare, potresti non spalah, no, scusate.

  • Andrea Marini

    Analisi lucida e condivisibile. Non capisco perché in un vecchio post gli alt-right (destra alternativa, perché la destra di oggi non è abbastanza a destra) non possono essere definiti fascisti mentre si può usare nazi-femministe. Quelli bisogna capirli, parlarci, mentre queste son nazi. Mah

    • Dove ho scritto nazifemministe?

      • Andrea Marini

        Sorry, errore mio. Ho confuso i commenti letti con il testo del pezzo

    • E se ti riferisci al pezzo “Niebbo gli difende ai nazisti”, non ho mai detto che non lo sono. Ho domandato se l’atteggiamento che abbiamo nei loro confronti ha migliorato le cose o ridotto il fenomeno.

    • Laurelion

      Perché i primi benché beceri ed ingnoranti sono onesti nei loro propositi, i secondi invece, benché beceri ed ingnoranti si promuovo come portatori di una maggiore libertà di espressione disintegrando tutte le altre forme di espressione a loro avversa.

      • Andrea Marini

        Sarà che a me hanno sempre insegnato che l’ignoranza è una colpa ma capisco cosa intendi,l’arroganza di essere nel giusto più una posizione di potere è un mix pericoloso

        • Laurelion

          In genere lo è anche per me, li descrivo, non li giudico.

    • Lorenzo Fossi

      Al contrario, come dimostri brillantemente te, dell’alt right e con l’alt right non si può assolutamente parlare, il femminismo di terza ondata invece trova sempre qualcuno disposto alla sua difesa.

      • Andrea Marini

        A parte che io non ho difeso un bel niente.Ê sempre la solita solfa: Con i sinistri non si può parlare perché sono Tutti pazzi con la kefia, con i grullini no perché sono Tutti cospirazionisti ignoranti,con le neo-boldriniane no perché vogliono Tutte prendere il potere, però però però quelli che casualmente la pensano come te sono democratici e aperti al dialogo. Mi riferisco ai commenti eh, non al pezzo. Anche perché il succo degli ultimi post di Nebo mi sembra:”occhio agli estremismi di tutti i tipi” però la platea sembra essere composta di estremisti di varie fazioni

        • Lorenzo Fossi

          “però però però quelli che casualmente la pensano come te sono democratici e aperti al dialogo”
          Fallacia dell’uomo di Vimini: quando mai Nebo ha detto di pensarla come l’Alt Right?
          Io certo non la penso come l’Alt right sotto molti punti di vista, ma poiché il dialogo democratico mi interessa sul serio sarò felice di ,per esempio, difendere Vox Day il nativo americano nazionalista delle riserve dalle accuse di essere un suprematista bianco in quanto affiliato all’alt-right.
          Inoltre, fallacia della falsa equivalenza: tra i movimenti elencati c’è n’è UNO che non é famoso per scatenarti in faccia gli antifa o altri facinorosi violenti se osi contraddire la sua posizione. Indovina quale. E se questo é vero, indovina col quale si dialoga prima è meglio.
          Questo atteggiamento del “MA SICURAMENTE GLI ALTRI FANNO UGUALE” é voluto ed incoraggiato, e non dagli “altri”.

          • Andrea Marini

            Non l’ha scritto mai e infatti ho specificato “commenti al post non il testo dello stesso”. Inverti l’ordine degli addendi per me il ragionamento resta, cambia sinistri con destrorsi o grillini con cattolici. Trovo i commenti in genere estremi in senso opposto. Per semplificare al max: Post sul fatto che l’atteggiamento attuale non funziona verso alt-right e forse si dovrebbe cercare le motivazioni umane profonde —diventa nei commenti—- siiii! Hanno ragione, basta col politically correct . Ma il post che io ho adorato aveva come fine trovare un modo per fermarli gli estremismi (fermarli!) non incoraggiarli. Ecco mi sembra sempre che non si voglia cogliere il senso ma si usi il pezzo per dar sfogo alla pancia. Anche qui il senso è: Stiamo prendendo una piega pericolosa stiamo attenti e non viva il patriarcato, le femministe sono tutte la Boldrina.

