Così parlò la droga

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«Icardi in attacco, seconda punta Cadreva, a tre quarti piazzo Nainggolan e Pogba. In difesa Rui, Marchisio, Montoya…» fa Luca, scrivendo su un foglio appoggiato sulla Gazzetta dello sport.
«Chissà cosa va farneticando» commento, disteso sulla sdraio.
«È nel suo fantamondo» dice Atza, spalmandosi la crema solare sulla pelle bianco magnolia.
«Disse il barone dei Draghi Gialli» completa Luca.

Jesolo. La capannina durante la settimana è vivibile. È quasi mezzogiorno, in cielo non c’è una nuvola e sono fastidiosamente sobrio. Francesca manda via l’ennesimo ambulante, Leonora fa le parole crociate. Ario sta pisciando in mare vicino a una coppietta. Suoni di palloni, strilli di bambini iperattivi, odore di asciugamani bagnati e crema solare, piedi rinsecchiti e sabbia sotto le unghie.

«La spada insegna più del calcio.»
Luca alza la testa dal foglio: «Ma cosa? Roba tipo bambini, se i vostri genitori divorziano potreste diventare così? Quando c’hai trascinati alle feste cortesi pareva di stare dentro The Village, cazzo.»
«A ore undici» fa Leonora.

Ci giriamo.

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«Come, come non amare La Capannina?»
«Dai, i tacchi in spiaggia sono volgari» fa Francesca.
«Un posto dove non puoi portare tacchi è un posto dove non vale la pena andare» sospira Leonora.
«Ma se sei in mocassini!»
«Dopo ho le zeppe. Perché, tu per l’aperitivo come vieni?» si gira.
Silenzio.
«Oh, Gesù» geme Leonora, appoggiando la settimana enigmistica «mi preoccupo?»
«S-sandali piatti»
«Hai trent’anni e vieni all’aperitivo della Capannina in ciabatte digievolute contro plotoni di neodiciottenni in tacco 12?!»

Ario arriva, sputa acqua salata sulla Gazzetta di Luca, si scrolla i capelli bagnati su di me e osserva le tre passare mentre noi bestemmiamo.

«Classe, classe» annuisce.
«Ma che classe?!» esplode Francesca «sembrano zoccole! Perché cazzo voi maschi siete tanto ritardati?! Ci credo che non trovo nessuno, perdete le bave dietro… Ma in effetti sto parlando con un uomo sposato che va a travestiti mentre la moglie si fa montare da mezzo mondo.»

«Ore nove» fa Leonora.

 

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«Secondo voi quant’è gay su una scala da zero a Zara?» domanda Atza.
«Oh mio Dio, sensori di rosicamento fuori scala!» esclama Leonora «effettuare uvavolpe, ripeto, effettuare uvavolpe!»
«Nebo, son steroidi?» domanda Luca.
«Non so. Poi chi se ne frega, conta il risultato.»
«Tu perché non te li fai?»
«Perché con la testa che c’ho mi ci vedi a fare siringhe e dosaggi? Muoio dopo mezzo minuto.»

Il bello della Capannina è ti ispira. Da un lato le tette ti motivano, dall’altro gli addominali ti spingono ad allenarti cattivo e stare attento a cosa mangi. Amo la spiaggia perché è il posto più meritocratico al mondo. Quando ti spogli mostri chi sei, che vita fai, che scelte hai fatto, cosa t’ha dato la Natura e cosa c’hai messo tu. I vestiti complicano sempre tutto.

 

«Va bene, sgherri, mangiamo.»
Raccattiamo la roba.

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Tre toast farciti, un club sandwich salmone e avocado, un panino mozzarella e pomodoro. Seduti sulla terrazza fumiamo aspettando i caffè. Francesca spegne la Marlboro light: «Scusami» dice rivolta ad Ario.

«Di che?»
«Se t’ho chiamato… È un brutto periodo, tutto qui. C’ho un bel lavoro, una casa mia, sto mettendo da parte uno sfacelo di soldi… e non ho nessuno con cui condividere uno straccio di viaggio. Siete tutti ammogliati o morosati. Mi sento… sbagliata, tutto lì. Uscire con voi forse non è una grande idea.»
«Ma tu sei sbagliata, donna, ti metti gli occhiali da sole.»
«Eh?»

