Come domare una diciottenne

Diciottenni. Occhioni enormi, lucidi, ti dicono che non è giusto. Che non deve essere necessariamente così. Che è orrendo. Che il mondo è brutto e messo male ma si può sistemare, basta lavorarci.
Diciottenni. Fiori appena spuntati nel prato della vita, frutti maturi carichi di emotività. In un minuto possono passare da lacrime di disperazione alle risate dal cuore fino all’odio profondo. Pelle che sembra velluto. Milioni di capelli rabbiosi che pare vogliano conquistare più cielo possibile, radici immaginarie che artigliano la terra della fantasia. 
Diciottenni.
Ogni sorriso che fanno merita un applauso.
Diciottenni. Si commuovono perché sei il primo a regalarle una rosa o un mazzo di fiori. Ti ascoltano ad orecchie tese ed un momento dopo partono con monologhi di 20 minuti. Inneggiano all’uguaglianza, alla giustizia, alla libertà. Ideali sacri. Passione. Compassione. Empatia. Solidarietà.
– Va a cagar, a mi me piase quee de 40 anni, xe più porche.
Trentenni.
Senz’anima.