  • Laurelion

    https://waypoint.vice.com/en_us/article/ywbkv7/sexual-harassment-allegations-at-ign-prompt-some-employees-to-stop-working

    Credo che uno dei peggiori punti della vicenda si sia raggiunto con in link qui sopra.

    Pregasi notare cosa è considerato “sexual harassment” ora come ora in america.

    A dirla tutta si potrebbe pensare che sia un ritorno circolare al bigottismo vero e puro; pensateci un po’.
    Tutto il nazifemminismo punta a demonizzare qualsiasi atto riconducibile alla sfera sessuale ergo a negarne l’uso, demonizza chi parla di sesso e di consegeunza comincia a colpevolizzarle molte donne che si dimostrano “indulgenti” verso “certi comportamenti maschili”.

    L’unica conseguenza possibile a mio avviso a questo punto è ritornare alle gonne lunghe alle caviglie, tute da ginnastica e infine burka acclamando l’islam come unica vera filosofia di vita che rispetta la donna.

    Da sempre il fascismo ha tentato di imbrigliare e sedare l’espressione sessuale, perché se la gente scopa è felice, non è frustrata e di conseguenza è meno propensa a seguire i deliri del tappo di turno,
    il percorso delle femministe è praticamente lo stesso.

    Mi aspetto quanto prima i giusti danni di questo processo.

    • Lucien_C

      Per come stanno andando le cose, si sta riducendo tutto ad una mera questione di sopravvivenza; c’è solo da decidere se vuoi farti rovinare l’esistenza o se la vuoi rovinare tu, prima che te la rovinino…
      Chissà se queste oche hanno mai pensato a cosa succederebbe se venissero meno i mangina, mentre danno sfogo al loro starnazzare misandrico sotto il vessillo dell’uguaglianza…

      Ah no, queste non pensano.
      My bad.

    • Andrea Passante

      I danni sono gia’ iniziati: a quanto pare c’e’ una spiccata riluttanza a praticare il massaggio cardiaco sulle donne, e ne stanno morendo.
      http://www.mirror.co.uk/lifestyle/health/shocking-study-reveals-women-less-11616024

  • Lucien_C

    Sono davvero indeciso se condividere o meno questo brillante articolo che funge da resoconto ed anatema per i normie (specie quelli in rosa), su un tema evergreen, evergreenamente maltrattato.

    Credimi, l’idea di essere assediato e tacciato di maschilismo da rinc**lionite che “il femminismo è un nobile movimento ecc” e “questo non è vero femminismo” o “#randombullshit”, non m’entusiasma affatto.
    E’ proprio il fatto di avere contro le massime autorità autoreferenziate della libertà d’espressione e della parità a loro convenzionale… A spaventarmi.

  • Lorenzo Fossi

    La consolazione viene da Hollywood, dove finalmente il petardo é esploso in mano a persone i cui “vizietti”,reali, erano conosciuti da anni, e taciuti dai media.
    Tutti associati ad una certa politica d’identità, ed intoccabili per anni a causa delle loro simpatie espresse con voto, lavoro e soldi.
    Prendendo una pagina dal libro di Alinsky, é solo giusto che ora siano costretti a seguire gli stessi standard che hanno imposto ad altri per anni.
    Quindi, si, tirare fuori le palle; però [i]dopo[/i] che ci siamo assicurati che i responsabili veri di questo ordine di cose non fuggano al mostro che hanno liberato.
    “11 E per questo Dio invia loro una potenza d’inganno perché essi credano alla menzogna 12 e così siano condannati tutti quelli che non hanno creduto alla verità, ma hanno acconsentito all’iniquità.”