«Guarda che il matrimonio non è ‘sto paradiso che credi» fa Luca, sporgendosi «tornassi indietro non lo rifarei. Almeno mi risparmierei Atza che vomita nella vasca dei pesci rossi.»
«Scena sublime, altissima» gongolo «coi pesci che sbocconcellavano tramezzini predigeriti e lui col rivolo alla bocca.»
«Cristo, se ci penso mi torna voglia di bastonarti, Atza. Quel cazzo di quadro sventrato poi me l’hai risarcito?»
«Cosa dicevi degli occhiali?» fa Atza, sistemandosi sulla sedia.
«Giusto, a merda il quadro, tanto era finto. Perché mettiamo gli occhiali da sole?» fa Ario, rubandomi il bicchiere di birra.
«Perché c’è il sole» dico riprendendomelo.
«No. Per guardare senza farsi sgamare. Vale anche per gli uteri, no?»

«Circa» fa Leonora «a volte è solo perché siamo uscite struccate.»

«Eppure vi mettete tacchi e parrucco per venire rimorchiate.»
«A volte. Ma cosa c’entra?»

«Vedete, l’altra sera mi sono segato su Cicciolina pelosa, poi mi sono fatto un trip e ho capito il problema dell’Occidente.»
«Queste le parole che hanno commosso Bruxelles» dico.
«O la colonna sonora di Armageddon o niente» dice Luca.
«Silenzio. La vera differenza coi porno anni ’80 non è tanto steroidi, silicone, cazzi enormi, HD eccetera. Sono gli occhi.

 

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Fateci caso. Una volta le pornostar li tenevano sempre chiusi. Oggi o guardano in camera, o il tipo che trombano. Aperti, sempre. Gli occhi sono la parte fondamentale dei porno di oggi. Invece prendete Moana o Jessica Rizzo: sembrano tutte Bocelli. Cos’è cambiato?»

«È vero» commenta Luca «anche nelle foto, guardano tutte in camera.»

«Prendete le donne normali. Oggi si vestono meno, minishort, balle varie. S’atteggiano da emancipate, ma agli atti se le vedete per strada più sono svestite e più hanno gli occhiali da sole. Matematico.»
«Quella è sopravvivenza» fa Leonora «non puoi rischiare d’incrociare lo sguardo con tutti i maniaci che ci sono in giro.»

«Eccola lì» annuisce Ario «vi piace farvi guardare, ma non avete le palle di farvi vedere. Gli occhiali da sole diventano come lo schermo del cellulare: guardi il mondo senza che lui possa vederti. È lo stesso motivo per cui davanti agli incidenti, o ai concerti, la gente li guarda filmandoli col telefonino. Siamo dei cagasotto che non sanno più affrontare le emozioni forti. Dobbiamo per forza vederle attraverso un filtro che ci dia una sensazione di protezione. ‘sto meccanismo è così diffuso che oggi il vero tabù non è l’anal, ma gli occhi. I culi ormai li trovi dappertutto, lo sguardo no.»

«Non ti seguo» dico.
«Perché sei stupido. Esempio: per strada un uomo con gli occhiali da sole incontra una donna con gli occhiali da sole. Si piacciono, ma come fanno a capirsi?»
«Io per strada non le guardo apposta» fa Atza.

 

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«Cosa?»
«Come?»
«Uh?»
«Mi sta sulle palle darle la soddisfazione» fa spallucce lui.

«Torneremo su questo idiota tra un attimo» dice Ario «seguitemi: come fa l’uomo a sapere che tu donna stai guardando lui, se hai gli occhiali da sole?»
«Gli sorrido» fa Francesca.

