Il pelide imbecille

Antonio Peretti viene informato dai suoi predecessori che alle donne piace l’avventura, la creatività, l’originalità, il coraggio, la sensualità, i viaggi, il mistero e non disdegnano la fama. Antonio Peretti è un vicentino dall’aria simpatica e non troppo sveglia, ma sa di essere nato per qualcosa di speciale. Di grandioso, di epico. Si presenta al comando galattico del pianeta uomo e dichiara di essere pronto per tentare l’assalto del pianeta Donna. Il Capo del Comando, il Signor Ron Jeremy (l’uomo orrendo ma dai 35 cm), lo guarda dubbioso. Spiega che per conquistare il pianeta Donna servono determinati canoni o c’è poco da fare.

«Va bene » risponde Antonio Peretti «scalerò il Fujiama »
«Tutto qui? Lo fanno in tanti.»
«Va bene, scalerò il Fujiama e le cime del mondo »
«Fanno in tanti anche questo.»
«Va bene, scalerò il Fujiama e le cime più alte del mondo, ma avrò un nome misterioso »
«E l’originalità? »
«Lo farò senza scarpe »
Così nasce Tom Perry, professione: alpinista a piedi nudi. 

“SFIDARE SE’ STESSI OLTRE I LIMITI NON CREA ESALTAZIONE, MA COSCIENZA DELLA FRAGILITA’ UMANA”, sostiene l’uomo senza scarpe. Certo, a noi basta aspettare una donna sotto casa per venticinque minuti per avere la stessa impressione. Ci basta guardare le nostre mani estrarre un centone dopo un’ora e mezza di discorsi sulle sue amiche per averne la certezza. Ci basta avere un bacetto sulla guancia ed un SMS per averne la conferma. Quest’uomo ha bisogno di scalare montagne scalzo.

John Lennon si domandava come facessero i critici a trovare tante baggianate in un testo semplice come Strawberry Fields Forever. Oggi questo principio muove il mondo. La gente guarda Inland Empire di David Lync e non si strappa gli occhi urlando che è una puttanata incomprensibile, non scoppia in attacchi di diarrea violenta in sala, non obbliga il proiezionista a pompare “Dietro da Impazzire Vol.3” con una pistola alla tempia. No. Tace ed aspetta un babbeo che con tono scontato elenchi una serie di complicati intrecci e doppi sensi e riferimenti incrociati e iconografie e simbologie e psicologie inverse e citazioni dotte e ammiccamenti e occhiolini che elevano una porcata inguardabile a capolavoro della cinematografia mondiale. 
Io se qualcosa non esplode entro i primi cinque minuti mi addormento o cerco un clitoride, tuttavia applicando questo principio ad un tizio senza scarpe che cerca fica sull’ Everest abbiamo un fenomeno mediatico di proporzioni discrete. Immaginatevi nel traffico della città. Caldo. Voglia di mare mentre dovete fare una consegna dall’altra parte della città. La radio vi tiene compagnia intervistando Tom Perry il quale sostiene 
“volgendo lo sguardo a questa Società fatta di molta apparenza e poca sostanza. Bisogna restare in piedi; quando tutto ti travolge, ti accorgi alla fine di essere… a Piedi Nudi !” 
Risate. La vostra espressione è identica a quella di prima. La mano sul volante è come prima. Solo dentro di voi qualcosa muore. Solo dentro la vostra mente passano sotto gli occhi decine di gattini schiacciati da un TIR. Solo nella vostra anima vibrano tutte le domeniche pomeriggio passate a litigare. Il termometro segna 35°. Scuotete la testa, mormorate una bestemmia. Ma non è tutto qui. Tutti voi conoscete le riviste uterine. Grazia, Donna Moderna, Cosmopolitan, Vanity Fair sono riviste di tutto rispetto che hanno fornito le vagine di informazioni a loro misura. A nessuna donna degna di questo nome fregherà mai un cazzo di sapere le quotazioni del Nasdaq, la situazione in medioriente o le farneticazioni del quirinale su una qualche noiosa tassa o legge. Queste riviste permettono alle donne di avere un’informazione a loro misura: colorata, semplice, simpatica, personale, con qualche spruzzata di informazione light. Tra la collezione primavera di Armani e le foto artistiche dell’Iraq prima o poi sapranno che c’è una guerra da qualche parte e si preoccuperanno almeno fino a pagina 132. 
A me piacerebbe scrivere su riviste del genere, solo che poi dovrei espatriare.
Esiste la controparte maschile. FOR MEN, in un maiuscolo sottolineato che ce la racconta lunga sulla loro sicurezza si innamora di Tom Perry e gli dedica pagine e pagine di invidioso interesse. Tom ha chiamato L’ETNA , l’ETNA ha risposto e certamente i DUE si sono capiti. RIMANERE CON I PIEDI PER TERRA questo è adesso il motto di Tom subissato da reporter e giornalisti: Sicuramente un’occasione per comunicare importanti messaggi ad una società spenta. Ci voleva proprio L’ETNA per il vulcanico TOM. 
Chissà.
Mi chiedo quali possano essere gli importanti messaggi che quest’uomo 
vorrebbe comunicare ad una società spenta. Avrei davvero voglia di sentirli, perché se sono come quello iniziale alla taverna sul porto di Marghera te ne sparano un centinaio al minuto, e sono quasi tutti cinquantenni con il viso sbranato dal sole e dai miasmi del petrolio. Però in effetti hanno tutti le scarpe.

  • Anonymous

    Dopo la rubrica su Cosmopolitan ti supplico: non espatriare, rimani ancora tra i porci a dispensare perle.

  • Anonymous

    Ammiro di piu’ quelli che girano per Venezia a piedi scalzi nell’acqua alta… 😀

    Saluti
    Straniero (modalita’ anonimo)

  • Simone Ygy Mercatelli

    “Grazia, Donna Moderna, Cosmopolitan, Vanity Fair […] FOR MEN […] A me piacerebbe scrivere su riviste del genere, solo che poi dovrei espatriare.”

    Son passati 5 anni, ora che per queste (o simili) riviste ci scrivi che hai da dire a tua discolpa?

  • Tom Perry

    sono Tom Perry , l’imbecille
    di cui si scrive sopra, io comunque sono una persona semplice e felice ho una modesta fattoria mangio le cose del mio orto bevo il vino che produco senza pesticidi lavoro dieci oreal giorno non critico nessuno faccio i cazzi miei e mi ritengo una persona normale con una moglie splendida e una famiglia altrettanto speciale. Non desidero altro la vita mi ha dato tutto poi , bisogna accontentarsi…… questo il segreto della pace interiore….

    • Baboo85

      Come al solito, eccone un altro che non accetta alcun tipo di critica…
      Apposto cosi’, sei perfetto tu e gli altri non hanno capito un cazzo…