  • Luke

    Ciao Nebo e scusa il disturbo per una richiesta che confina con la quisquilia: tra i molti link che hai riportato nel post ce n’è uno istituzionale che mi piacerebbe recuperare dalla fonte originale, questo:

    https://www.senato.it/documenti/repository/commissioni/comm02/documenti_acquisiti/957%20FENBI%20-%20A.pdf

    Credo di aver capito che viene dalla 2a Commissione permanente Giustizia del Senato, ma non ho rintracciato il documento sul sito; se puoi e se vuoi mi aiuteresti a recuperare il riferimento (ovvero, quando e perché questo documento è stato prodotto, e da chi?)
    L’argomento che hai toccato mi sta dando da pensare da parecchio tempo, e sto cercando (da profano di giornalismo) di costruirmi una mia idea passando però unicamente da documentazione ufficiale; una fissa mia, mi pento e mi dolgo 🙂 ma contestualizzare questo documento mi interesserebbe davvero molto.
    Scusa se ti sfrutto (eventualmente mi sdebito con una bevuta, a modo e tempo!)

  • badger

    Non riesco a seguire il collegamento femministe>linciaggio, mi sembra piuttosto pretestuoso.
    Prendere Lena Dunham e le sue vicende come esempio del femminismo mi fa pensare a coloro che valutano l´islam in base alle gesta dell´Isis. Lei ha detto una evidente boiata (e non solo quella), e non sara´ lei, il femminismo, o internet a decidere chi possa aver stuprato qualcuno.

    • llde

      Il collegamento femminismo->linciaggio è indiretto figlio di un altro collegamento quello giustizialismo->linciaggio. “/s Caso vuole /s” che alcune istanze di questo giustizialismo sono portate avanti da persone appartenenti ai vari movimenti femministi come quello visto qui in esame.
      Il fatto è che il principio del “colpevole fino a prova contraria” è il principio fondante del linciaggio. è l’idea che una persona innocente non possa mai venir accusato di qualcosa. Questa separazione è necessaria per la partizione noi/loro tanto cara a diverse agende politiche.
      E se canonizziamo il giustizialismo giuridico stiamo di fatto abbracciando questa partizione estremamente sempificata, la stiamo dando in pasto a gente affamata di semplificazioni e di colpevoli da usare per esorcizzare l’idea di criminalità.
      Il fenomeno da te citato su Isis/Islam deriva da una semplificazione simile, ed altrettanto errata, ma ha delle premesse diverse. In particolare è che l’isis non è una forza che prova a far canonizzare il loro sistema di idee su sistemi esisitenti (come stiamo vedendo in esame qui), anche islamici, ma mira a soppiantare con la forza questi sistemi imponendo la loro visione estremamente alterata e corrotta della legge islamica.

      • badger

        Ti capisco, ma io non mi sentirei di dire che il femminismo è una forza autoritaria, solo perchè l’ha detto Lena Dunham, sta tutto li il paragone.

        • llde

          Il fatto è:

          Lena Dunham è un singolo e siamo d’accordo che ha una determinata cassa di risonanza “ridotta”, specialmente quando è una dichiarazione su twitter. E infatti non era lei a cui mi riferivo (nonostante sia parte del problema, e comunque non si sta parlando se sia o meno una forza autoritaria, anche perchè sono più movimenti alcuni molto diversi tra loro, e parlare come se siano una forza unica non ha senso, ma ci sono dei movimenti che portano dietro un agenda giustizialista), ma all’altro passo, quando linka l’articolo di LeMonde

          Le Monde mi risulta essere un giornale molto famoso nei paesi francofoni, e quindi ha una cassa di risonanza molto più elevata e da una parvenza di “istituzionalità”. Consierando poi che troverai almeno un giornale per lingua (almeno quelle occidentali) dove questa cosa viene espressa in termini più o meno espliciti e vedi come la risonanza aumenta attraverso un bombardamento mediatico. Da noi ad esempo questo genere di opinioni sono venute fuori durante e dopo la vicenda di Fortezza dove gli accusati sono stati assolti in appello, ma comunque per buona parte della stampa rimanevano mostri colpevoli.