«Ok. E lui come fa a sapere che stai sorridendo a lui, e non allo stronzo dietro?»
«Bè, deve arrivarci»
«Deve arrivarci. Non succede, perché magari mentre sorridi lui sta guardando altrove dopo tre ore che ti fissava senza risultato. Finisce con ognuno per la sua strada, seghe a casa, frenetica ricerca su Facebook, se va bene un like ogni tanto. Non sappiamo più gestire gli sguardi. Gli occhi sono una realtà troppo intrusiva che oggi ci mette a disagio. La prova? Tutto quello che vedete qui attorno è fatto apposta per bypassarli. Guardate quel tipo là; una volta sarebbe passato per schizofrenico, oggi invece è normale essere coperti di tatuaggi perché ti parlano oltrepassando il problema del non sapere se mi guardi o no. Ti dicono qualcosa di me, senza rischiare di far brutte figure. Da qualche anno le magliette da donna si sono impestate di scritte. Stasera faccio la brava, Io cuore New York, 69… sono richiami sessuali che si fanno con gli occhi, ma nessuno e nessuna ha più il coraggio di esporsi. Quindi delegano ai vestiti.»

Passa una ragazza in canottiera e short.
Sopra c’è scritto Lipstick, heels and rock and roll.

Ha gli occhiali da sole.

«L’occidente posta le tette su Instagram ma ha paura di farsi guardare negli occhi, quindi nei porno il proibito non è più un cazzo nel culo: è uno sguardo che esprime emozioni, desideri, personalità» conclude Ario «ecco perché sei sola come una merda, Francesca: vedono tutto tranne quello che serve. Ora possiamo dedicarci ad Atza che si strappa le palle per far dispetto alle donne.»

Ma nessuno fiata. Siamo troppo pietrificati non solo dal discorso sensato, ma dal fatto che all’improvviso un puzzle di migliaia di pezzi s’è messo insieme grazie a un puttaniere drogato. Se l’intelligenza è la capacità di fare i collegamenti, Ario è un genio. Passa in rassegna le nostre facce sconvolte.

«Sono solo l’umile messia dell’unico vero Dio, amici miei» decreta, stagliandosi contro il sole e guardando il cielo: «la droga.»

  • Paolo

    Adesso devo guardare un porno di Stoya e sono al lavoro. Se saro’ disoccupato sara’ colpa di Nebo

  • Daniele Capitanio

    cazzo…sto giro ario ha sbancato! lezione da antologia! ora guarderò il mondo (la fica) in modo diverso.
    Però chiedigli una cosa Nebo: come funziona con gli occhiali da sole fotocromatici? qualli che si scuriscono un po’ con la luce del sole ma non diventano il perfetto specchio anti sgamo? no perché vorrei sapere a che punto della vita dimmerda sono ahahahahahahahah

  • Gianvito Boccaleone

    Per un po ho avuto paura parlassi del Cocoricò… poi per fortuna tutto è andato per il meglio!

  • Pulsar

    Ha ok, allora io sono solo a causa della mia fotofobia, non perché sono un ciccione misogino che quando parla vomita eresie.

  • Matthew77

    Genio.

  • Franco Marcello

    Madonna friggitrice Nebo per te solo amore.
    C’hai ritmo, tecnica, una fantasia della madonna e sopratutto qualcosa da dire. Posso chiederti quanto hai letto e cosa? Da quando?

    • Puoi, ma la risposta sarebbe lunga, personale e pallosissima.
      Non vi voglio così male.

      • Lorenzo Meulli

        In realtà siamo tutti curiosi.
        Si spera.

      • Ayrton2112

        Beh, almeno IL libro preferito?

      • Ma noi ci odiamo abbastanza da attenderla e con ansia, pure.

      • Jumpy84

        Al netto dei pompini: io sono uno che ama leggere e non ho mai trovato nessuno capace di scrivere come te. Ritmo, dialoghi, tempi, personaggi, è tutto da 10/10. Mi sono letto il tuo blog in un pomeriggio e fa paura vedere l’evoluzione che hai avuto. Anch’io sarei curioso di sapere come si diventa così.

      • Franco Marcello

        Hai dodgiato la domanda con stile, credo…
        Lo accetto, ma sappi che sarebbe un post interessante di brutto quello sulla nascita del Nebo scrittore.
        Poi se te lo chiediamo in tre stronzi e ci ignori ok, ma faremo proseliti #wewantneborigins

        • Laurelion

          Schivato, porcodio, schivato…

          • Franco Marcello

            mi jizzo addosso per le malvagie ingerenze della lingua d’albione e se non ti sta bene sei gay dio palustre.

          • Laurelion

            Bastardi inutili.

      • Kremisi

        In realtà, siamo tutti curiosissimi di avere una risposta quanto più lunga, dettagliata e precisa a questa domanda.
        Specialmente in forma di post a sé stante.

        Mi accodo formalmente e, a breve, lancerò una petizione online per ottenere questa manna dal cielo.

    • Sebastiano

      è un misto tra il più introspettivo Dostoevskij e un classico di Bukowski, però è molto meno noioso di entrambi

  • Doc

    92 minuti di applausi.

  • Avion

    Da tempo mi chiedo se sia veramente Ario a dire queste cose (qui e altrove) o se sia “manovrato” da te. Perché nel primo caso, a fare il manovale è sprecato.
    (Io, comunque, gli occhiali da sole li metto davvero solo per il sole. In effetti li uso raramente.)

  • Luca

    Maestro di vita, come lui nessuno. Grazie nebo! A quando il best seller “Vita: istruzioni per l’uso” firmato da ario?

  • Francesco Spiritelli

    grande Ario!

  • Francesco Losa

    Se l’unico vero Dio è la droga, da oggi in poi non salterò più un’Eucaristia

  • Lorenzo Meulli

    Onestamente, il discorso degli occhiali da sole come nascondiglio per non farsi notare VERAMENTE lo sostengo da anni. Geniale come sempre, Nebo.

  • Piaciiuto, molto. Adesso capisco pure perchè ho perso gli occhiali da sole l’altra settimana: non mi drogo abbastanza (non mi drogo, infatti).

  • Rowin

    Magnetico e irresistibile come sempre 🙁

  • Gianlu

    Sempre geniale questo Ario, sarebbe divertente metterlo in una stanza con dei trip allucinogeni e Bill Hicks

    • Laurelion

      Bill Hicks se lo mangerebbe vivo

  • Quella cosa delle magliette con le scritte è spaventosamente vera. E anche che ci si nasconde dietro ad uno schermo, ma la conferma data da avatar+user name che senso ha?

    Anzi, rettifico, ha tutto il senso del mondo!

    Barbs

    • E il commento figo per nascondere lo spam che senso ha? Anzi, rettifico, ha senso per tutte le fashon blogger. Non gioire, sei una donna con un blog, do per scontato tu lo sia, non ti ho regalato una visita.

  • mao

    si può mica avere una gigantografia delle tre fighe iniziali in tacco dodici? non riesco a capire se hanno gli occhiali da sole o no…

    • Sara Bersani

      Quella sullo sfondo sì, le altre due no

  • BoboMilano

    Ehi vedo che Leonora sta passando di ruolo nelle storie.

    La questione degli occhiali da sole per me è diversa: li metti per guardare senza rischiare di essere rifiutato già dal primo sguardo

  • Damiano Bluto Lanzoni

    Posso riciclare queste perle di saggezza per fare lo splendido e rimorchiare agli apericena?

    • Basta che citi la fonte.
      Se proprio proprio, strappa la linguetta, lancia la battuta, gustati il silenzio che precede la detonazione, e dopo aver raccolto a bracciate i reggiseni che ti avranno lanciato puoi aggiungere sottovoce a velocità controindicazioni farmacologiche da spot radiotelevisivo che non era tua.

    • Se è per trombare vai, chissene.
      Se è per fare soldi no. I soldi sono una cosa seria.

      • Dingo Unchained

        E se fosse per fare soldi coi quali pagarsi da trombare?

        • William DellaPioggia

          E se fosse per farsi trombare a pagamento?

          • Avion

            E se fosse per perdere soldi facendosi trombare al lavoro?

  • Tiziano Sbrozzi

    EPICO

  • Harry Deekolo

    Ario è il Messia, Dio, Zeus, l’Imperatore, il Ghost in the Machine.

    Tu sei davvero un cane a mettere prima Stoya e poi quel boiler rotto di Britney.

  • Alberto Schiariti

    Bella storia, bro.

  • Collezione Estate-Estate.

    • Questo è il tuo capolavoro assoluto.

      • E con “Effettuare uvavolpe” hai raggiunto vette liriche che Montale in due libri, tu in due parole.

        Ora basta pompini a vicenda, si cresce in due.