          • badger

            I giornali, specialmente quando inseriscono questi editoriali tipo “benvenuti su Marte”, cercano l’incendio, specialmente adesso, che devono inseguire pure il clic e la concorrenza web. Non ho letto l’articolo di LeMonde, ma non riesco minimamente a pensare che le femministe vogliono attentare all’ordine costituito. Posso credere ci siano delle sciagattate fra di loro, ma non fanno testo. Non c’è gerarchia, ma come si fa in questi casi, si seguono le voci più sagge. Proprio oggi leggevo un’articolo su Rebecca Solnit, la femminista che ha coniato il termine “mansplaining” ed erano evidenziate alcune frasi esemplari della fase attuale. In breve, le femministe di oggi non vogliono il nostro sangue

          • llde

            Ma fa danni lo stesso. Ed il problema che alcuni interi gruppi (indipendentemente dal numero) fanno di questi deliri un’ agenda politica. Ed gli altri movimenti raramente fanno qualcosa per contratarli (un po’ come spesso e volentieri le TERF vengono chiamate a fare numero nelle manifestazioni).

            Ed anche le voci che sembrano più sagge e calme a volte sono solo una facciata. Riguardo al mansplaining ci tengo a dire che l’unica parte del fenomeno verificabile sperimentalmente, chiamata per l’occasione “meninterrupting”, non ha superato la verifica sperimentale, essendo stato visto che uomini e donne si inseriscono nei discorsi altrui con la stessa (o molto simile) frequenza.

          • badger

            Certo che fanno danni, non c’è omogeneita nel fenomeno e screditano tutte le altre posizioni. Specialmente su questo fenomeno, e specialmente in paesi come il nostro (ed immagino la Francia sia all’incirca sulla stessa lunghezza d’onda) , molto arretrati sulla questione e dove si identifica ancora le femministe come un branco di pazze giustizialiste.
            Non capisco cosa c’entri l’attitudine di interrompere una persona, che è una caratteristica del carattere, con il presumersi superiore in qualcosa, che in questo caso (quello del mansplaining) è una prerogativa di genere (oltre che di carattere ovviamente).

  • Dr. Doppietta

    Sono anni che il femminismo è diventato una carcassa di merda putrescente, portata avanti (o sarebbe meglio dire “trascinata”) da donne stupide, frigide, acide e insopportabili.
    E peggiorerà, Nebo. Guarda l’America, guarda come si sono ridotti e poi pensa quanti anni ci mette di solito l’Italia per accodarsi agli americani. Peggiorerà sempre di più…

    Condiviso subito su Facebook, a testa alta e col tastino “Blocca” pronto all’uso.
    Ti si vuole bene. <3

    • lello mascetti

      Il problema è che l’Italia, nei costumi, si accoda all’America con tempi fulminei quando si tratta di importare merda. Purtroppo la stessa ricettività manca nel caso di buoni esempi.

  • Impossible

    Voglio rendervi Partecipi di questa cosa che trovo davvero troppo divertente. Il mio ex, che mi ha stuprata più volte ha condiviso proprio questo link. Poi ci sono anche per sfortuna quelle che decidono di non dire cosa sia successo.

    • Lucien_C

      Non voglio infierire a priori mettendo in dubbio la tua affermazione, la darò per vera, con tanto di (reale) mi dispiace.

      Spero che lui la paghi, così come spero la paghino le calunniatrici che oltre a mietere vittime maschili (ma di questo, frega un cazzo), sopprimono il grido di chi soffre davvero, con le loro continue farse.

    • bonzo79

      direi che il commento di Lucien vada quotato “senza se e senza ma”, come si usa dire.

    • Non capisco lo scopo di questo commento. Ovviamente non è affatto divertente, e proprio mi sfugge il motivo per cui scriverlo. Qual è?

    • Francesco Abbonizio

      Il problema e’ che gente che denuncia falsamente di stupro fa danno prima di tutto a persone che come te hanno subito veramente lo stupro, portando la gente a chiedersi se sia inventato o meno.

      Qualche anno fa non mi sarebbe guizzato il dubbio della veridicita’ delle tue parole.