    • Quand’è che metti online il nuovo uebsait?
      E’un po’che è in progress…

  • Io ogni volta che vedo un nuovo editoriale tuo e so già che mi piacerà:

    https://youtu.be/KllWZWyWxQM

  • Una certa percentuale di occhiale da sole ha la sua ragion d’essere anche per nascondere la pupilla dilatata, così come quelli che devastano la cannuccia a cocktail finito da eoni…

  • [OT] Screenshot di un particolare della presente pagina, generata dal caso, o dovrei dire dal caos.
    “una storia triste”

  • Daniel

    La cattiveria che esplode dagli occhi di quella belva sopra l’immagine di Britney Spears mi fa sentire, al pari di Claude Frollo ne il gobbo di Notre Dame, capace di dar fuoco a Parigi solo per cinciarmi Esmeralda.

    • Sara Bersani

      Quale belva ?

    • Laurelion

      Eeeeeh la droga.

    • Sara Bersani

      Stoya ?

  • Nanni

    Sì ok 10+ ma ora vogliamo sapere nel dettaglio in che modo Atza è un coglione.

  • Knicks fan

    Amo la spiaggia perché è il posto più meritocratico al mondo. Quando ti spogli mostri chi sei, che vita fai, che scelte hai fatto, cosa t’ha dato la Natura e cosa c’hai messo tu. I vestiti complicano sempre tutto.

    10 minuti di applausi…

    • Ugo

      eh sì.
      perchè c’è sempre una parte da recitare.
      si farebbe molto prima se tornasse vestita soltanto del bicchiere…

      ma vabbè, altra storia…

  • massimo

    ecco perchè si chiamano occhiali da SOLE… e-state sole

  • Step Back

    La differenza tra

    • A me il porno 70-80 piace tantissimo.
      Personalmente, no non ridere, per quanto improbabile i film di allora avevano trama e gli attori sapevano anche recitare un po’ mentre adesso vanno subito di scene hard. Con espressioni facciali assolutamente esagerate.
      Nel porno il bello, gusti miei, era la costruzione del desiderio che trovava poi soddisfazione nelle scene zozze, ma non era infrequente che scene hard e storia si dividessero quasi al 50% la durata del film.
      Tanto per fare un esempio procurati un film della Alpha France con la mitica Brigitte Lahaie, la mia favorita di sempre.
      A prescindere dalla presenza o meno del peluche sulla patata.

      • Baboo85

        A me invece non piacevano. Anche perche’, personalmente, non mi siedo sul divano a guardare un film porno.

        I porno li scarico da youporn (alcuni li salvo se mi piacciono particolamente) che mi servono quando mi devo dare una calmata. Tipo al lavoro, che ci sono un sacco di tope 25enni appena uscite dall’universita’, capita spesso che mi parte l’ormone, quindi o vado in bagno a calmarmi un attimo oppure non faccio altro che fissare culi e tette, anche mentre mi parlano, soprattutto con una che e’ abbastanza gnocca, ma piu’ che altro farebbe andare in calore anche il Papa…

        • La mia era una risposta a StepBack che ha menzionato le differenze tra il porno vintage e quello new age.

          Però trovo molto interessante il tuo irrefrenabile impulso di outing… 🙂

          • Baboo85

            Se non fossi felicemente fidanzato, dato che la rizzacazzi in questione abita dietro casa mia e il suo ragazzo e’ in Toscana, ci proverei sicuramente. Anche con le altre.

            La mia carne non e’ debole, non ha proprio alcuna forza di volonta’…

    • Baboo85

      A me la rasata piace. Non e’ che se a te non piace una cosa, allora tutti quelli a cui piace quella cosa sono stronzi o pedofili o altro.

      Che rasarsela sia diventata di moda lo ammetto, ma quando vedo le giapponesi (io adoro le asiatiche) col fitto sottobosco, mi cala il ponte levatoio a velocita’ record. Ai giappi piace cosi’ (loro non hanno peli, nemmeno i maschi), a me fa cagare, mentre fa un sesso assurdo vederla rasata.

      Per me e’ lo stesso tabu’ degli occhiali da sole, copri la parte piu’ intima perche’? Per non farla vedere?
      E poi ti ritrovi il partner che va a leccare li’ sotto e lo vedi sparire tra i peli, che tra l’altro potrebbero puzzare molto di piu’ rispetto ad una senza peli (vedi ascelle)?

      Preferisco la rasata (o almeno a peli corti e “tenuta in ordine”) cosi’ posso fare comodamente quello che devo fare, guardando la mia ragazza negli occhi (non sempre, ma spesso lo faccio)…

      • Quello che adoro è che spesso nei commenti nascono discussioni auliche. Per me, rasata uber alles. Ma a parimerito con la mohicana.

        • Baboo85

          E’ che risulta difficile parlare di certi argomenti senza che la gente ti reputi maniaco o si imbarazzi. Manco si parlasse di fare sesso con sedicenni (“Che schifo le sedicenni”, cit. :D).

          Mohicana o altri tipi di peli corti (triangolo, ecc) non mi fanno cosi’ tanto sesso. O meglio, non piu’ di quello di immergersi in mezzo alle gambe di una ragazza.

          La rasata e’ un invito. Non te la radi a fondo perche’ ti piace o perche’ e’ piu’ igenico di qualche pelo, lo fai per non distrarre l’uomo dalla vagina, devi farlo concentrare li’.

          Per me e’ come una donna che ti prepara un bel piatto di quelli che adori, dopo una dura giornata di lavoro. O le pulizie di casa. E’ fatto con amore, per farti mettere comodo e a tuo agio, anche se la ragazza in questione fosse una che gioca ad “acchiappa la talpa” coi cazzi…

          “Ecco, guarda che ho fatto per te. E’ tutta tua, fai con calma.”. E quando ne vedo una (tipo la ninfomane che mi sbattevo prima di incontrare la mia ragazza), quasi perdo i sensi da tanto sangue passa nel secondo cervello…

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          • Nanni

            Vabbè mo non è che non si possano dire certe cose senza essere presi per maniaci, è che tu sei quello che non può stare a contatto con venticinquenni gnocche senza arraparsi come un urside albino.

            PS Rasata vince, ed è giusto sia così anche solo per sofferenza e impegno spesi allo scopo.

          • Baboo85

            Adesso sono in un altra sede a poche decine di metri, ma fino a qualche mese fa avrei sfidato chiunque qui dentro a non esser preso dalla voglia di saltare addosso ad una di loro…

            Persino un mio amico e collega, che reputavamo da diversi anni un asessuato (passavano gnocche stratosferiche, lui si gira a guardarle, fa spallucce e torna a fare quello che doveva fare) sbava dietro a due di loro…

            Certo, io sono esagerato rispetto agli altri, ma guarda che il testosterone e’ Over 9000 da quando ce ne sono cosi’ tante…

            Per non parlare delle colleghe gia’ presenti, over 30. Una di loro e’ un capo reparto, uno scricciolo biondo che si veste spesso in completi molto stretti, con un fisico molto bello e un culo che ferma la produzione aziendale (successo anni fa, prima che arrivassi io, ha l’abitudine di mettersi a 90 quando parla con la gente seduta, chi era dietro di lei nel raggio di 10 metri si e’ fermato in ammirazione).

            Non dico che sono tope stratosferiche, tipo le modelle, irraggiungibili. Piu’ o meno gnocche si’. E sono relativamente raggiungibili, simpatiche, ci parli, ci ridi…

            Eh…eheheheh…ehehehehehehehehe 8====D

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        • Sottoscrivo.
          A casa mia la palla di pelo la fa solo il gatto.

  • Gianluca Zamagni

    Io <3 Ario. E avrei il coraggio di guardarlo negli occhi.

  • Minarchist1983

    Ognuno ha diritto di vivere la propria vita come vuole e di dire quello che vuole.

    Ad ogni modo, la mia intima e personale speranza è che tutti i partecipanti di questa odiosa, superficiale e sgrammaticata discussione muoiano il prima possibile, possibilmente affogando nel loro stesso sangue.

    • Se non motivi non è divertente.

      • Minarchist1983

        Ah.
        Trovo la discussione ed il tenore della discussione… come dire… mortificante di quel che ci rende umani.
        Cioè, non è che si debba parlare della critica della ragion pura sotto l’ombrellone, o della dinamica galattica, però diavolo, discorsi così sono intimamente superficiali.