      Ora ti confesso che prima di prenderle per buone devo fare il processo mentale di mettere i miei dubbi da parte, perche’ i primi pensieri che mi passano sono “Sara’ una cazzata?”

      Io poi magari il proceso mentale lo faccio di mettere da parte i miei dubbi, ma non e’ che sono diventato stronzo negli anni (forse, possibile), e’ che a furia di vedere episodi del genere inizia a perdere di credibilita’ l’azione in se’ dell’accusa di stupro

      • Andrea Badiali

        Concordo.
        Qualche settimana fa sono entrati due africani in negozio, il più basso era 1.90m. Ero solo.
        Mi sono trovato a pensare di avere paura.
        Ma non perché sia razzista o perché fossero minacciosi (tutt’altro) ma perché i media ti bombardano di questi pensieri e, inconsciamente, ne sei contagiato. Ho dovuto sforzarmi per non lasciarmi influenzare e trattarli come qualsiasi altri cliente, cosa ovvia a mente fredda. Il che mi è dispiaciuto, perché avere orientamenti razzisti è quanto di più lontano possa essere da me.
        Ero (e sono) deluso da me stesso per il solo fatto di aver avuto pensieri vagamente razzisti: non che avessi pensato di cacciarli o altro, ma mi è basta aver visto la loro pelle per avere pensieri differenti rispetto alla norma. Questa è una sconfitta per me, ma anche per la società ed i media.
        Lo stesso accade anche per questi casi: non conta la quantità o la veridicità delle accuse, quanto la percezione che ne traiamo dai media e da internet.
        La cosa è ancora più brutta considerando che più le accuse sono strillate e fanno notizia, più è probabile siano utilizzate per il proprio tornaconto (al di là che siano vere o meno).

  • Major Kusanagi

    Per completare il quadro, in questi anni ho sentito femministe dichiarare:

    – che gli uomini comprano auto sportive perché vedono le donne come oggetti (non mi chiedete il nesso) e QUINDI sono potenziali stupratori;

    – che il mansplaining è una molestia sessuale;

    – che il manspreading è una molestia sessuale;

    – che gli uomini “cis het” dovrebbero rassegnare le dimissioni dai posti di lavoro in cui sono maggioranza, per fare spazio alle donne;

    – che contro una calunnia a mezzo stampa c’è comunque la garanzia della querela, quindi questi linciaggi via internet non sono un problema.
    Curiosamente però questo si può dire di ogni reato.

  • Casper Jam

    Sembra che tu abbia un problema di certificati di sicurezza scaduti,(HTTPS segnalato come sito non sicuro) lo vedo solo io? Qualcun’altro conferma?

    • Fatto, grazie!

  • Orazio Infrizzi

    Ancora una volta si dimostra quello che ho sempre detto, ossia che il femminismo è un cancro.

  • Viki Benefico

    il femminismo nasce come movimento con il nobile intento di ottenere parità di genere ma si concretizza nei giorni nostri, nei paesi occidentali come l’esatta immagine speculare del maschilismo, ovvero la presunta superiorità di un genere sull’altro. solo che mentre la parola maschilismo ha un’accezione negativa (giustamente) non lo è altrettanto la parola femminismo sempre ammantata da quest’aura di lotta sociale per la libertà. di fatto il femminismo è diventato uno stupido scimmiottare i peggiori comportamenti maschili, da sempre criticati dalle donne, trasformandoli in principi di emancipazione. un uomo con una bambola gonfiabile è un maniaco pervertito schifoso; una donna col vibratore è una donna moderna, emancipata e in carriera che non ha tempo per gli uomini. un uomo che va a vedere gli spogliarelli è un poveraccio che non scopa; una donna che va a vedere gli spogliarelli diventa invece una donna finalmente libera dalle costrizioni della società che la vuole pudica. esci con una donna solo per divertimento? sei un porco egoista che gioca con i suoi sentimenti; una donna esce con un uomo solo per divertimento? è una donna indipendente e non la devi stressare e se la richiami ti arriva la denuncia di stalking