        Guarda, al limite, posso anche capire che si possano fare.
        Anzi, pensandoci bene sono sicuro di avere detto di peggio.
        Ma non li ho messi per iscritto come se stessi per annunciare la seconda venuta di Cristo.

        • Insomma, il motivo per cui auguri una morte orrenda a quattro persone è che secondo te questo articolo è troppo serio.

          • Quattro?
            Così tanto ti sottovaluti?

          • Laurelion

            Voglio sapere che ha scritto

          • Ho fatto in tempo a leggere solo di sfuggita il primo dei due commenti eliminati.
            Il scritóre augurava una morte splatterosa ai lettori del blog senza, come evidenziato dal padrone di casa, addurre motivazione alcuna. Il secondo commento eliminato l’ho perso ma suppongo fosse sulla falsariga del primo.
            Non ti sei perso nulla di particolarmente interessante comunque.

          • Primo commento: “Ognuno ha diritto di vivere la propria vita come vuole e di dire quello che vuole.
            Ad ogni modo, la mia intima e personale speranza è che tutti i partecipanti di questa odiosa, superficiale e sgrammaticata discussione muoiano il prima possibile, possibilmente affogando nel loro stesso sangue.”

            Secondo commento:
            “Trovo la discussione ed il tenore della discussione… come dire… mortificante di quel che ci rende umani. Cioè, non è che si debba parlare della critica della ragion pura sotto l’ombrellone, o della dinamica galattica, però diavolo, discorsi così sono intimamente superficiali. Guarda, al limite, posso anche capire che si possano fare. Anzi, pensandoci bene sono sicuro di avere detto di peggio. Ma non li ho messi per iscritto come se stessi per annunciare la seconda venuta di Cristo.”

          • Franco Marcello

            Direi: “immagino i camion di figa rimorchiata a parlare di film curdi sordomuti degli anni ’20 (cit. di non ricordo chi)”, per sfottere la spocchia del mongolo, ma un “tu sei quello divertente alle feste” ci sta di più, non mi so decidere bu

          • Evabbe’, col caldo c’e’ tanta gente che sbrocca di brutto!

          • Il secondo commento l’ho riletto 3 volte: domani lo giro alla mia personal trainer di italiano per capire se l’ho capito.
            A proposito di lesbiche cieche davanti alle pescherie.

          • Adesso che lo sai gradirei tuo commento, però.

          • Laurelion

            Haters gonna hate credo.

  • thecatisonthetable

    effettivamente a pensarci bene è così. Io da piccola non mettevo mai gli occhiali da sole, non mi piacevano e mi erano di intralcio. Ma poi crescendo ho cominciato a capire che la gente mi guardava e che io non avevo le palle nè di ricambiare lo sguardo nè tantomeno di prendermene la responsabilità. Ho sempre messo occhiali giganteschi con la scusa “ho il viso squadrato mi stanno bene”, ma la realtà è che con quelli e due cuffie nelle orecchie il mondo non esisteva più. Negli anni poi anche il mio abbigliamento è cambiato: mi vestivo colorata, con scritte e immagini varie. Ora le odio. Non metto quasi mai maglie con scritte e vesto quasi sempre di nero, ma con dei dettagli che non hanno mai lasciato dubbi sulla persona che sono,o perlomeno su ciò che voglio far apparire. Pippone autobiografico a parte, trovo che questa sia una delle teorie più sensate che abbia mai letto, spiegata in parole talmente povere da essere comprensibili anche a un bambino. In poche righe hai racchiuso una generazione di psicologia collettiva, traducendo in un certo senso il “vorrei ma non voglio” attuale, che mi fa dannare ogni volta che vedo un selfie con tette al vento di suore di clausura di provincia. Insomma, bell’articolo e grazie per avermi dato uno spunto di riflessione.

  • “La capannina durante la settimana è vivibile”
    Con la “c” maiuscola diocan!
    E grazie al cazzo che a mezzogiorno è vivibile, a quell’ora i ragazzini sono tutti a letto a smaltire la balla della sera prima.
    Se ti becco in Capannina DI SERA ti pago da bere.

  • Ario ha ragione. Questa donna senza labbra mi ha fissato per tutta la mia ultima sega in mobilità

  • William DellaPioggia

    Questo e’ il motivo per cui sorrido, ammicco e chiedo le tette.
    O la intrappoli, o la distruggi. Non ho mai incontrato alternative. E non sono capace di usare altri metodi, per rimorchiare.

  • Alessandro Cristini

    Ho riso più del dovuto per le ciabatte digievolute, lo ammetto.

  • Gigos

    «Nebo, son steroidi?» domanda Luca.
    «Non so. Poi chi se ne frega, conta il risultato.»
    [cinque righe sotto]
    “Amo la spiaggia perché è il posto più meritocratico al mondo.”

    Non so se la contraddizione era voluta (o se la vedo solo io) ma mi ha fatto ridere.

    • Se fa ridere, ogni spiegazione è superflua e controproducente.

    • Laurelion

      Non so, fottersi i testicoli per gli addominali rende comunque degno di merito il tuo agire. Non è agratiss, è un altra forma di spesa.

      • Tu sei ironico, ma io stimo i BBder. È comunque gente che si brucia anni di vita, tempo, soldi e salute pur di perseguire un obiettivo. Che magari per alcuni sembra ridicolo, ma per loro no. E lo rispetto.

        • Laurelion

          Non sono ironico O: L’autodistruzione celebrata per raggiungere un obiettivo è una cosa da ammirare; spendere e distruggere così tanto di se stessi per uno scopo, quale che sia, è meritevole di ammirazione. Sono serissimo (Già).

  • Grandissimo pezzo. La deontologia del perché ci siamo persi in una vicendevole spirale di look-no-look.

  • Fox Renard

    Che cazzo nebo da quando hai scritto sto pezzo non metto più gli occhiali

  • per

    Nota mentale: quando ti scappa in mare cerca una coppietta…

  • Ugo

    andavo avanti chiedendomi dove volessi andare a parare, ma devo dire che, a parte la prosa ostiense, non è per niente una teoria da buttare alle capre…

    poi c’è l’altro verso della medaglia: io uso gli occhiali a specchio come scudo sociale contro i rompicazzo che sui mezzi pubblici ti fissano finchè non li guardi e poi partono con la manfrina su quanto è in ritardo, sui politici che non fanno niente e su dove andremo a finire signora mia.
    idem le cuffiette.
    oggi come oggi occhiali a specchio e cuffiette sono come l’asciugamano…

  • Laurelion

    «Perché con la testa che c’ho mi ci vedi a fare siringhe e dosaggi? Muoio dopo mezzo minuto.»

    Lollai.

    Io metto gli occhiali da sole perché il sole mi da fastidio O:
    E neanche io guardo le tope per non dare loro soddisfazione.
    Anche se pure io gioco di ruolo :look:

  • Andrea Marini

    Mi ero sempre stupito del tuo cinismo estremo e del grande disprezzo verso l’essere italico ma ora capisco: gente adulta che si scandalizza se non si hanno i tacchi per un aperitivo (per non fare figuracce con le 18enni poi), altri adulti che pensano che uno non sia un vero uomo se non squadra le fighe per strada ( si strappa le palle per far dispetto..). Semplicemente giudichi la società dall’umanità che conosci personalmente, che è solo una piccola parte.

    • E non parliamo di quanta gente ha ucciso Agatha Christie.

  • Djeug WiKo Vuillermoz

    si sono moltiplicati gli occhiali e sono drasticamente diminuiti i parei. il mondo è un posto peggiore.

  • Baboo85

    Non si capisce mai se le storie che scrivi sono vere al 100%, solo in parte o tutto inventato.

    Sta di fatto che te ne esci (tu o Ario) con delle perle di saggezza talmente brillanti e luminose che mi sento come una chiazza nera di petrolio dispersa nell’oceano…

    Concordo quello che dici nella frase finale: “Se l’intelligenza è la capacità di fare i collegamenti, Ario è un genio.”, o Ario o tu, ma la frase non cambia significato…

  • *__*

  • Gigiobis

    hahahhahahahahahahahahahahhahahah la capannina!!!!!!
    ma quella della foto non è a jesolo, ehi!